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29 marzo 2011
musica
faithful

Sono passati 30 anni da Don't you want me, la più grande canzone degli Human League (se ne parlava qui), recentemente passata per Glee.

Stare appresso agli Human League è un po' sconfortante, perché non sono esattamente prolifici ma finalmente è uscito un nuovo disco (l'ultimo era del 2003?), Credo. Non è certo un disco innovativo né destinato ad imporsi come "il" disco del 2011, ma è bello ritrovarli coerenti e fedeli a quello che sono.

E i primi due singoli, Night people e Never let me go, dimostrano che hanno ancora qualcosa da dire.
24 marzo 2011
musica
so write another ballad

E pure Robbie Williams, senza festeggiare i 40 anni di carriera (sono circa la metà), è entrato nel tunnel delle ri-edizioni e sono appunto stati ripubblicati tutti i suoi album solisti (tranne il più recente, Reality killed the video star) con annesso dvd (ma, ahimé, niente rarità d'epoca)

Ho deciso di cominciare il riascolto a partire da Rudebox, l'ultimo della serie, perché è il disco più discusso, qualcosa in mezzo tra una ciofeca senza precedenti ed il suo lavoro più ambizioso.

I più saranno rimasti infastiditi dall'assenza di una Angels parte 2 o anche di una nuova Feel, nonché dal mancato realizzarsi di un secondo disco di cover (sul modello del fortunato Swing when you're winning) ma Rudebox resta, secondo me, il disco più genuino di Robbie, quello in cui faceva i conti col suo passato (The 80's e The 90's restano due brani essenziali), ritrovava canzoni/artisti della sua formazione (c'è Louise degli Human League e la splendida She's Madonna, scritta coi Pet Shop Boys), scopriva Mark Ronson prima degli altri (Lovelight) e sperimentava (ok, Rudebox, la canzone, proprio non funziona). In più. il dvd contiene dei cortometraggi di giovani registi indipendenti che è riduttivo chiamare "video".

Listen without prejudice vol. II, insomma.

2 maggio 2009
musica
coming up
Alcazar; Disco defenders: dopo un po' di cambiamenti (a un certo punto divennero quattro, ora sono di nuovo tre, ma una delle fanciulle è cambiata) gli svedesi Alcazar (quelli dell'assolutamente perfetta Crying at the discothequequi la versione originale, che si chiamava Spacer ed era del 1979) sono di nuovo fra noi. Il nuovo album è un doppio, con inediti ('now', tra cui Baby, scritta dai Pet Shop Boys) e 'greatest hits' ('and then', in cui massacrano Don't you want me degli Human Leaguequi lo faceva Mandy Smith). Questo è il nuovo singolo, Burning, che pare risentire un po' troppo di Hung up di Madonna:

Depeche Mode; Sounds of the universe: se ne parlava qui, ma ora mi è arrivata l'edizione speciale, che contiene, oltre ad altre cose un po' fatue, un librone fotografico di Anton Corbijin, un ulteriore cd di rarità/inediti (tra cui Oh well, la prima canzone scritta da Martin e Dave, insieme), un dvd e soprattutto un cd di demo (prima volta in assoluto per i DM), che è, direi, la cosa più interessante, visto che offre lo stato embrionale non solo di nuove canzoni ma anche di cose vecchie, come Little 15 o Walking in my shoes. Notevole, e non solo perché il tutto fa bella figura di sé in salotto.
26 aprile 2009
musica
coming up
Mandy Smith; Mandy: questa è una cosa da pop-archeologi. Mandy Smith era una fanciulla inglese che tipo a 13 anni ebbe una relazione con uno dei Rolling Stones un filino più maturo di lei. In maniera assolutamente non conseguenziale, qualcuno ebbe l'idea di farle fare un album, uscito nel 1988 e ora ripubblicato con 8 brani rari/inediti, fra i quali spiccano una prima versione di Got to be certain (che sarebbe stato poi il terzo singolo di Kylie Minogue), una cover di Don't you want me degli Human League e un 'acid remix' (giuro) della sua più grande canzone, Boys and girls:

Green Day; Know your enemy: c'è un preoccupante 'oh eh oh eh' nel ritornello:
 
Morrissey; Something is squeezing my skull: era dai tempi di Irish blood, english heart che non era così arrabbiato (o quando si accorge che non tutti sono vegetariani).

Eminem; We made it: c'è stato un tempo in cui
Eminem era capace di dire cose (penso a Stan, ma non solo), ora si è ridotto alla parodia di se stesso. Tristissimo.
25 agosto 2007
musica
human league - don't you want me (1981)
Chi sono questi: storico gruppo elettronico inglese, in giro più o meno dal 1977 (questo è il loro trentennale), con varie formazioni (gli Heaven 17 derivano da una loro costola). Al centro della ‘cosa’ c’è Philip Oakey, accompagnato da due fanciulle. Nei primi anni ’80 hanno fatto cose meravigliose (oltre a Don’t you want me, meritano un posto negli annali almeno Being boiled - la cosa più Kraftwerk non fatta dai Kraftwerk - , The Lebanon e Together in electric dreams, tecnicamente ad opera del solo Oakey con Giorgio Moroder)

La musica: decisamente elettronica, ma d’altronde questi erano dei puristi. Pare che gli Human League rimasero sconvolti quando i loro vicini di studio (i Pet Shop Boys che stavano lavorando a Behaviour) usarono una vera chitarra (Johnny Marr, per la cronaca). Pare infine che originariamente non volessero pubblicare Don’t you want me perché ‘troppo commerciale’.

Le parole: qui c’è materiale per un film o per un romanzo; in breve, Phil va da una delle ragazze e le ricorda che, senza di lui, lei non sarebbe nessuno (facevi la cameriera quando ti ho incontrato) e che deve quindi tornare con lui (non scordarti che sono stato io a portarti dove sei adesso e posso toglierti tutto!); lei però gli ribatte che i tempi sono cambiati, che sono stati bene insieme (i cinque anni che abbiamo avuto sono stati tanto divertenti) ma che ora lei se la cava da sola e che non ha bisogno di lui (adesso è ora che viva la mia vita). Ma lui non sa rassegnarsi e, pateticamente, la supplica (ma davvero non mi vuoi?). Struggente.

Cheremone’s corner: Per quanto all’epoca di questa canzone avessi solo 9 anni, mi ricordo chiaramente che ne rimasi estasiato; gli Human League prima e i Depeche Mode (via Martin L. Gore) poi mi convinsero che ogni gruppo dovesse necessariamente avere un elemento sessualmente ambiguo (in realtà era tutto prodotto di una cosa post-moderna chiamata ‘new romantic’, ma all'epoca non lo sapevo).

Pregnanza socio-culturale: senza gli Human League non sarebbero esistiti i Depeche Mode (pare che il primo disco comprato da Vince Clark sia stato Being boiled). Il che mi sembra sufficiente. Inoltre, Robbie Williams ha rifatto Louise.

La si trova qui: questa è la raccolta migliore in giro; l’album fondamentale resta Dare.

26 settembre 2005
musica
coming up

Adesso, oltre agli Abba, pare che nel nuovo album (qui la tracklisting) Madonna campioni anche Future Love Paradise di Seal


Nel frattempo, debutto solista per Andy Bell degli Erasure (Crazy) e nuovi singoli per i Basement Jaxx (Do your thing), i Liberty X (Song 4 lovers), Mario (Boom), Missy Elliott (Teary eyed), Ms. Dynamite (Judgement day), i Simple Plan (Untitled) e gli X-Press 2 (Give it). 


Sono particolarmente esaltato dall'edizione a 7" di Waiting for the sirens' call dei New Order che pare elegantissima e dalle tATu (All about us, qui il video non censurato), mentre resto indifferente di fronte al nuovo singolo delle Sugababes (Push the button) e preoccupato dal ritorno dei Nickelback (Photograph). 


Quanto agli album, rumorosa antologia per gli Anthrax (No hit wonders: best of), solito turpiloquio per i Bloodhound Gang (Hefty fine), immersione negli anni '80 con la raccolta Original remixes degli Human League, consueta e scontata formula per Sean Paul (The trinity) e i Corrs


Su ben altri livelli Soul classics di Mica Paris e soprattutto Catching tales di Jamie Cullum, che non mi perdonerà mai per essere andato al cinema anziché da lui alla Casa del Jazz di Roma. 

19 febbraio 2005
the lebanon - song 016

Mi sembrava inquietantemente appropriata...

Human League The Lebanon

She dreams of nineteen sixty-nine
Before the soldiers came
The life was cheap on bread and wine
And sharing meant no shame
She is awakened by the screams
Of rockets flying from nearby
And scared she clings onto her dreams
To beat the fear that she might die

And who will have won
When the soldiers have gone
From the lebanon
The lebanon

Before he leaves the camp he stops
He scans the world outside
And where there used to be some shops
Is where the snipers sometimes hide
He left his home the week before
He thought he'd be like the police
But now he finds he is at war
"weren't we supposed to keep the peace"

And who will have won
When the soldiers have gone
From the lebanon
The lebanon
The lebanon
From the lebanon

I must be dreaming
It can't be true
I must be dreaming
It can't be true

And who will have won
When the soldiers have gone?
From the lebanon
The lebanon
The lebanon
From the lebanon


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permalink | inviato da il 19/2/2005 alle 0:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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