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4 agosto 2010
vita scolastica
si ricomincia...

Sull'orrore rappresentato dalle graduatorie, ho già scritto (qua, qua, qua e qua, tipo); quest'anno ho guadagnato due posti (non so bene perché, qualcuno davanti a me sarà morto o avrà sposato una ricca ereditiera), in maniera apparentemente indolore (l'aggiornamento delle graduatorie, con la vexata quaestio del 'pettine' dovrebbe essere a questo punto nel 2011, credo), ma tanto, visti i tagli (lo sapevate che con la Riforma Gelmini al ginassio faranno due ore in meno di Lettere? Lettere? Al Ginnasio? Due ore IN MENO? Beh, sapevatelo!), la vedo tragica uguale.

Detto questo, per sentirmi peggio, ho letto Una vita da supplente, di tale Vincenzo Brancatisano (già autore di 'saggi' sul 'metodo Di Bella'). Mi sono sentito peggio non tanto per quanto racconta (quasi tutto già vissuto sulla mia pelle), quanto per il fatto che è scritto malissimo, in maniera confusa, con un'accozzaglia di citazioni - ora prese da documenti ufficiali ora da post in forum di precari - in cui è impossibile districarsi, con miriadi di ripetizioni da una parte e dall'altra. Mi sa che il libro definitivo sul precariato nella scuola italiano non è ancora stato scritto, o comunque non è questo.
4 ottobre 2009
vita scolastica
non per repubblica, ma per la scuola pubblica

La nostra manifestazione, per motivi a me non chiarissimi, è poi finita qua dentro. Intanto, nuove, terribili ombre si affacciano all'orizzonte...


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permalink | inviato da cheremone il 4/10/2009 alle 13:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
12 settembre 2009
vita scolastica
ma perché protestiamo?

Solo qualche chiarimento, il più breve possibile, sui motivi per cui l'attuale governo sta creando non pochi problemi alla scuola pubblica e a noi 'precari', visto che dai media non si capisce un granché e dal Ministero comunicano che 'tutto è risolto':

1: sono aumentate le ore dei docenti di ruolo (con, credo, conseguente aumento di stipendio). La conseguenza è che, ad esempio, un docente che prima insegnava solo latino e italiano al triennio del classico (17 ore in classe) ora insegna anche due ore al biennio (tipo 'geografia'). Basta fare due calcoli per capire che così ci sono meno insegnanti al biennio e, quindi, meno dipendenti. Questo 'taglio' (che, ripeto, non credo sia a costo zero), toglie posti di lavoro (ora 9 docenti di liceo vanno, con due ore per uno in più, a eliminare un docente di biennio) e acuisce il problema del precariato.

2: è aumentato il numero di alunni per classe. La conseguenza è, in primis, una diminuzione della qualità dell'insegnamento e della possibilità per il docente di seguire individualmente il singolo alunno; inoltre, le classi vengono smembrate, e i docenti perdono il posto. Nella mia scuola, ad esempio, non è stato avviato un quarto anno di 21 alunni, numero che, per esperienza, è più che sufficiente per svolgere un buon lavoro.

3: i suddetti tagli (operati, continuo a ripetere, non con finalità didattiche ma puramente economiche) hanno portato, ovviamente, a un vertiginoso calo del numero di precari assunti per supplenze annuali (basta notare che, pur avendo quest'anno ottenuto miracolosamente una supplenza annuale, con il punteggio dell'anno scorso – che mi permise di lavorare serenamente – quest'anno sarei rimasto a casa). Dal ministero sono arrivare tre soluzioni, una più risibile dell'altra; si è parlato di un sussidio di disoccupazione per chi quest'anno non ha ottenuto una supplenza annuale ma si sfiora il ridicolo, visto che già adesso i precari non riconfermati hanno un sussidio di disoccupazione (rimane poi il fatto che, oltre ad una qualche, vaga, stabilità economica, una supplenza annuale garantisce anche i preziosi 'punti' che fanno salire in graduatoria e che, teoricamente, dovrebbero permettere, prima o poi, di arrivare al ruolo. Non avere una supplenza annuale non è, solo, una questione di soldi). Si è poi detto che i docenti rimasti senza lavoro avranno la precedenza nelle supplenze brevi (quelle che i presidi attribuiscono se durante l'anno un docente si ammala); la cosa è risibile, visto che, verosimilmente, chi ha lavorato l'anno scorso si trova già adesso nei primi posti delle graduatorie delle singole scuole per le supplenze brevi (supplenze che, tra l'altro, sono difficilmente quantificabili, in quanto non è detto che tutti i docenti si ammaleranno di influenza suina, no?). Terza, geniale, 'idea' è quella di 'impiegare' i docenti disoccupati in altri progetti, immagino non gratis. Oltre al fatto che probabilmente questi non andranno ad ottenere i famosi 'punti', non li si potrebbe 'impiegare' per avere classi meno numerose (vedi punto 2)?

4: la riforma dei licei, che dovrebbe partire nell'anno scolastico 2010-2011, diminuisce il numero di ore di lezione, livellandole, per gli alunni, a ca. 30 ore settimanali. La conseguenza, ovvia, è meno scuola e meno docenti. Questo mentre studi internazionali (che ho ritrovato , ad esempio, qui) dimostrano chiaramente che il mondo ha bisogno di più scuola, non certo di meno scuola.

5: un'osservazione pro domo mea: ho recentemente scoperto che gli anni di precariato nella scuola pubblica (6, nel mio caso), non vengono calcolati nel computo dell'anzianità, per eventuali aumenti di stipendio nel momento in cui uno dovesse diventare di ruolo (tra una trentina d'anni, nel mio caso, stante l'attuale numero di assunti in ruolo ogni anno nella mia classe di concorso – UNO da noi). Non mi sembra carino.

1 settembre 2009
vita scolastica
la santa guerra dei pezzenti
E quindi siamo finiti su repubblica.it.

La giornata è stata epocale, nel senso che è stata una delle convocazioni peggiori della mia pur breve carriera; nessuna ha partorito sulle scale, ma siamo rimasti a bivaccare dentro il Russell per 7 ore e mezza, mentre si scopriva che tipo 5 o 6 delle cattedre originariamente disponibili erano in realtà inesistenti, arrivavano voci incontrollate di cattedre tenute nascoste al Virgilio e all'Augusto, la gente ripensava la propria vita in vista di un trasferimento a Subiaco o Pomezia, i carabinieri arrivavano senza aver idea di cosa dovessero fare, i cellulari suonavano ininterrottamente, i poveri studenti del Russell facevano scritti e orali del recupero debiti e i bambini dei precari piangevano.

Alla fine, con enorme dolore ho scoperto che le cattedre del Mamiani erano finite tutte ai sovrannumerari di altre scuole (grazie, Gelmini).

Ma, tra gli ultimi ad avere le cattedre, pare che tornerò più o meno là dove ho, dolorosamente, lasciato un pezzo enorme del mio cuore.
1 settembre 2009
letteratura
success has made a failure of our home


E' un po' difficile catalogare Outliers di Malcolm Gladwell, diciamo che cerca di spiegare che il 'successo' deriva da un inseme alquanto intricato di fattori, che il 'genio' non nasce mai per caso e che, più che il dna, quello che conta è quello che ci sta intorno.

La cosa intrigante è che, per spiegarlo, Gladwell passa dai Beatles che suonano ad Amburgo alle squadre canadesi di hockey, dalle discussioni dei piloti di linea sudcoreani ad una delle poche scuole del Bronx che funzionano bene.

E questo lo scrivo poche ore prima delle convocazioni per le supplenze annuali, in cui il 'successo professionale' non dipende dalla laurea o dai titoli, dalla capacità o meno di insegnare, dalla voglia di farlo bene o meno: dipende dalla possibilità che qualcuno davanti a me in graduatoria si dimentichi di venire alle convocazioni.

In tal caso, potrei avere una supplenza annuale in una scuola, sita da un minimo di 6.5 km da casa a, e sarebbero le prospettive più 'divertenti', un massimo di 79.1 km (!) (sì, ho passato la serata su google maps ed ora non chiamo più le scuole con il loro nome, ma con la loro distanza in chilometri: il preside di 32.6 è gentilissimo, la segretaria di 49.9 mi odia eccetera).

Per aspera ad astra, si dice.
21 luglio 2008
SOCIETA'
cose
Bossi dice cose farneticanti; niente d’insolito, ma questa volta stranamente si sono arrabbiati un po’ tutti.  

L’ultima volta, era il settembre del 2001, ci vollero gli attentati di New York per far smettere ai media italiani di parlare di Milingo. Ora cosa ci vorrebbe?

Putin ha detto che la finale dlell’Eurofestival sarà a Mosca, nel caso qualcuno avesse pensato a San Pietroburgo.

I primi ‘exit polls’ sulle graduatorie mi danno in salita di una trentina di posti (!). Non facciamoci prendere dall’entusiasmo, che poi finisce come Veltroni.
19 luglio 2008
SOCIETA'
cose
Pare facciano Terminator 4. Senza Schwarzenegger.

Nuova ‘polemica’ per la povera Gelmini; la cosa divertente è che tra il titolo ‘strillato’ e il contenuto delle critiche nell’articolo non c’è nulla in comune.

Sempre a proposito di scuola qui c’è un articolo di fantascienza; a proposito di graduatorie, oggi dovevano essere pubblicate, ma sul sito del CSA non ve n’è traccia. Chissà che ne pensa Brunetta.

A scuola conto sempre come errore grave l’abuso o il mancato uso della virgola, e i ggiovani di solito non se ne capacitano; repubblica.it mi offre un buon esempio di come il mancato uso della virgola possa rendere una frase particolarmente idiota: “Una decina di cittadini (persone anziane e non giovani dei centri sociali), lo hanno invitato a gran voce ad andarsene”. ‘Persone anziane’ e ‘non giovani’.
21 settembre 2007
vita scolastica
somewhere, over the rainbow


I fedeli lettori di Cheremone sapranno che oggi era il giorno delle convocazioni per le supplenze annuali (che si chiamano comunemente così ma che in realtà si distinguono in ‘annuali’ e ‘temporanee’, in quanto le prime durano fino al 30 agosto, le secondo al 30 giugno. La differenza pare essere tutta in questi due mesi di stipendio e non chiedetemi perché alcune supplenze siano ‘annuali’ e altre ‘temporanee’ anche se entrambe durano un ‘tempo’ predefinito pari a un ‘anno’ scolastico).

Comunque, verso le 15:15 sono arrivato al Russell (che non è in via Tuscolana 206, come diceva il provveditorato, ma al 208, anche perché il 206 NON ESISTE) e ho ritrovato la solita bolgia precaria e le varie colleghe sissine che condivono da anni questo calvario di (in)efficienze.

Mentre l’anno scorso eravamo in palestra, quest’anno hanno pensato bene di sbatterci nel corridoio davanti alla segreteria, dove pian piano hanno cominciato a chiamarci in ordine di graduatoria, che era però stata aggiornata nottetempo, motivo per cui io ero in una posizione indefinita tra la 70a e la 90a.

Era anche stato aggiornato l’elenco delle disponibilità, per cui erano apparse dieci nuove scuole che ieri non c’erano, mentre rimanevano, inquietanti come sempre, le DODICI cattedre di Anzio, le QUATTRO di Subiaco, le TRE di Pomezia e quella di Palestrina, tutti posti sicuramente ameni ma irraggiungibili da casa mia.

La bolgia era assoluta, le voci si sovrapponevano, leggende metropolitane nascevano incontrollate (pare che chi diventa di ruolo nella classe di concorso X possa comunque avere supplenze annuali/temporanee nella classe Y per i successivi tre anni), tutte le scuole dentro al Grande Raccordo Anulare venivano pian piano depennate e noi diventevamo sempre più cupi.

Rassegnato ormai a dover rinunciare a Subiaco e a tornare a casa mogio mogio, quando tocca a me hanno già preso le mie due scuole di riferimento (ma sono finite a due amiche) ma io riesco ad ottenere due ‘spezzoni’ dignitosi, con 15 ore in una scuola e 3 in un’altra, distanti appena 6.4 km l’una dall’altra, secondo Alice.it.

Domani quindi dovrò, nell’ordine, dire addio, con qualche dispiacere, alla scuola della ‘supplenza breve’ (stamattina ancora senza lavagna, eh) e scoprire quali classi avrò nelle due scuole.

Esiste la possibilità che siano due mie vecchie V ginnasio.

Questo sarà il mio primo anno con supplenza del provveditorato.

E’ andata, direi.
19 settembre 2007
vita scolastica
the end is near
E’ finalmente apparso (pare sia stato ‘emanato’) il calendario delle convocazioni.

Al provveditorato, dove sono notoriamente dei bontemponi, hanno pensato bene di non pubblicarlo nella sezione del sito in cui normalmente mettono tali cose, ma in un’altra, tanto per rendere più ‘eccitante’ l’emanazione, immagino.

O forse pensano che pubblicandolo di nascosto avranno meno gente e quindi meno fila da sbrigare, non so.

Comunque, la convocazione sarà venerdì al Russell, di pomeriggio, immagino per evitare ai ggiovani lo sgradevole spettacolo di precari in fila per una supplenza a Pomezia, tipo.

Nel frattempo continuo la mia supplenza breve (per ora senza picchetti), separati dal professionale da del nastro bianco e rosso in mezzo al corridoio e senza lavagna, cosa che stamattina ha reso un po’ acrobatica la rappresentazione grafica di un contorto periodo ciceroniano (Cum antea maxime nostra interesse arbitrabar te esse nobiscum, tum vero intellexi ad iter id, quod constitui, nihil mihi optatius cadere posse, quam ut tu me quam primum consequerere, ut, cum ex Italia profecti essemus, sive per Epirum iter esset faciendum, tuo tuorumque praesidio uteremur, sive aliud quid agendum esset, certum consilium de tua sententia capere possemus, era).

La lavagna arriva ‘domani’, mi hanno detto.
15 settembre 2007
vita scolastica
lotta di classe, tipo


In questo post si ricordavano le tre conditiones sine quibus non la scuola potesse funzionare: i ggiovani (ci sono sempre - e troppi per classe), i docenti (ora ho una supplenza breve fino alla ‘emanazione’ del calendario delle convocazioni) e gli ‘edifici scolastici’.

Giova ricordare questo ultimo punto, viste le res actae.

Stamattina mi sono avviato di buon’ora verso la mia nuova scuola, o, meglio, la sua succursale, che in realtà consiste in una palazzina presso un istituto professionale.

Pare dunque che la Provincia abbia assegnato aule al classico sottraendole al professionale, motivo per il quale i ggiovani professionisti (sobillati dal preside?) hanno fatto un PICCHETTO davanti al classico non facendo entrare gli studenti (io ero già in sala professori) (sì, è una cosa degli anni ‘70).

Fosse stato per me, avrei srotolato gli idranti, mentre pare ci sia limitati a chiamare la presidenza della centrale.

Ho sperato poi in uno scontro di piazza quando sono arrivati un carabiniere e due poliziotti, ma poi la cosa è finita dopo soli 40 minuti di lezione saltata.

Un mio collega di filosofia era inoltre riuscito a recuperare la sua classe e a fare lezione in cortile mentre io, non avendo mai visto prima la mia classe e non essendo quindi in grado di recuperarla, sono rimasto a fumare sul terrazzino, a pensare che una volta l’avanguardia della rivoluzione erano i licei, non i professionali.

Poi ho conosciuto una delle mie tre classi, e gli ho letto Cacciari (‘Chi abbia letto una sola tragedia greca, una sola invettiva dantesca, un verso della Ginestra, saprà ascoltare, saprà riconoscere i propri limiti e il valore altrui – ma passivamente obbedire, mai’).

Niente male, come primo giorno.
13 settembre 2007
vita scolastica
loro non 'pubblicano', 'emanano'
Mentre il buon Fioroni assicura che nel giro di una settimana ‘anche a Roma’ tutti le classi avranno gli insegnanti, in quanto si tratta di una ‘procedura complessa’ (motivo per cui andrebbe sbrigata per tempo, no?), oggi doveva essere pubblicato il calendario delle convocazioni per le supplenze annuali (ne parlavamo qui).

Siccome sono ingenuo, io non credevo alla leggenda metropolitana per la quale vi sarebbe stato uno slittamente e invece ‘Si comunica che l’emanazione dei Calendari di convocazione dei docenti aventi titolo alla stipula dei Contratti a tempo determinato per l’a.s. 2007/08 per la scuola secondaria di I e II grado, prevista per oggi, è stata rimandata al 18 settembre 2007’.

Poi tentano di spiegarne il motivo con un ‘Ciò, al fine di consentire l’opportuna adozione dei provvedimenti in autotutela per gli errori materiali presenti nelle Graduatorie ad Esaurimento Definitive’, in cui quella virgola dopo il ‘ciò’ mi pare di dubbio gusto.

Chiudono in bellezza con un ‘con l’occasione si comunicano di seguito le scuole polo che opereranno per le varie classi di concorso’ (notare la formula 'con l'occasione', che fa tanto auguri di Natale), così ho una settimana di tempo per scoprire come arrivare sulla via Tuscolana.

Utile.
5 settembre 2007
vita scolastica
conditio sine qua non
Qui si parla di “misure urgenti per garantire l'ordinato avvio dell'anno scolastico”. Tutte cose molto carine, e anche condivisibili.

Direi però che vi sono almeno tre conditiones sine quibus non è possibile ‘avviare’ un anno scolastico, e sono, direi, la scuola fisica (nel senso di edificio, con aule e, almeno, una lavagna), i discenti (i ggiovani) e i docenti.

Beh, quest’anno (almeno nella provincia di Roma) la situazione è riassumibile con due date: quando comincia la scuola? Tipo il 13 settembre.

Quando sarà pubblicato il calendario delle convocazioni per le supplenze annuali (attenzione: sono le supplenze per la classi che non hanno un docente di ruolo – o  lo hanno in aspettativa - , non le supplenze perché a un certo punto dell’anno un docente si ammala; sono cioè le cattedre che ad oggi non hanno un docente)? Il 13 settembre.

Ordinato avvio.  
31 luglio 2007
sessualità
dream a little dream
Qualora qualcuno avesse pensato che la situazione graduatorie si fosse ormai stabilizzata, beh, è successa una cosa ‘divertente’.

L’ultima volta il mio punteggio risultava corretto, anche se nell’applicazione del sito del ministero era scritto in rosso (‘provvisorio’); l’altro giorno, dopo la pubblicazione delle graduatorie definitive, era fortunatamente diventato verde (‘definitivo’, appunto). Il concetto ‘definitivo’ pare essere più aleatorio di quanto credessi, visto che ora il mio punteggio è di nuovo rosso.

Preso dal panico, ho cominciato a pensare a come avere più punti e sono giunto all’elaborazione del piano B: una seconda laurea (cosa che mi darebbe 3 punti, tanti quanti un master finto – ma ne ho già fatti tre e non se ne possono fare di più).

Indeciso tra psicologia e antropologia, sono andato in libreria e ho deciso di affidare la scelta alla lettura di due testi (Il misticismo greco di Sabbatucci per l’antropologo che è in me e La vita sessuale di Freud per lo psico-analista mancato che pavento di essere), per vedere cosa mi ispirasse di più.

Al momento, ho sfogliato Freud e ho letto un saggio sul superamento del complesso di Edipo, visto che agli Esami di maturità il tema era stato oggetto di qualche malumore. La lettura mi deve aver alquanto turbato, visto il sogno di stanotte.

Breve premessa: in questi giorni esiste una ‘polemica’ tra Hillary Clinton (di cui ormai so tutto, visto che sto leggendo il libro di Carl Bernstein) e Barack Obama (di cui ho letto l’autobiografia in tempi non sospetti) sulla politica estera degli Stati Uniti nei confronti di governanti cattivi (Chavez, Castro, il tizio iraniano che veste male e senza cravatta, come Paolo Cento, e simili); in breve, Obama si è detto disposto ad incontrarli personalmente già nel primo anno della sua presidenza, mentre Hillary ha proposto un approccio diplomatico più tradizionale; la posizione di Obama è parsa azzardata ai più e secondo alcuni ha messo seriamente a rischio la sua candidatura.

Sommando l’azzardo di Obama e la lettura di Freud, io ho sognato Barack Obama che faceva un balletto e che alla fine restava in tanga e mi sono svegliato pensando ‘ora ha proprio perso ogni possibilità di diventare presidente’ (mi pare che nel sogno ci fosse anche John Edwards che invece era in boxer, ma forse mi sbaglio. Sono sicuro che però non ci fosse Hillary, malgrado la storia della scollatura).

Penso farò l’antropologo. 
16 luglio 2007
vita scolastica
sesto piano!
Oggi (in tre) abbiamo tentato l’assalto al famigerato sesto piano per farci sistemare il punteggio in graduatoria; per dare l’idea di quanto il clima fosse ‘sereno’ (che sennò uno pensa che io esageri), basti dire che il piano era presidiato da tre carabinieri che avevano, immagino, lo scopo di evitare ‘incidenti’ (saranno leggende metropolitane, ma io so di gente che ha partorito sulle scale pur di non perdere il posto in fila e della volta che l’intera classe di concorso A068 – tecnologie dell’abbigliamento – venne allontanata a colpi di sfollagente).

Incredibilmente, il mio punteggio al momento risulta giusto.

Speriamo si mantenga tale nella graduatoria definitiva.


(meno lieta la situazione delle mie due colleghe)

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permalink | inviato da cheremone il 16/7/2007 alle 17:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
12 luglio 2007
vita scolastica
mi ricordo montagne verdi
A complicare la questione delle graduatorie, ora ci si è messa anche la storia dei Comuni di montagna.

Da quanto ho capito, la questione è questa: a un certo punto, il legislatore ha deciso di premiare chi avesse prestato servizio come ‘docente’ in una scuola ubicata in un comune montano, riconoscendo a questi valorosi insegnanti (che, immaginava il legislatore, si sarebbero arrampicati sulle vette delle Alpi in mezzo alla neve per insegnare a leggere e scrivere a figli di pastori, tipo Heidi e Peter) un doppio punteggio (24 punti contro i 12 punti di noi comuni mortali), come credo avvenga (a ragione) per chi insegna all’interno di un carcere minorile.

Questo, credo, era lo spirito della Legge che però, nella sua applicazione, ha avuto qualche, come dire, inciampo.

Tanto per cominciare, nell’attribuire tale doppio punteggio non si è tenuto conto della residenza del docente, così chi per caso abitava già in mezzo alle Alpi si è trovato ad avere doppi punti insegnando nella scuola sotto casa, rispetto a chi da Roma è finito ad Anzio.

La cosa più divertente si è poi scoperta dando uno sguardo all’elenco dei comuni di montagna, fra i quali appare, giuro, Olbia, che, leggo qui, trovasi a 10 metri (dieci!) sul livello del mare.

(Altri illuminanti dati sulle ‘comunità montane’ si trovano nel celebre libro di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella)

Senza entrare nel merito della questione, rebus sic stantibus, diversi docenti, potendo, hanno optato per scuole in comuni di montagna (altri, come me, non hanno avuto possibilità di scelta e sono finiti dove capitava), allettati dall’idea dei 24 punti.

Qualcuno però ha fatto ricorso ritenendo la cosa, come dire, incostituzionale, ma altri hanno fatto contro-ricorso (questa cosa va avanti da anni) e ora pare che il TAR del Lazio abbia accolto il contro-contro-ricorso, in attesa di un contro-contro-contro-ricorso del Ministero.

Poi uno si chiede perché le graduatorie siano ‘imprecise’...
11 luglio 2007
vita scolastica
se lo racconto non ci crede nessuno
Visto il casino dell'altro giorno, sono andato al CSA a consegnare la richiesta di rettifica delle graduatorie.

Superata una fila di tipo 300 persone, io e una mia amica abbiamo tentato l'accesso al sesto piano (tutte le risposte sono al sesto piano) ma abbiamo miseramente fallito e ci siamo limitati a consegnare la richiesta, sperando che qualcuno la legga e agisca di conseguenza.

Tornato a casa, ho scoperto sul sito del Ministero un'applicazione che permetterebbe di consultare la propria posizione in graduatoria tramite il codice fiscale e ho scoperto che
La Direzione Regionale non ha pubblicato le date di pubblicazione delle graduatorie.

Il che, tecnicamente, è una bugia.



10 luglio 2007
vita scolastica
numeri a caso
Sono uscite le graduatorie.

Ovviamente il mio punteggio (e quello di svariati miei colleghi) è sbagliato (sono troppo lontano dal fatidico 37).

Ci sono solo 5 giorni per fare reclamo (e se uno fosse in vacanza?).

Domani al provveditorato sarà una giornata campale.

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permalink | inviato da cheremone il 10/7/2007 alle 13:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
14 novembre 2004
sciopero?

A pelle, l'idea di scioperare non mi convince, un po' perché un mio sciopero alla fine non danneggerebbe la signora Moratti ma i miei alunni (per quanto possa fare pena come insegnante, se ci sono io possono imparare più cose che se non ci sono) e un po' perché, immaturamente ma comprensibilmente, gli alunni sono contenti se gli insegnanti scioperano (la scuola è l'unica 'azienda' i cui 'utenti' vogliono che gli insegnanti siano in sciopero, contrariamente a quanto capita per chi prende il treno o va alla posta - il che dimostra ipso facto che la scuola non è una 'azienda' e che loro non sono 'utenti', no?). 

Ho espresso questi miei banali dubbi alla mia vicepreside (che secondo me è un mito nonché un punto di riferimento); mi ha detto che lei stessa ha avuto le stesse perplessità per 18 anni di insegnamento ma che ora non ne può davvero più e che quindi sciopererà.

Se sciopera lei, sciopero pure io.

Segue una lista di cose orrende che accadono nel mondo della scuola e che ho notato nei soli due mesi in cui sono stato in una scuola 'vera':

Sono due mesi che io (e altre 83.999 persone. giuro) non ricevo o stipendio perché al Ministero hanno fatto casino

Il sistema dei debiti/crediti è davvero mostruoso


Siamo a metà novembre e io sono un 'supplente temporaneo' perché non sono ancora state definite le 'supplenze annuali' (attese per settembre. lo scorso, settembre). Il che vuol dire che prima o poi mi cacceranno, facendo cambiare insegnante alle mie classi. A Natale, praticamente. La stessa situazione vale per altri 3.999 insegnanti, solo nel Lazio. giuro.

L'Esame di Stato con la commissione interna è una pantomima o un gioco di ruolo, fate voi

Le nuove graduatorie hanno enormemente penalizzato chi, come me, ha dedicato due anni della propria vita alla Scuola di Specializzazione per l'Insegnamento Secondario. Chi, cioè, fa l'insegnante per scelta, non perché si lavora poco.

Indi, io domani sciopero. Altri infiniti motivi in questo libro.
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