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cheremone
gaze at the moon until I lose my senses

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2 giugno 2010
io spero in esopo

E mentre qui si sottolinea che l'ultima puntata di Lost ha lasciato parecchi interrogativi aperti, pare arrivi una nuova serie di JJ Abrams...

In Francia, McDonalds ha fatto una pubblicità gay friendly molto tenera.

Visto che li si citava qui, vale la pena di vedere il nuovo video dei JLS, The club is alive? Dopo averlo visto direi di no, se, come me, pensate che il vocoder vada eliminato, che da Tutti insieme appassionatamente poteva venire fuori di meglio e che tenere il cappello in testa in un locale sia da cafoni.

Uhm, c'è un'intera generazioni di cloni di Justin Bieber in arrivo...

Mi ero scordato di scrivere che ho un iPad. Al momento, a bassissima voce, mi permetto di dire che pare un iPod grosso con le funzionalità di un iPhone, poi vediamo che succede quando ho il tempo di dedicarmi alle 'applicazioni'.

Corriere.it fomenta il panico fra i miei studenti.

31 ottobre 2009
musica
coming up

Jamie Cullum; I'm all over it: gradito ritorno del fanciullo che campeggia nella foto in alto a sinistra su questo blog.

JLS; Everybody in love: la boyband del momento continua a non convincermi e per ora non si meritano un post apposito ;-)!


R. E. M. ; Live at the Olympia: ormai i REM sono entrati nel loop di album/tour/disco dal vivo e album/tour/disco dal vivo; stavolta si cimentano con brano meno noti (manca Losing my religion ma c'è, chessò, Wolves, lower). Solo per affezionati, comunque.

Michael Jackson; This is it: anche qui siamo di fronte a quella che potremmo chiamare una 'bieca operazione commerciale', visto che l'album si limita a riportare i 'greatest hits' di Michael nell'ordine in cui appaiono nell'omonimo film (ai tempi dell'iPod e delle playlist, non pare un'innovazione sconvolgente). Le uniche novità sono tre demo, Michael Jackson che legge la peggior poesia mai scritta e la nuova This is it che, spiace dirlo, non è il capolavoro che uno si aspettava. Su iTunes, comunque, si possono comprare singolarmente le tracce nuove e farla finita lì.

Morrissey; Swords: esce finalmente l'attesa raccolta di lati b pubblicati dal 2004 ad oggi. Ci sono migliori introduzioni a Morrissey (come quella di cui si parlava qui) ma anche in questo Swords ci sono cose interessanti, e inoltre c'è un secondo cd con brani dal vivo, tra cui la vecchia You just haven't earned it yet, baby degli Smiths.

David Bowie; Space oddity: il primo album di David Bowie compie 40 anni ed esce in una nuova edizione, con ormai consueto allegato di rarità (la cosa più graziosa è Ragazzo solo, ragazza sola, cioè la versione IN ITALIANO di Space oddity, che Bowie cantò credendo che il testo fosse in qualche modo affine all'originale, per scoprire poi che non c'entrava niente, ma proprio niente – e pare scritto da 'Ivan Mogul'). E' ovvio che la magnificenza di Space oddity (la canzone) è tale da offuscare il resto, ma è piacevole riascoltare il giovane Bowie che, prima di Ziggy e il resto, sembrava una sorta di Bob Dylan inglese:

24 ottobre 2008
graeculi perfidi


Alla ricerca di libri da far leggere ai ggiovani durante le vacanze di Natale, ho trovato questo Atene segreta – Delitti, golosità, donne e veleni nella Grecia classica del compianto Umberto Albini che, malgrado usi parolacce (tipo 'baldracche' – scandalo!), principalmente attraverso testi di commedie ed orazioni, mostra un lato un po' più 'umano' dei greci ed innegabilmente divertente (come scoprire che ad Atene ci fossero teppistelli dediti al furto di mantelli - ora pare rubino gli iPod, ma certe cose sembrano non cambiare mai... ).
9 aprile 2008
vita scolastica
the wind is in from Africa - cheremone a Creta 4
Giornata fastidiosamente piovosa, quella in cui ci mettiamo in pullman alla volta di Gortina.

Il posto mi intriga, qui per la prima volta i Greci misero per iscritto delle leggi, nel VI secolo aC, mentre nel resto d'Europa vivevano sugli alberi, o quasi.

Le foto delle epigrafi che avevo visto davano l'impressione che uno se le potesse trovare davanti, invece sono in una sorta di corridonio con cancelli sui tre lati, per cui solo con qualche sforzo si riesce a leggere qualche parola (ma tanto sono in un dorico indecifrabile).

Sono un po' deluso e non mi consola l'assaggiare il Calippo alla fragola, di cui i miei sono entusiasti.

Sempre a Gortina c'è il platano sotto il quale, secondo la tradizione, Zeus si unì con Europa, generando Minosse e facendo iniziare tutto.

La pioggia è sempre più battente ma Festo è comunque affascinante e la sua posizione, sul pendio di una collina, è notevole, mentre la visita alla vicina Agia Trida è un po' troppo affrettata.

A pranzo andiamo a Matala (la spiaggia sulle cui coste approdò Zeus con Europa, poi si trasformò in aquila e la portò a Gortina), e qui si deve aprire una lunga parentesi.

Prima di partire avevo comprato Blue di Joni Mitchell e a un primo, distratto ascolto, mi era parso un disco 'mediterraneo'; sfogliando la guida della Lonely Planet, scopro che Matala viene citata in una canzone, Carey.

Scopro anche che, tra gli anni '60 e gli anni '70, la spiaggia di questa baia, con le sue grotte naturali (prima sito neolitico, poi cimitero romano), era sede di una comunità hippy (dove a un certo punto visse la stessa Joni Mitchellla storia sta qua), prima che il regime dei colonnelli (i soldiers della canzone) cacciasse tutti a randellate; e allora, dopo il consueto, e lauto pranzo, me ne vado a vedere la spiaggia, con Carey sull'iPod e una scritta sul molo, Life is today, tomorrow never comes, davanti agli occhi.

La canzone comincia proprio con The wind is in from Africa, perché dall'altra parte del mare ci sono la Libia e l'Egitto (Creta è tutta orizzontale, da est a ovest, ed è larga al massimo una settantina di km, così, andando da Hiraklion a qui, è come se si passasse dal nord al sud del mondo) ed ecco spiegato il titolo di questi post.

Per quanto bello sia il posto, Joni Mitchell dice che se ne deve andare, che non si sente a casa, che ha le unghie sporche e le dà fastidio la sabbia tra i piedi (la sabbia di Matala non è esattamente sottile, ecco).

Prima però chiede al suo amico Carey di accompagnarla al Mermaid Café (che pare esistesse davvero), per salutarsi davanti ad una bottiglia di vino (gli dice anche get out your cane, che a me suona tanto get out of your cave, che mi sembra più adatto), mentre la notte è una volta stellata e stanno suonando della musica, sotto la luna di Matala.

Questa, più o meno, è la canzone (la si può sentire qua).

Non so perché, il posto mi affascina, forse perché adoro i posti che hanno una storia.

Non resisto, e coinvolgo i soliti temerari ('cosa sono i figli dei fiori?', chiedono) nella scalata delle grotte ed è bello vederli salire, sperando che non caschino in mare e contento di averli portati in un posto speciale.


29 aprile 2007
diari di viaggio
cheremone salso - 1

    La prima scoperta, sgradevole, l'ho fatta a Fiumicino: Malta e' nell'Unione Europea, quindi niente sigarette al Duty Free Shop. Consolatomi con l'acquisto di nuove cuffie per l'iPod, salgo in aereo. A bordo ci sono pochi italiani, un po' di americani che non so perche' parlano a voce altissima ed io sono seduto a fianco di due maltesi (il maltese e' una lingua meravigliosa, praticamente e' arabo con una parola italiana ogni quattro - 'canzone' si dice 'kanzunetta'). Il volo dura un'oretta e all'aeroporto fa caldissimo. 
    Avevo deciso una cosa un po' filosofica e molto Bruce Chatwin, quella cioe' di andare il piu' possibile a piedi, motivo per cui non  prendo il comodo autobus ma mi metto a camminare, zaino in spalla, fino a La Valletta (6 km secondo la mia
guida, 9 secondo il primo cartello stradale che vedo). Ovviamente mi perdo e finisco un po' piu' a est del necessario. So di abusare dell'aggettivo, ma Malta e' davvero un po' surreale, non solo perche' guidano sulla sinistra, come in Inghilterra... a tratti sembra un paesaggio desolato, tipo terzo mondo, poi, in mezzo ai fichi d'india, sbuca una cattedrale gotica. Sara' che e' domenica e che sono finito un po' fuori mano (i nomi dei paesi non sono sulla mia cartina), ma in giro non si vede nessuno
    Dopo un paio d'ore di cammino sotto un sole ancora primaverile (pare che in estate Malta sia infrequentabile), arrivo alla capitale. Il piano originale prevedeva di arrivare a piedi fino a St. Julian, dove ho l'albergo, ma, dato che non ho capito bene dove sia, alla fine cedo e prendo il bus (gli autobus di Malta dovrebbero essere celebri come quelli a due piani di Londra - paiono usciti da un film anni '30 di Flash Gordon), il cui autista, che praticamente non ha denti, ci tiene a farmi sapere che apprezza l'Italia, citandomi calciatori a me sconosciuti. 
    Arrivo in albergo, guardo un po' la TV maltese dove c'e' un inquietante concorso canoro di preadolescenti (su Rai Uno c'e' Meneguzzi) e poi esco a fare un giro sul lungomare, che fa pretenziosamente finta di essere Cannes
    Cito sempre una bellissima frase di non mi ricordo chi, 'il mare ispira ai borghesi pensieri profondi' ed ora me ne sto qui, borghese, malinconico e forse profondo, a guardare il Mediterraneo. Qui sa tutto di sale, anche l'acqua del rubinetto.

6 aprile 2006
soundtracking america

Sto preparando una playlist dell'iPod per il viaggio in America... 


Al momento dentro ci sono Conquering America dei Bodies Without Organs (il titolo spiega tutto), Route 66 dei Depeche Mode (la strada del titolo non passa per Atlanta ma fa molto U. S. A.), Home and dry dei Pet Shop Boys (perché parla di transatlantic miles), Amerika dei Rammstein (perché we're all leaving in America), Penn Station Suicide dei Trances Arc (perché loro sono di Atlanta e perché la stazione è citata nel Giovane Holden), tutta la colonna sonora di Transamerica (per via di Dolly Parton), American idiot dei Green Day, American pie di Don McLean, American life di Madonna (anche perché l'avevo comprato proprio ad Atlanta, tre anni fa), Strange fruit di Billie Holiday (grande protest song) e China girl di David Bowie...

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