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10 maggio 2011
musica
eurovision 2011 - 1
Rieccoci qua, dopo un anno. La cosa è a Dusseldorf, quella di stasera è la prima semifinale, giovedì la seconda semifinale (con la mia favorita, la Svezia) e sabato il tutto finisce (qui qualche anticipazione). Fino ad ora sono profondamente offeso dalla Russia (performance vocale quasi imbarazzante), sorpreso (positivamente dalla Svizzera) ed infastidito da Malta, che non ha mandato Fabrizio Faniello ma un bieco imitatore di Fabrizio Faniello.

Discorso a parte merita San Marino, ora alla sua seconda partecipazione (la prima volta fu una catastrofe; a cantare è una fanciulla bolognese di origine eritrea, Senit, con una voce non male, la canzone (in inglese, eh) è però indecisa tra l'essere una ballata o cosa e sembra uscita nel 1984. Peccato.

Dopo il grande successo internazionale di Inna, quasi tutti i paesi del blocco sovietico hanno optato per cose del genere (vedi l'Armenia - la Serbia va sul retro), e la Croazia in particolare ha una tizia bionda alta due metri il cui vestito prende fuoco (due volte!) per rivelare sotto un altro vestito. E c'è un tizio in scena col cappello da mago. Che sembra il Mauro Repetto dei tempi migliori. Segue un sestesso islandese. Sembrano tutti tedeschi. Questi non passano, eh.

Mi sono distratto un attimo per la preparazione delle schede dei libri da adottare per il Collegio Docenti e ora c'è il Portogallo, con sei tizi sul palco che cantano una cosa che sembra un inno rivoluzionario degli anni '70 e slogan tipo "the struggle is joy." Uhm. Orecchiabile. Pare poi che la Lituania abbia una canzone in francese, C'est ma vie, ma poi si capisce che una ballatona in inglese che non stonerebbe in un musical.

L'Azerbaijan (!) spende ogni anno tipo metà del suo PIL per vincere e non vince mai. Quest'anno hanno puntato sul duetto romantico e rischiano per lo meno di piazzarsi nei primi dieci.

La Grecia non delude mai ed anche quest'anno si fa notare, anche se all'inizio pare un rap (!) poi diventa altro, con reminescenze di O' sole mio. Poi c'è di nuovo il rap. Poi ancora Caruso, che pare Ricky Martin. Qualcuno dietro accena un passo di sirtaki, il tutto prende fuoco (deve essere il tema della serata) e finisce. La cosa meriterebbe di essere metabolizzata e temo che il pubblico non ne abbia il tempo, visto che credo parta ora il televoto (unito ad una giuria specializzata, per evitare risultati imbarazzanti). Non ho capito se dall'Italia si può votare o dobbiamo aspettare la serata di sabato.

(da qui mi si sollecitano rivalutazioni per la Grecia, la Serbia e la Russia, la cui canzone tra l'altro ha lo zampino di RedOne, per cui il prossimo passo del fanciullo potrebbe essere un duetto con Lady Gaga)

Ok, ecco i risultati della prima serata, su 19 solo 10 passano a sabato... e sono... Serbia... Lituania... Grecia... Azerbaijan (l'avevo detto...)... Georgia (era una cosa à la Linkin Park, particolarmente fastidiosa)... Svizzera (EPOCALE!!!!!!!!!!!!!!)... Ungheria (vedi Croazia, Armenia etc. )... Finlandia (inspiegabile)... Russia e Islanda!

(peccato per San Marino)

giovedì la seconda semifinale!
30 maggio 2010
musica
eurovision 2010 - 3
21:00 E dopo la prima e la seconda semifinale, ecco la seratona finale. Premesso che qui al momento si tifa Germania (ma anche Islanda, Serbia e Cipro), si comincia con Alexander Rybak (vincitore del 2009) che ricanta Fairytale, vestito come al solito come un colono olandese del '700. Si comincia la gara con l'Azerbaijan (sì, si chiama comunque 'eurofestival'), paese che partecipa da poco ma che cerca ogni anno di vincere spendendo una valanga di soldi (l'anno scorso sono arrivati secondi): quest'anno si sono fatti scrivere la canzone dagli svedesi e pare abbiano affittato il coreografo di Rihanna e hanno messo su una pseudo-ballatona che a me pare insulsa, per quanto la fanciulla che canta sia apprezzabile (meglio, chessò, di Miley Cyrus). Segue la Spagna (l'anno scorso fu un disastro) con un tizio che pare Mika ingrassato; a un certo punto un matto sale sul palco nel caos generale e pare che l'esibizione sarà ripresa più avanti (oh gioia). La Norvegia porta un fanciullo dalla bella voce che tende alla lirica in una canzone che non stonerebbe nel repertorio di un Bocelli (e non è un complimento). Dopo la rumorosa Moldavia, arriva Cipro che porta una canzone scritta sì dai dei ciprioti ma cantata da un fanciullo del Galles (sospetto che avranno 12 punti dal Regno Unito) trovato su internet (così vuole la leggenda metropolitana). Meriterebbero altro.

21:34 Altro fanciullo che a sorpresa potrebbe avere buoni risultati è quello del Belgio, che ha superato la prima semifinale contro ogni aspettativa, visti i piazzamenti degli ultimi anni. Peccato che la voce sia fastidiosamente simile a quella di James Blunt. Torna poi la Serbia, con la canzoncina di Goran Bregovic su quanto sono belli i Balcani. E' così stupida che è irresistibile. Mi sono addormentato durante l'Irlanda (sì, in sottofondo c'era una cornamusa) ma mi sono ripreso con la Grecia. Quando si è scoperto che Pete Waterman avrebbe avuto a che fare con la canzone del Regno Unito, le speranza erano alte. Poi la canzone si è rivelata degna di un lato b di Sinitta e il cantante scelto un po' insignificante (e in gara c'era ben altro!), e mi sa che l'Inghilterra non ripeterà il buon risultato del 2009...

22:00 La Georgia torna all'Eurofestival, dopo un anno, visto che pochi mesi dopo aver cantato una canzone sulla pace nel 2008 fu invasa dalla Russia, e preferì non partecipare all'edizione del 2009, a Mosca. Pare che anche l'Ucraina abbia avuto una storia interessante: sembra che la canzone originariamente scelta fosse un plagio e che quella che portano sia stata scelta all'ultimo minuto (i maligni dicono che dietro ci sono state le elezioni ed il cambiamento del partito al governo – ah, le nuove democrazie europee, sempre incantevoli). Non so invece i criteri che hanno portato la Francia a far partecipare l'anno scorso un'artista di gigantesca classe come Patricia Kaas e quest'anno un obbrobrio legato, credo, ai mondiali di calcio. Imbarazzante.

22:22 Ok, mancano 7 canzoni (più il bis della Spagna). Spiccano l'Armenia e la Germania (canzoncina gradevolissima, fanciulla spigliatissima, spero vinca, ma l'esibizione non ha niente di speciale), mentre Israele porta una cosa melensa melensa (ma con pathos) e infine la canzone della Danimarca continua a piaciucchiarmi.

23:02 Finiti! E' stato, come al solito, un po' massacrante. Ora credo ci sia un qualche intervallo in attesa dei voti (giuria e televoto), poi si scoprirà quale paese l'anno prossimo andrà in bancarotta dovendo ospitare l'edizione 2011 in tempi di crisi. Se vincono Portogallo o Irlanda, l'euro sbaracca. Per non parlare della Grecia.

23:13 Uh. Adesso ci sono i Madcon (che pare siano norvegesi!). Ballano tutti. Tra un po' arrivano i voti, e quest'anno è tosta, non c'è nessun mega favorito dall'inizio, com'era invece negli ultimi due anni...

23:25 arrivano i primi voti, da Bucarest: 8 punti alla Turchia, 10 alla Moldavia e 12 alla Danimarca.

23:26 Altri voti: Danimarca in testa, poi Belgio e Germania.

23:28 Belgio in testa!

23:30 Grecia in testa!

23:32 Germania in testa!

23:38 la Germania è a quota 100... è fatta?

23:50 a metà dei voti arrivati, la Germania è sempre in testa, ma il Belgio è secondo! Cipro, ahimé, langue a 23 punti...

00:01 Germania sempre in testa, poi Belgio e poi Turchia...

00:11 La Germania ha ufficialmente vinto (ed è solo la seconda volta, il precedente fu nel 1982)! Turchia seconda, Romania terza. Qua il video della canzone vincitrice, Satellite.

30 maggio 2010
musica
eurovision 2010 - 2
E alla fine della prima serata, sono passati alla finale di sabato Bosnia-Herzegovina, Moldavia (i commentatori rumeni si sono contenuti, va detto), Russia, Grecia (olé!), Portogallo, Bielorussia, Serbia (vorrei vedere!), Belgio, Albania e Islanda (come previsto!).

Prima del post dedicato alla finale, ecco intanto quello che è successo durante la seconda semifinale:

La Lituania ha portato cinque tizi un po' sul modello Neri per caso e alla fine sono rimasti in mutande. Uhm. A casa.

Il fanciullo di Israele è molto bellino, ha una bella voce e canta con passione. Peccato che il testo sia in ebraico e non si capisca niente e che la canzone sia noiosetta. Comunque passa.

La canzone della Danimarca è ascoltabile ma sembra un plagio di tutto il repertorio degli Abba.

La Svizzera va verso l'ennesima catastrofe e non capisco perché non ci si impegnino di più. Stessa storia per l'Olanda.

La Svezia non passa in finale e pare sia una tragedia nazionale che non succedeva dal 1976.

Io avevo grandi speranze sulla Bulgaria ed effettivamente coreografia e ballerini facevano il loro effetto e pure la canzone, se vi piace un europop un po' trash, era caruccia. Ma non sono passati.

La rivelazione della serata secondo me è Cipro che ha messo su un gruppo internazionale attorno ad un adolescente gallese trovato su internet. Secondo me sono incantevoli.

E questo senza citare la Turchia che produce una specie di Muse cappadoci che fanno un po' paura.

In attesa dei risultati, c'è un incantevole momento trash con le peggiori canzoni dell'Eurofestival di sempre, poi passano Georgia, Ucraina, Turchia, Israele, Irlanda, Romania, Danimarca, Cipro, Azerbaijan e Armenia.

Più tardi, il post sulla finale di ieri sera...

25 maggio 2010
musica
eurovision 2010 - 1
  
Premesso che sono ancora alquanto turbato dal finale di Lost, questa è la sera della prima semifinale dell'Eurofestival, in cui 17 paesi lottano per 10 posti nella finale di sabato. Il tutto si svolge ad Oslo in Norvegia visto che l'anno scorso ha vinto lui. Per quanto sia possibile vedere lo spettacolo on-line, cercherò come al solito qualche canale balcanico sul satellite, visto che l'inquietante fanciullo serbo porta davvero una canzone scritta da Goran Bregovic. Qui, al momento, si tifa Germania, poi vediamo che succede...

21:08 I primi in gara sono i moldavi e, a essere sinceri si è visto di meglio. I commentatori rumeni che sto seguendo io ne sono comunque entusiasti. Segue la Russia (che vinse ai tempi di Dima Bilan - la cui carriera internazionale tragicamente non pare essersi materializzata) che ormai gioca al ribasso e porta una canzone che è esattamente come uno teme possa essere una canzone russa...

21:13 Arriva l'Estonia, che ha chiaramente problemi di pronuncia con l'inglese e che spero sia eliminata subito. Non pongo grandi speranza nella Slovacchia ma la fanciulla, vestita come una betulla, è intrigante. Peccato che la canzone non decolli... speriamo nel folk finlandese...

21:32 Finlandia e Lettonia scorrono indolori (intanto si spiega che i 10 che passeranno in finale saranno scelti al 50% dal televoto e al 50% da delle giurie di qualità) e quando arriva la Serbia ormai sono conquistato. Si resta nei Balcani con la Bosnia-Herzegovina, che va meno sull'etnico e tenta un'improbabile pezzo metallaro. Ne, credo si dica.

21:45 La Polonia tende sempre ad arrivare ultima e ci saranno le sue ragioni; negli ultimi anni il Belgio ha avuto risultati spaventosi (l'anno scorso sono arrivati ultimi con 1 punto - ma nel 2003 sono arrivati al secondo posto); quest'anno, visto che rischiano di scannarsi tra fiamminghi e francofoni, hanno optato per una canzone in inglese - un po' melensa, ma le giurie potrebbero premiarla. Malta, d'altro canto, a me sta simpatica, ma nella biografia della fanciulla leggo che si vanta di una collaborazione con Gigi D'Alessio e la canzone sembra una cosa uscita diretta dall'X Factor inglese...

21:57 Giova notare che in meno di un'ora sono passate più di dieci canzoni, mentre da noi a Sanremo a quest'ora saremmo ancora ai patetici siparietti della Clerici (ecco perché non faccio più i post sul festival - uno si addormenta prima di aver qualcosa da scrivere). Intanto, dopo l'Albania, arriva la Grecia (che di solito adoro), la cui canzone inizia esattamente come Maria di Ricky Martin ("ueppà") poi sembra La isla bonita di Madonna rifatta coi Gogol Bordello e io sono in estasi dionisiaca. Epici. Mancano solo quattro paesi, poi si vota...

22:15 Arrivano Portogallo, Macedonia, Bielorussia e Islanda (la canzone è in parte in francese ed è un classico postmoderno). Finita la cosa, devono passare Grecia, Serbia e Islanda, sennò mi deprimo...
5 novembre 2009
vita scolastica
crucifige! crucifige!
Puntuale come il dibattito sulle 'case chiuse' o quello sulle 'droghe leggere', è tornata la 'polemica' sul crocifisso nelle scuole.

Secondo me la cosa definitiva sulla questione e sul modo in cui il crocifisso è percepito nelle scuole, l'ha scritta lui; da parte mia, ricordo che anni fa, quando si era riaffacciata la 'polemica', la Preside, presa dal panico, ordinò casse di crocifissi (particolarmente orrendi, con un Gesù rosa bomboniera che si poteva anche evitare) per il liceo in cui insegnavo o che l'anno scorso a scuola di crocifissi non ce n'era manco l'ombra (c'è anche un vecchio post sul tema!).

Quest'anno, non abbiamo una cartina della Grecia (ce l'ha rubata il IV B, corre voce), ma in compenso abbiamo un crocifisso e, udite udite, un quadretto con la foto del Presidente della Repubblica.

(questo paese è ridicolo)
16 maggio 2009
musica
eurovision 2009 - 3
20:51 Ci siamo quasi, tra un po' inizia la finale dell'Eurofestival, dopo le due semifinali (se ve le siete perse, se ne parlava qui e qui). Finalmente le acque si stanno muovendo anche in Italia e Repubblica.it, sempre al passo coi tempi, ha messo su un 'blog' per seguire l'evento (speriamo sia un buon segno e che la RAI si decida a far tornare il nostro paese in gara - nel 2011, alla meno peggio, perché mi pare che il regolarmento richieda che per partecipare un paese debba prima aver trasmesso l'edizione precedente). Quest'anno, inoltre, pure i paesi che di solito arrivano ultimi (Francia, Inghilterra, Germania e Spagna) hanno deciso di fare le cose sul serio e la lotta sarà dura, durissima...

21:05 Ommioddio! Dima Bilan! Prova che la Russia è un paese civile. Qui la prova che la Russia NON è un paese civile.

21:20 La Francia tenta l'impossibile con la sublime Patricia Kaas, che proprio non c'entra niente ma mette davvero i brividi.

21:27 Io continuo ad adorare la Svezia...

21:33 Sono tipo 44 anni che il Portogallo partecipa e non vince. La canzone non è terribile, ma la vedo difficile (potrebbe arrivare nei primi dieci, però)

21:43 E il buon Sakis (Grecia) non è caduto malgrado abbia fatto due salti azzardati. Atene 2010 non è impossibile.

21:53 Se Arash non avesse tirato fuori una chitarrina, l'Azerbaijan avrebbe vinto.

21:55 I Regina (Bosnia-Herzegovina) sono EPICI.

22:09 L'Estonia è oggettivamente affascinante, sarà per la lingua misteriosa (russo? esiste l'estone?). Sul blog di rep. , intanto, si sono resi conto che all'Eurofestival il ritmo è ben altra cosa rispetto agli sproloqui di un Bonolis.

22:18 Non potendo chiaramente puntare sulla canzone, la Germania mette sul palco la divina Dita Von Teese. Con un frustino! Best. tv. show. Ever.

22:23 Avevo sottovalutato l'Albania, ma nulla regge il paragone con la Norvegia di Alexander Rybak!

22:39 Ultime tre canzoni: l'Inghilterra vuole vincere (o per lo meno piazzarsi) e porta una canzone assolutamente 'perfetta' scritta da Andrew Lloyd Webber (per un giudizio sul quale rimando a quanto pensa il protagonista di questo romanzo); la Finlandia è fantastica e la Spagna non delude.

23:13 Sono anni che mi chiedo a cosa serva lo spettacolino dell'intermezzo.

23:18 Cominciano ad arriva i voti... in testa la Norvegia!

23:29
Hanno votato in 10 su 42... in testa Norvegia, poi Turchia, Armenia (!) e Inghilterra (!!)...

23:39 Ommioddio: a dare i voti dell'Inghilterra c'è Duncan dei BLUE!

23:46 Hanno votato più di metà dei paesi, in testa Norvegia (ormai ha vinto, direi), Islanda, Turchia, Inghilterra e Azerbaijan!

23:57 Hanno votato in 33... Norvegia, Azerbaijan, Islanda, Inghilterra e Turchia...

00:06 E la Norvegia ha matematicamente vinto! L'Islanda è seconda, l'Azerbaijan è terzo, la Turchia quarta, l'Inghilterra quinta (ottimo risultato), anche la Francia è ben piazzata, ultima (mi pare) la Finlandia... l'anno prossimo, tutti a OSLO!
24 marzo 2009
musica
anteprima eurofestival - 2
Dopo la prima anteprima, ho sentito le canzoni della seconda semifinale dell'Eurofestival. Di seguito, quelle da tenere d'occhio:

L'Irlanda fa una cosa con una tale Sinead Mulvey che non è insignificante come al solito.

La canzone della Danimarca è scritta da Ronan Keating e cantata da uno che canta come Ronan Keating. A qualcuno potrebbe anche piacere.

L'Ungheria tende ad arrivare spesso ultima, ma stavolta hanno speso un po' di soldi nel video e hanno fatto una cosa appena appena un po' trash che potrebbe piacere non solo a me, che ho un debole per queste cose:

Tra i paesi inverosimili che partecipano all'Eurofestival c'è certamente l'Azerbaijan (!) che quest'anno presenta tale Aysel che duetta con Arash, un po' inspiegalmente, visto che lui è un iraniano trapiantato in Svezia (ne parlavo qua). Ecco il video:

E la Grecia continua a non sbagliarne una...

Non l'avrei mai pensato, ma la Lituania non è male e anche l'Estonia pare intrigante.

Sono abbastanza convinto di aver trovato la canzone vincitrice, ad opera del fanciullo norvegese. Si chiama Alexander Rybak, un diciassettenne nato a Minsk (prima Russia, ora Bielorussia, cosa che lo potrebbe aiutare nel televoto) e in Norvegia da quando era bimbo. Suona il violino, scrive le sue canzoni, ha vinto l'American Idol locale e la canzone è notevole (e molto etnica). La performance, poi, è spettacolare:

(thanks to AcerBen!)
5 gennaio 2009
letteratura
decollare!


Potrebbe sembrare che io abbia una sorta di cotta intellettuale per Eva Cantarella (ne parlavo ad esempio qua e qua), ma se questa continua a scrivere testi chiari ed intriganti come questo I supplizi capitali (sulla pena di morte a Roma e in Grecia), non posso mica restarle indifferente, no? In questo caso, poi, il lavoro è particolarmente interessante, visto che il saggio è un unicum negli studi classici (e poi usa il dottisimo de-collare nel senso di decapitare!).
17 dicembre 2008
vita scolastica
antistasi


In II liceo stiamo traducendo un'orazione di Andocide, Sui misteri. E' uno dei testi chiavi di uno scandalo che, nel 415 aC, scoppiò ad Atene, in piena guerra del Peloponneso, alla vigilia della partenza delle navi per una poi disastrosa spedizione in Sicilia, che avrebbe per sempre fiaccato la potenza ateniese.

Come noto, dei ggiovani mutilarono nottetempo le statue di Ermes che si trovavano ai lati delle strade di Atene e l'atto vandalico non fu letto come una 'ragazzata' ma come parte di una strategia della tensione per favorire un coup oligarchico, che avrebbe coinvolto anche Alcibiade, da poco nominato capo della spedizione militare.

Fatto sta che la città si risvegliò nel panico più assoluto (disperati proclami di innocenza, torture di liberi cittadini, defezioni improvvise di consiglieri, arresti sommari e quant'altro).

Come riferisce Andocide (pure lui uno degli accusati), un tale Dioclide raccontò che, la notte prima della mutilazione delle Erme, aveva visto circa 300 individui scendere dall'Acropoli, radunarsi in gruppetti vicino al teatro di Dioniso e confabulare misteriosamente.

Al mattino, resosi conto di quanto accaduto, denunciò una quartantina di questi 300 (quelli che diceva di aver riconosciuto al chiar di luna – peccato che fosse una notte di novilunio, pare – e infatti Dioclide fu condannato a morte, 'per falsa testimonianza', diremmo noi) che effettivamente vennero arrestati (per capire un po' meglio come andarono le cose, c'è un librettino di Canfora, molto ben fatto).

Questo solo per dire che ci sono posti, come l'Acropoli di Atene, in cui si fa la storia.
25 maggio 2008
musica
eurovision 2008 - 3
Siccome, a meno di colpi di scena, dovrebbe vincere Dima Bilan, ho deciso di seguire la finale dell'Eurofestival sul canale russo, tanto per restare in tema. Come tradizione, la serata è aperta dalla canzone vincitrice dell'anno precedente, questa volta in una discutibile versione techno (la cantante, per la cronaca, è vestita come Chiambretti, e pare sia un'estremista serba o qualcosa del genere).

Ad aprire la gara è la Romania (la ballatona comincia preoccupantemente a piacermi) seguita dall'Inghilterra (che quest'anno invece non piace neanche a me, e lo dice uno che riteneva presentabili gli Scooch)

Venendo ad altro, l'Eurofestival permette di ascoltare canzoni in lingue non molto frequentate, così alle 21.19 scopro che l'albanese pare greco moderno.

Si esibisce per quarta la Germania, che meriterebbe anche di vincere (Disappear è un brano perfetto) ma che temo andrà malino, non favorita dall'esibirsi tra le prime (il televoto parte alla fine di tutte le esibizioni) e dalla non brillantissima performance delle No Angels.

Israele potrebbe ben piazzarsi, mentre la Finlandia a me sembra sempre terribile (ma lo dissi anche dei Lordi); la Croazia ha invece una canzone di una classe meravigliosa e, se ne capissi qualcosa, probabilmente un testo struggente. Lo dico tanto per dire, ma se vincesse l'Islanda?

Dopo la pubblicità si esibisce il Portogallo (che non ha mai vinto in 44 anni, tipo) e che ora è in finale dopo diversi anni; non ho capito bene il regolamento, ma pare che nella serata di giovedì una delle 10 vincitrici sia stata scelta da una giuria di qualità e potrebbe essere questa canzone (notevole, va detto); tocca poi ai pirati lettoni (scopro qui che uno è italiano), ed io devo ammettere che è tutto il giorno che canticchio 'hi hi ho!'.

Sedicesimo ad esibirsi è una specie di Mika danese, e pure lui potrebbe offrire qualche sorpresa nella classifica finale, come del resto l'Ucraina, che alcuni danno addirittura per vincitrice.

La canzone francese è un filino surreale, ma forse è più surreale che sia stata oggetto in patria di una interpellanza parlamentare per il fatto di avere il testo in inglese. Verosimile l'ultimo posto.

Sento per la prima volta la canzone della Spagna e mi pare una delle cose che Carlo Conti balla a Capodanno su Rai Uno assieme ai Los Locos. E non è una bella immagine.

Spettacolare la Russia di Dima Bilan; chiude la Norvegia e poi comincia (dopo il sempre grandioso Goran Bregovic, sul quale la tv russa preferisce mandare la pubblicità) lo stillicidio delle votazioni:  dopo due paesi, è in testa la Grecia, poi la Turchia (l'Ucraina dà i suoi dodici punti alla Russia e i commentatori cominciano ad esaltarsi), poi la Russia, poi testa a testa Russia-Grecia per un po' e poi Grecia-Turchia (in tutto questo la Francia non è ultima); quando arrivano i i voti di san Marino, vanno all'Inghilterra ma soprattutto ad Armenia, Israele (!) e Grecia, mentre la Svezia resta al momento ancora a 5 e l'Ucraina non riesce a prendere il volo (in compenso la Bulgaria dà il massimo dei punti alla Germania!). Dopo circa un terzo dei paesi, sul podio ci sono Grecia, Turchia e Armenia (!) ma la Moldovia dà solo 4 punti alla Grecia e 10 alla Russia, così si ritorna alla parità tra Grecia e Russia, anche perché l'Islanda non dà voti a nessuna delle due (ma 12 alla Danimarca, mentre l'Armenia resta stabilissima al 3° posto, anche grazie ai 12 punti della Francia).  A metà dei voti scrutinati, la Russia è al primo posto (ultima la Polonia, l'Inghilterra al momento ha avuto solo i voti di san Marino, la Svezia, vergognosamente, languisce nelle zone basse, malgrado i 12 voti di Malta). Alle 23.51 la Russia è sempre in vetta, mentre l'Armenia sale al terzo posto. La Svizzera premia Armenia, Portogallo e Serbia (intanto l'Inghilterra ha avuto punto anche dall'Irlanda); mancano i voti di solo 10 paesi e la Grecia dà 7 punti alla Russia che ormai è in testa di 32 punti. Mancano tipo cinque paesi e a meno che non ci sia un improvviso tracollo, l'Eurovision 2009 sarà a Mosca (intanto mi chiedo perché, se il Montenegro dà tutti i suoi voti alla Serbia, si siano separati), mentre l'Ucraina è seconda.

E' finita. Inutile dire che Dima Bilan se l'è meritata e che Believe è una bella canzone.
20 maggio 2008
musica
eurovision 2008 - 1
Per la prima volta nella sua storia, l'Eurofestival ha quest'anno DUE semifinali, visto lo spropositato numero di stati che vi partecipano (san Marino!); altro motivo è che con la divisione in due serate, i paesi confinanti sono in due serate diverse, in modo da evitare il meccanismo dei voti incrociati che tende a danneggiare, chessò, l'Islanda, e a favorire, chessò, la Slovenia.

La cosa si svolge in Serbia (ex Serbia e Montenegro, cioè ex Yugoslavia, perché qui è tutta questione di geopolitica), a Belgrado.

Cheremone lo segue ossessivamente e soffre atrocemente per la non partecipazione dell'Italia (colpa della RAI, che non vuole metterci i soldi, mentre il mondo  lamenta la nostra assenza – nella prima serata hanno fatto anche un omaggio a Volare di Modugno).

Così, nella miriade di ultimi compiti in classe da correggere, non posso esimermi dal seguire la serata che inizia, ironia della sorte, con il Montenegro (Serbi e Montenegrini si detastano da quando, al tempo in cui erano una nazione sola, furono squalificati perché non riuscirono a decidere se partecipare con un cantante serbo o un montenegrino; sono chiaramente nel torto quanti credono che la tensione fra i due dipenda dalla decisione di Tito di rendere stato federale solo la Serbia e non il Montenegro).

Seconda canzone è quella di Israele, altro paese non privo di una storia interessante (vinse a suo tempo con un transessuale, la divina Dana International, con un sacco di rabbini che protestarono. Alcuni paesi, come il Libano, sono esclusi dalla competizione perché si rifiutano di trasmettere l'esibizione dello stato ebraico – il che è inquietante) e di una canzone passabile.

Altro paese interessante sarebbe la Moldavia (praticamente un pezzetto di Romania con dentro uno stato secessionista, la discutibile Transnistria) ma la canzone di quest'anno è un'insipida ballata pseduo jazz che non mi convince.

A tenere alta (?) la bandiera della lingua italiana sono i Miodio di san Marino, in pratica un po' peggio delle Vibrazioni.

Assolutamente eccezionale è invece l'Azerbaijan, che fa una cosa con, giuro, angeli e demoni.

C'era un tempo in cui l'Irlanda tendeva a vincere ma da qualche anno le cose le sono andate malino e quest'anno ha smesso di credere sia una cosa seria e partecipa con un pupazzo (!) che a me ricorda il fastidiosissimo Rockfeller – spero sia eliminato con ignominia.

A cantare in italiano non sono comunque solo i sanmarinesi, ma anche la Romania con un duetto guidato da una specie di Bocelli.

Penultima esibizione della serata è quella della favorita Russia e del mio mito Dima Bilan (ogni giorno più vicino al sembrare una pornostar – ora si è anche tolto la camicia); se questa volta non vince, c'è il rischio oggettivo che la Russia invada Georgia e Ucraina per ripicca.

Chiude le esibizioni della prima semifinale la Grecia (la guida a Creta diceva che la canzone non era un granché, a me non sembra terribile).

Ore dopo, arrivano i risultati; passano il turno:   e arrivano alla finale di sabato in 10: Grecia, Romania, Bosnia-Herzegovina, Finlandia, Russia, Israele, Azerbaijan, Armenia, Polonia e Norvegia.

Giovedì, la seconda semifinale...
12 aprile 2008
vita scolastica
the wind is in from Africa - cheremone a Creta 5
(le altre parti: 4, 3, 2 e 1)

L'ultimo giorno scorre veloce.

Abbiamo la mattinata libera, così li portiamo al Museo di Storia Naturale (il viaggio si fa interdisciplinare!), che è in mezza ristrutturazione, per cui sono aperte solo un paio di sale per bambini (!) nelle quali comunque ci fanno giocare coi microscopi, e poi alla Fortezza Veneziana.

Mentre il pullman ci porta all'aeroporto, io e la guida discutiamo dell'imminente Eurofestival (che qui è una cosa serissima).

Stranamente, non perdiamo coincidenze né bagagli (una fanciulla di un'altra classe perde però la carta d'identità e finisco quindi all'ufficio oggetti smarriti, dove non parlano inglese e sulla cui parete in una cartina d'Europa hanno cancellato la Turchia e la Macedoniacerte cose non muoiono mai) e arriviamo sani e salvi a casa.

Ci sarebbe da raccontare dell'ultima sera a Creta, dei teppistelli locali, di cosa vuol dire avere coraggio e di quanto siamo cresciuti, ma alcune cose è bello tenersele per sé.

(Il viaggiatore perfetto crea il paese in cui viaggia, Nikos Kazantzakis)

9 aprile 2008
vita scolastica
the wind is in from Africa - cheremone a Creta 4
Giornata fastidiosamente piovosa, quella in cui ci mettiamo in pullman alla volta di Gortina.

Il posto mi intriga, qui per la prima volta i Greci misero per iscritto delle leggi, nel VI secolo aC, mentre nel resto d'Europa vivevano sugli alberi, o quasi.

Le foto delle epigrafi che avevo visto davano l'impressione che uno se le potesse trovare davanti, invece sono in una sorta di corridonio con cancelli sui tre lati, per cui solo con qualche sforzo si riesce a leggere qualche parola (ma tanto sono in un dorico indecifrabile).

Sono un po' deluso e non mi consola l'assaggiare il Calippo alla fragola, di cui i miei sono entusiasti.

Sempre a Gortina c'è il platano sotto il quale, secondo la tradizione, Zeus si unì con Europa, generando Minosse e facendo iniziare tutto.

La pioggia è sempre più battente ma Festo è comunque affascinante e la sua posizione, sul pendio di una collina, è notevole, mentre la visita alla vicina Agia Trida è un po' troppo affrettata.

A pranzo andiamo a Matala (la spiaggia sulle cui coste approdò Zeus con Europa, poi si trasformò in aquila e la portò a Gortina), e qui si deve aprire una lunga parentesi.

Prima di partire avevo comprato Blue di Joni Mitchell e a un primo, distratto ascolto, mi era parso un disco 'mediterraneo'; sfogliando la guida della Lonely Planet, scopro che Matala viene citata in una canzone, Carey.

Scopro anche che, tra gli anni '60 e gli anni '70, la spiaggia di questa baia, con le sue grotte naturali (prima sito neolitico, poi cimitero romano), era sede di una comunità hippy (dove a un certo punto visse la stessa Joni Mitchellla storia sta qua), prima che il regime dei colonnelli (i soldiers della canzone) cacciasse tutti a randellate; e allora, dopo il consueto, e lauto pranzo, me ne vado a vedere la spiaggia, con Carey sull'iPod e una scritta sul molo, Life is today, tomorrow never comes, davanti agli occhi.

La canzone comincia proprio con The wind is in from Africa, perché dall'altra parte del mare ci sono la Libia e l'Egitto (Creta è tutta orizzontale, da est a ovest, ed è larga al massimo una settantina di km, così, andando da Hiraklion a qui, è come se si passasse dal nord al sud del mondo) ed ecco spiegato il titolo di questi post.

Per quanto bello sia il posto, Joni Mitchell dice che se ne deve andare, che non si sente a casa, che ha le unghie sporche e le dà fastidio la sabbia tra i piedi (la sabbia di Matala non è esattamente sottile, ecco).

Prima però chiede al suo amico Carey di accompagnarla al Mermaid Café (che pare esistesse davvero), per salutarsi davanti ad una bottiglia di vino (gli dice anche get out your cane, che a me suona tanto get out of your cave, che mi sembra più adatto), mentre la notte è una volta stellata e stanno suonando della musica, sotto la luna di Matala.

Questa, più o meno, è la canzone (la si può sentire qua).

Non so perché, il posto mi affascina, forse perché adoro i posti che hanno una storia.

Non resisto, e coinvolgo i soliti temerari ('cosa sono i figli dei fiori?', chiedono) nella scalata delle grotte ed è bello vederli salire, sperando che non caschino in mare e contento di averli portati in un posto speciale.


7 aprile 2008
vita scolastica
the wind is in from Africa - cheremone a Creta 2
A differenza della Grecia continentale (dove TUTTO è a 300 km di distanza da qualsiasi altra cosa),  a Creta è TUTTO a 3 km di distanza, quindi in soli 15 minuti stamattina siamo arrivati a Cnosso, per visitare il palazzo minoico (la cui ricostruzione novecentesca, ad opera di Arthur Evans, dà sì un'idea di come fosse ma dall'altra lascia perplesso l'archeologo talassocrate che mi vanto di essere).

Rapida visita al museo di Hiraklion ( è in ristrutturazione, ma c'è il disco di Festo!) e poi pranzo libero per la città.

Dato che non ho ancora citato Nikos Kazantzikis, oggi pomeriggio trascino la classe a vederne la tomba, sperando di risvegliare in loro un afflato di libertà (non spero niente, non credo niente, sono libero) e i risultati paiono positivi, anche perché si trova sul più imponente bastione delle mura veneziane che circondano la città vecchia; noi ne percorriamo circa metà, fino a ridiscendere nella piazza principale; da lì i più vanno in giro per negozi, mentre io e 8 volontari decidiamo di scendere fino al porto, dove vediamo l'imponente fortezza (con un bel leone di san Marco in primo piano) e poi decidiamo di percorrere la banchina fino al faro (saranno 5 km, giuro).

La guida ci racconterà poi che i cretesi la chiamano 'by-pass odòs' per la forte presenza di cardiopatici che fanno jogging, ma noi, senza correre, saliamo su un muro alto tre metri con a sinistra un mare, se non proprio mosso, un po' agitato e arriviamo fino in fondo, con la sensazione di aver fatto qualcosa di speciale (miracolosamente riusciamo anche a tornare in tempo per la cena in albergo!).

Sono queste le cose che ricorderanno di più, come la corsa sotto la pioggia della prima sera o come quando abbassano un po' la guardia e sono un po' meno 'alunni'.

La sera li portiamo al bowling più grande di Creta, dove questa volta non gioco ma resto con le colleghe a chiacchierare, mentre loro giocano alcuni a bowling, altri a biliardo.

Al ritorno, altra ronda, nella quale, scautisticamente deviato, dico loro di non uscire dalla tenda anziché dalla stanza.

Una bella giornata, comunque.


11 marzo 2008
vita scolastica
fluorescent adolescent 6
(parti precedenti: 5, 4, 3, 2 e 1)

Il tentativo discoteca ha trovato un tragico epilogo; siamo andati a Glyfada dove i ggiovani mi hanno impedito di andare da Dunkin' Donouts (ne saranno puniti alla prima occasione).

Il mio collega ha trovato un locale un filino alternativo che era pronto ad aprire prima solo per noi, locale la cui trasparenza etica lasciava alquanto a desiderare, visto che il gestore ha tentato di corrompere il mio collega con la proposta di divedersi in ratio 3/7 i 10 euro dell'ingresso dei ragazzi. Da docente di specchiata onestà, ha rifiutato e alla fine i fanciulli sono entrati a 5 euro senza nostro arricchimento.

Il locale, un filino angusto, ci ha propinato un ora e mezza di quella che alcuni ggiovani chiamano 'musica' (personalmente ho trovato ridondante la presenza di 50 Cent nella playlist).

Verso l'una abbiamo esercitato la nostra autorità professorale e li abbiamo salvati da se stessi, portandoli fuori (dove ggiovani locali giocavano alle belle statuine per strada) per tornare in albergo dopo aver preso un gelato.

Una volta in albergo, alla nostra domanda 'possiamo lasciare le valigie qua domani mattina?', il custode ha risposto un inquietante 'I don't think so' che non ci ha proprio colmato di serenità, diciamo (fortunatamente la mattina dopo ci hanno lasciato mettere i bagagli nelle nostre stanze – buon avviamento alla lotta di classe visto che i ragazzi hanno notato che le nostre stanze erano meglio delle loro e ora invocano Proudhon).

Per l'ultima giornata ad Atene ci siamo trascinati in tram alla volta di Syntagma per comprare cartoline, gingilli et similia, per poi tonare in hotel dove dovrebbe (il condizionale è d'obbligo) esserci il pullman per l'aeroporto.

Il giro per Atene è andato bene, ed alla fine erano tutti sani e salvi, Nuova corsa verso l'hotel e da lì per l'aeroporto, tutto a buon fine. Ancora più incredibilmente, il volo è stato puntuale e persino i bagagli sono arrivati (tutti!). E' stato un po' più difficile trovare il pullman a Fiumicino ma ce l'abbiamo fatta. Non poteva mancare un ultimo aneddoto: Cheremone e collega si sono fatti vigili urbani nel momento in cui il pullman si era incastrato sull'Appia bloccandone il traffico.

Oggi, nell'altra scuola, mi mancavano un po'.

(mica finisce qua: ad aprile ci sarà una novità assoluta: Cheremone a Creta!)


8 marzo 2008
vita scolastica
fluorescent adolescent 5
Il piano Luna Park è tragicamente venuto a mancare quando, passandoci davanti, abbiamo visto dal tram che era chiuso.

Sconfortati nello scoprire che l'altro Luna Park cittadino (sì, Atene ne ha due) è totalmente irraggiungibile, abbiamo optato per il piano b, per cui siamo rimasti sul tram (per tutti i 55 gloriosi minuti della sua corsa attraverso l'Attica) fino a Syntagma, la piazza principale della città, curiosamente occupata da skaters che non sono stati arrestati per, chessò, disturbo della quiete pubblica o atti osceni in luogo pubblico.

Abbiamo poi scoperto che i tram circolano davvero tutta la notta (di venerdì e sabato) ma non ogni 15' come durante il giorno, per cui alla fine siamo tornati in albergo alle due passate (personalmente ero un po' appesantito dalla fondue al cioccolato che avevo preso), cosa che non ha reso gradevolissimo il risveglio alle 06:30.

Oggi siamo andati in l'Argolide, passando per il canale di Corinto, fino a Epidauro, il cui teatro resta spettacolare.

Abbiamo poi proseguito per Micene, ma il megaron non era accessibile; mi sono ripreso dalla depressione quando i miei alunni hanno trovato un digamma operante (cioè hanno disegnato un digamma per terra) – detto così non pare divertente ma è stato un momento incantevole.

A pranzo siamo andati nello stesso ristorante in cui sono stato le altre due volte, ennesima conferma che, per quanto si cambi scuola o agenzie, i pacchetti dei viaggi in Grecia sono letteralmente identici (ma almeno quest'anno abbiamo evitato l'imbarazzante visita nel negozietto 'consigliato' dalla guida).

Il gigantesco raffreddore che mi è venuto (ho scoperto solo stamattina di aver sempre dormito con la finestra aperta, diabolicamente nascosta dalla tenda) mi ha esentato dall'andare in spiaggia a giocare a calcetto con i fanciulli e sono rimasto in albergo.

Stasera, pare davvero che riusciremo ad andare a ballare...


7 marzo 2008
vita scolastica
fluorescent adolescent 4
La corsa mattutina si è svolta bene e siamo arrivati sulla spiaggia (dopo aver tentato un paio di volte di violare la proprietà privata) e, malgrado un principio d'infarto, sono sopravvissuto e i ragazzi non hanno dovuto riportarmi in albergo in braccio.

La giornata di oggi è stata dedicata ad Atene, in primis con la visita al museo archeologico dove ci ha accompagnati Dionisio, la stessa guida del 2005 (se ne parlava qui); un po' perché li avevo avvisati prima, un po' perché sono più grandi e un po' perché, a piccole dosi, Dionisio è eccezionale, i ragazzi sono stati attenti e in qualche caso anche affascinati da questo arzillo vecchietto che viaggia verso l'ottantina e che ha l'entusiasmo di un bambino di dieci anni.

Alcune sue teorie sono filologicamente discutibili, ma quando parla ai ragazzi dell'importanza dell'intelligenza e della libertà mi commuove sempre e sono contento di averlo fatto conoscere ai fanciulli.  

A pranzo siamo stati allla Placa, ma tre fanciulle del IV hanno, ahinoi, subito un furto (cellulare e soldi, deo gratias non dei documenti) e il mio collega ha trascorso un incantevole pomeriggio in un commissariato di polizia a porgere denuncia, mentre noi siamo saliti all'Acropoli, dove purtroppo i ggiovani erano un po' stracotti.

Il piano di stasera prevede di andare al Luna Park, ammesso che riusciamo a)  a capire dove scendere col tram b) a trovare il Luna Park stesso e c) a prendere il tram al ritorno.

I ggiovani sono anomali, a loro l'idea di fare nottata in spiaggia non dispiace.

Se sopravviveremo alla cosa, domani ci attendono Micene ed Epidauro.

PS gastronomico
Ho trovato la Cherry Coke



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permalink | inviato da cheremone il 7/3/2008 alle 18:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
7 marzo 2008
vita scolastica
fluorescent adolescent 3
Siamo appena tornati dall'uscita serale; il quarto ginnasio è tornato al bowling, noi invece siamo andati in giro per Glyfada alla ricerca di un posto in cui ballare (oh yeah), ma corre voce che siano aperti solo nei fine settimana, per cui, dopo aver camminato per ore, siamo stati prima da Starbucks (dove i miei ggiovani hanno avuto la loro doverosa iniziazione al Frappuccino) e poi in una creperia, dove abbiamo mangiato in maniera un po' indecorosa (una fanciulla ha davvero preso un hot dog – a mezzanotte e venti - e questo senza dir nulla della mia crepe).

Per espiare le nostre colpe alimentari, domattina andremo (giuro) a fare una mezz'ora di corsa al mare prima di colazione. Astenersi da commenti che mettano in dubbio la precedente affermazione.



6 marzo 2008
vita scolastica
fluorescent adolescent 2
La polemica sull'acqua è legata essenzialmente al fatto che, a differenza degli altri anni, questa volta l'albergo voleva farci pagare l'acqua per la cena.

Superato l'inconveniente ('ci pensiamo noi!' ha detto l'agenzia), prevedo che ci ridurremo a comprare bottiglie d'acqua al supermercato.

La prima buona notizia del giorno è stata quella del miracoloso ritrovamento di una valigia di un fanciullino che era rimasta a Fiumicino e che ci hanno portato in albergo.

Sebbene la distanza tra Atene e Delfi sia di 'soli' 180 km, noi ci mettiamo tipo quattro ore e mezza (il traffico di Atene è, notoriamente, incommensurabile) ma i ggiovani non se ne lamentano più di tanto, visto che dormono dopo i (temiamo irrefrenabili) bagordi notturni, mentre la guida ci intrattiene con la consueta tirata antiturca dei Greci (quest'anno c'è anche una revalanche della polemica greco-macedone, pare). I miei tentativi di rendere l'esperienza del viaggio un filino ino ino istruttiva si riducono alla distribuzione di un libricino che abbiamo preparato con le mappe di Delfi, Atene, Micene e  la mia ossessione (il sillabario della Lineare B).

Durante il viaggio, i ggiovani stessi tengono a condividere le seguenti informazioni: 'Celine Dion non gode della meritata attenzione da parte sua'; 'il dr. House è affascinante nonostante la sua età';  'i Finley sono meglio dei Pink Floyd'; io tento inutilmente di convincere i ggiovani che Madonna è una divinità e va   conseguentemente adorata (frasi come 'dovrebbe farsi venire qualche ruga per dimostrare la sua età' non sono opportune).

Alla fine arriviamo a Delfi...   
3 marzo 2008
vita scolastica
e tre!
Tra 36 ore, Cheremone in Grecia III (qui l'I e qui il II).



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permalink | inviato da cheremone il 3/3/2008 alle 19:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
14 febbraio 2005
boyband 33

So perfettamente che dovrei fare altro (tipo: capire perché il viaggio con il IV in Grecia sarà un'odissea via nave e non un sereno viaggio in aereo, preparare il suddetto viaggio, preparare il corso di recupero di latino e greco per il V, trovare un modo per far interessare il IV a geografia che non sia la violenza o la minaccia, scrivere una lettera di protesta alla GS perché hanno finito la Diet Pepsi e hanno solo due gusti di Haagen Dazs, smetterla di ordinare testi su Ibs per la approfondire la tesina SSIS su Sarajevo e simili) ma trovo molto più divertente riflettere sui testi di un paio di canzoni, quelle con cui le boybands si congedano alla fine della carriera, quando lo scioglimento è imminente o decidono di prendersi 'un periodo di pausa'.

 

            Mi vengono dunque in mente la vecchia Never Forget dei Take That (il loro ultimo singolo con Robbie) e la più recente Curtains Fall dei Blue.

 

            Il testo dei TT si apre con l'inquietante constatazione che non sono più dei giovanotti (Been on this path of life for so long) e con la drammatica immagine della fine imminente (Finding a paradise wasn't easy but still / There's a road going down the other side of this hill). Struggente e lirico il ritornello, con un accorato riferimento alle origini della boyband stessa (Never forget where you've come here from, cioè discoteche gay di infimo livello, giova ricordare), la consapevolezza che tutto è finto e precostruito (Never pretend that it's all real) e l'immagine simbolica del passaggio di testimone ad altri (Someday soon this will be someone else's dream, cioè dei 5ive). Un bellissimo inserto centrale (con tanto di coro di bambini) sottolinea i grandi successi (We've come so far and we've reached so high - il duetto con Lulu, immagino), confuta l'idea dell'invecchiamento avanzata prima (And we're still so young and we hope for more) e, con una autoanalisi kafkiana, si chiude con una amara constatazione: We're not invincible, we're not invincible - No.

            Anche i Blue ammettono le dubbie frequentazioni iniziali (We come from humble beginnings) ma affermano baldanzosamente di aver superato la notte della ragione (But we made it though the night), ribadendo l'idea, falsa, di aver sfondato il mercato americano (It´s like a game of truth or dare - l'espressione non è inglese ma appunto angloamericana). All'improvviso, si rendono conto che le cose non stanno così e che il gioco sta finendo: But the story's getting old. Riflettendo sul tempo trascorso nella boyband, si scopre che esso ha avuto funzioni catartiche (Together we faced the cold outside ... Together we faced our final fears), in netto contrasto con l'immagini lieta che di solito li caratterizza. Il ritornello poi è una struggente constatazione della fine imminente (We´ll be ready when the curtain might fall), nonché una bellissima autoaffermazione: in un pirandelliano universo di ruoli, noi Blue non ci siamo mai piegati ed abbiamo sempre mantenuto la nostra integrità: We all got a part we must play / And I've done it, but I've done it my way; non manca un'appassionato riferimento alle difficoltà che hanno dovuto superare: And we made a lot of sacrifice / Undid a lot of ties / Fought a lot of fights / To get where we are now. Perché, allora, tutti ci chiediamo, prendersi un 'periodo di pausa'?

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