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1 febbraio 2011
letteratura
dogs unleashed

Obama's Wars è il primo libro di Bob Woodward dedicato a Barack Obama, dopo i libri sui Clinton e su Bush.

Dalle varie anticipazioni si capiva che sarebbe stato interessante vedere Karzai come un farmaco-dipendente (non serviva WikiLeaks, a rigore), Hillary Clinton non sempre molto coinvolta ("Mr. President, the dilemma you face") e McCrysthal inaffidabile ben prima dell'intervista a Rolling Stones, ed effettivamente il libro mantiene le promesse. Non è comunque il lavoro di Woodward meglio riusciuto, ma forse solo perché la guerra non mi appassiona quanto la politica.
9 febbraio 2010
letteratura
e bush sembra l'unico serio


Race of a lifetime (titolo inglese, negli USA si chiama Game Change) è probabilmente il libro definitivo sulle elezioni del 2008, ma potrebbe anche darsi, visto che le dichiarazioni raccolte sono in forma anonima, che sia tutto inventato.

In tal caso, è divertente vedere come John McCain sia un incosciente, John Edwards un essere ignobile, la moglie non l'eroina che si crede, Barack Obama una specie di dio in terra, Bill Clinton una mina vagante, Hillary Clinton una sorta di Medea pronta a tutto - davvero a tutto - pur di vincere, Joe Biden un tontolone e Sarah Palin una pazza per la quale dalle parti repubblicane si meditava davvero di chiamare uno psichiatra.

Nel caso sia tutto vero, viene da piangere.

E' comunque una lettura gradevolissima ed è pure scritto bene, non fosse per l'ignobile tendenza a creare neologismi tipo Hillaryland o McCainworld...
18 gennaio 2010
letteratura
tra idraulici e soccer moms


A un annetto abbondante dalla elezione di Barack Obama alla presidenza degli Stati Uniti, stanno cominciando a uscire un po' di libri sulla campagna elettorale (tipo questo, di prossima lettura). Il primo che ho letto è questo The audacity to win di David Plouffe, il capetto della campagna di Obama. E' una lettura interessante, perché è interessante rivedere i vari eventi della campagna (l'Iowa, le lacrime di Hillary, la scelta di Joe Biden, l'esordio di Sarah Palin, la disastrosa campagna di McCain, gli scandali veri e quelli presunti) dagli occhi di chi ci stava dentro. E' anche interessante vedere che quello che domina i vari DrudgeReport, FoxNews e simili conta poco, ma proprio poco.

Almeno spero.
27 ottobre 2009
letteratura
inventio, dispositio, elocutio, memoria, actio


Matt Latimer
è un giovane repubblicano (che a me suona un ossimoro, tipo 'i giovani dell'UDC') che per 18 mesi ha scritto i discorsi di George W. Bush e che, deluso (sorpresa!), si è dimesso la scorsa estate.

Questo Spech-less non si limita però a raccontare (dopo 150 pagine!) la sua impressione sulla Casa Bianca di Bush (un posto surreale in cui, pare, non si voleva invitare l'autrice di Harry Potter perché 'diffonde la stregoneria') ma è una sorta di autobiografia su come si finisce a scrivere discorsi per Bush (passando per Rumsfeld, guarda un po') e, involontariamente, un saggio sul fatto che di orataria questi moderni oratori sanno ben poco (il candido Matt ammette di non sapere cosa sia una 'perorazione' - 3menomeno, propongo).

Per il resto è scritto benino, lui risulta un po' fastidioso e pieno di sé, e ogni tanto si diverte a fare battute da cabaret sui democratici (Clinton, per lo più) o su Karl Rove (che detesta) e a un certo punto sembra quasi che voti Obama.

La battuta migliore è però quella di Bush che, vedendo Carter combinare non so cosa, avrebbe detto 'se a 82 anni faccio così, rinchiudetemi'. Se usciranno altre cose del genere, la storia avrà ben altra opinione del 43esimo presidente degli Stati Uniti di quella che ha ora ;-)!
9 gennaio 2009
televisione
permanent holiday with endless sun


Domenica parte la nuova stagione (la settima) di 24, ma a fare collegamento con la stagione precedente c'è 24 Redemption, in cui Jack Bauer sta in Africa ad espiare le sue colpe e a combattere i Signori della Guerra locali, mentre negli Stati Uniti si insedia il nuovo presidente (no, non è Obama – a 24 hanno già avuto due presidenti afroamericani, uno bravo e uno idiota - , l'hanno scritto quando pensavo che la Clinton avrebbe vinto, per cui è una donna). Niente di che, purtroppo... confidiamo nei nuovi episodi.
6 marzo 2008
fluorescent adolescent 1
Grazie alle nuove tecnologie (e al mio MacBookAir!), posso scrivere questo post dall'albergo di Atene, che è sempre lo stesso delle altre due volte (sulla porta 206 ci sono ancora le tracce del nostro passaggio!), mentre in tv c'è Berlusconi da Vespa (altra cosa che non cambia mai, sembra - le novità vengono dagli Stati Uniti, con  la vittoria di Hillary Clinton in Texas e Ohio).

Stamattina siamo partiti (alle 06.45!) alla volta di Fiumicino (volo alle 11:00 – tralascio i chilometri percorsi alla ricerca di una sala fumatori aperta) e siamo atterrati ad Atene intorno alle 14:20, visto che siamo decollati con mezz'ora di ritardo.

Da domani il percorso sarà lo stesso dell'altra volta, oggi invece siamo andati (e per me era la prima volta) a Capo Sounion, dove ci sono le rovine del tempio di Poseidone, a picco sul mare.

Pare che lord Byron abbia lasciato la sua firma su una colonna, il teppistello.

Solito svolgimento della serata, al bowling (questa volta mi è andata meno bene, ma questi del I sono grandi e grossi!) e poi in hotel, dove, e qui le cose si faranno curioso, pare ci vogliano fare pagare l'acqua...

Domani, Delfi.



31 luglio 2007
sessualità
dream a little dream
Qualora qualcuno avesse pensato che la situazione graduatorie si fosse ormai stabilizzata, beh, è successa una cosa ‘divertente’.

L’ultima volta il mio punteggio risultava corretto, anche se nell’applicazione del sito del ministero era scritto in rosso (‘provvisorio’); l’altro giorno, dopo la pubblicazione delle graduatorie definitive, era fortunatamente diventato verde (‘definitivo’, appunto). Il concetto ‘definitivo’ pare essere più aleatorio di quanto credessi, visto che ora il mio punteggio è di nuovo rosso.

Preso dal panico, ho cominciato a pensare a come avere più punti e sono giunto all’elaborazione del piano B: una seconda laurea (cosa che mi darebbe 3 punti, tanti quanti un master finto – ma ne ho già fatti tre e non se ne possono fare di più).

Indeciso tra psicologia e antropologia, sono andato in libreria e ho deciso di affidare la scelta alla lettura di due testi (Il misticismo greco di Sabbatucci per l’antropologo che è in me e La vita sessuale di Freud per lo psico-analista mancato che pavento di essere), per vedere cosa mi ispirasse di più.

Al momento, ho sfogliato Freud e ho letto un saggio sul superamento del complesso di Edipo, visto che agli Esami di maturità il tema era stato oggetto di qualche malumore. La lettura mi deve aver alquanto turbato, visto il sogno di stanotte.

Breve premessa: in questi giorni esiste una ‘polemica’ tra Hillary Clinton (di cui ormai so tutto, visto che sto leggendo il libro di Carl Bernstein) e Barack Obama (di cui ho letto l’autobiografia in tempi non sospetti) sulla politica estera degli Stati Uniti nei confronti di governanti cattivi (Chavez, Castro, il tizio iraniano che veste male e senza cravatta, come Paolo Cento, e simili); in breve, Obama si è detto disposto ad incontrarli personalmente già nel primo anno della sua presidenza, mentre Hillary ha proposto un approccio diplomatico più tradizionale; la posizione di Obama è parsa azzardata ai più e secondo alcuni ha messo seriamente a rischio la sua candidatura.

Sommando l’azzardo di Obama e la lettura di Freud, io ho sognato Barack Obama che faceva un balletto e che alla fine restava in tanga e mi sono svegliato pensando ‘ora ha proprio perso ogni possibilità di diventare presidente’ (mi pare che nel sogno ci fosse anche John Edwards che invece era in boxer, ma forse mi sbaglio. Sono sicuro che però non ci fosse Hillary, malgrado la storia della scollatura).

Penso farò l’antropologo. 
19 giugno 2007
politica estera
come rovinare una campagna elettorale
La canzone ufficiale della campagna elettorale di Hillary Clinton è You and I di Celine Dion.

(e io mi sono scordato di guardare la prima serata del Festivalbar, ma pare sia stata orribile)

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