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14 febbraio 2011
politica interna
en passant
Mi è ri-capitata fra le mani la versione di latino dell'Esame di Stato del 1995; è un Cicerone non difficilissimo, intriso di quel platonismo che, insegna Popper, ha anche portato a cose non felicissime come lo 'stato etico'. Ciò non toglie che quanto Scipione immagina sul governatore ideale strida un filino con il triste spettacolo di questi giorni, settimane, mesi, anni...

Cosa vi può essere di più bello di quando colui che comanda non è servo di alcuna passione, quando le cose cui sprona i suoi cittadini le ha lui stesso abbracciate tutte, quando non impone al popolo delle leggi cui lui stesso non obbedisce, ma offre ai suoi cittadini la sua vita come legge?


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permalink | inviato da cheremone il 14/2/2011 alle 20:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
2 giugno 2010
io spero in esopo

E mentre qui si sottolinea che l'ultima puntata di Lost ha lasciato parecchi interrogativi aperti, pare arrivi una nuova serie di JJ Abrams...

In Francia, McDonalds ha fatto una pubblicità gay friendly molto tenera.

Visto che li si citava qui, vale la pena di vedere il nuovo video dei JLS, The club is alive? Dopo averlo visto direi di no, se, come me, pensate che il vocoder vada eliminato, che da Tutti insieme appassionatamente poteva venire fuori di meglio e che tenere il cappello in testa in un locale sia da cafoni.

Uhm, c'è un'intera generazioni di cloni di Justin Bieber in arrivo...

Mi ero scordato di scrivere che ho un iPad. Al momento, a bassissima voce, mi permetto di dire che pare un iPod grosso con le funzionalità di un iPhone, poi vediamo che succede quando ho il tempo di dedicarmi alle 'applicazioni'.

Corriere.it fomenta il panico fra i miei studenti.

26 giugno 2009
vita scolastica
maturità 2009 - 2
Un blog goliardico si era divertito a far credere (e corriere.it ci era puntualmente cascato!) di aver trovato on-line il testo della versione dell'esame di stato 24 ore prima della prova scritta, mettendo sul sito una pagina sì di Cicerone ma non di Marco Tullio Cicerone, bensì del fratello (un testo, tra l'altro, di una disarmante facilità). Compiacendomi dell'aver capito subito di quale Cicerone si parlasse, mi sono cimentato con il testo realmente proposto ai ggiovani, un paio di paragrafetti (88 e 89) del primo libro del De officiis. Eccone, come consueto, la versione cheremonea:

Nec vero audiendi qui graviter inimicis irascendum putabunt idque magnanimi et fortis viri esse censebunt. Una delle mie battaglie da insegnante è convincere gli alunni a tradurre vero con 'poi' e non con 'veramente' (quello è vere), per non parlare poi delle mie epocali campagne per lo studio del gerundio e del gerundivo. Figuratevi quindi la mia gioia nell'annunciare che la prima frase suona qualcosa come 'Né poi sono da ascoltare/bisogna ascoltare (gerundivo!) coloro che crederanno che ci si debba adirare (altro gerundivo!) pesantemente con i nemici e che riterrano che ciò sia proprio di un uomo forte e magnanimo (genitivo di pertinenza!)'.

Nihil enim laudabilius, nihil magno et praeclaro viro dignius placabilitate atque clementia. Qui è facile, tranne l'ellissi del verbo: 'non c'è infatti nulla di più lodevole (i ggiovani avranno scitto 'lodabile')', nulla di più degno di un uomo grande ed illustre che l'indulgenza e la clemenza.

Incantevole il lungo periodo successivo: In liberis vero populis et in iuris aequabilitate exercenda etiam est facilitas et altitudo animi quae dicitur, ne si irascamur aut intempestive accedentibus aut impudenter rogantibus in morositatem inutilem et odiosam incidamus et tamen ita probanda est mansuetudo atque clementia, ut adhibeatur rei publicae causa severitas, sine qua administrari civitas non potest. Io tradurrei: 'POI, INOLTRE nei popoli liberi e nell'eguaglianza del diritto deve essere anche esercitata (ri-gerundivo!) l'affabilità e quella che è chiamata l'elevatezza d'animo, per non cadere (finale negativa!)' in un'inutile e noiosa intrattabilità, se ci adiriamo con quelli che vengono da noi in un momento poco opportuno o che ci fanno richieste senza ritegno, e tuttavia la moderazione e la clemenza devono essere lodate (gerundivo! Tipo il quarto!) in maniera tale che (consecutiva!) per il bene dello Stato (complemento di fine o scopo!) sia adottata anche la severità, senza la quale una città non può essere amministrata.

Poi le cose si fanno interessanti: omnis autem et animadversio et castigatio contumelia vacare debet neque ad eius, qui punitur aliquem aut verbis castigat, sed ad rei publicae utilitatem referri. L'uso del debet ('invece ogni ammonimento e punizione deve essere privo di offesa) avrà perplesso i più, visto che non c'è un gerundivo e poi quell'ad eius sarà suonato strano (ma sottintende utilitatem): 'e non deve essere riferito all'utilità di colui che punisce o rimprovera a parole un altro ma all'utilità dello Stato'

Ormai avvezzi ai gerundivi, tradurremo cavendum est etiam ne maior poena quam culpa sit et ne isdem de causis alii plectantur, alii ne appellentur quidem. prohibenda autem maxime est ira puniendo con 'bisogna anche evitare che la pena sia maggiore della colpa e e che per alcune colpe alcuni siano puniti, altri invece nemmeno citati in giudizio, ma soprattutto bisogna evitare (gerundivo!) l'ira nel punire (gerundio!)'. Il concetto viene subito spiegato: numquam enim iratus qui accedet ad poenam mediocritatem illam tenebit, quae est inter nimium et parum, quae placet Peripateticis et recte placet, modo ne laudarent iracundiam et dicerent utiliter a natura datam, cioè, 'mai infatti chi si accosterà adirato alla pena potrà mantenere quella moderazione che si trova tra il troppo e il troppo poco, cosa che piace ai Peripatetici e piace a ragione, purché lodino l'iracondia e non dicano che ci è stata data dalla natura per un determinato scopo' – uhm, congiuntivo concessivo, con un'oscura polemica antiaristotelica.

La conclusione (illa vero omnibus in rebus repudianda est optandumque, ut ii, qui praesunt rei publicae, legum similes sint, quae ad puniendum non iracundia, sed aequitate ducuntur) suona così: 'quella infatti – l'iracondia – deve essere evitata – indovina un po'... gerundivo! - in ogni circostanza e bisogna anzi desiderare che quelli che sono a capo dello Stato siano simili alle leggi – similis col genitivo! -  che sono guidate a punire non dall'iracondia ma dal senso di giustizia'.

Non facilissima versione, sarà piaciuta a Cesare Beccaria, meno ai ggiovani.

 
25 giugno 2009
vita scolastica
maturità 2009 - 1
Non è che le tracce dell'Esame di Stato di quest'anno siano particolarmente intriganti, anche se va detto che, per una volta, al Ministero non hanno combinato pasticci (memorabile la confusione sessuale sulla poesia di Montale dell'anno scorso).

La prima traccia proponeva l'analisi del testo della 'prefazione' de La coscienza di Zeno di Italo Svevo, una paginetta di 13 righe di cui si chiedeva il riassunto in 10 righe (!), per poi proseguire con insulse domande cui uno studente di prima media avrebbe potuto rispondere (altro qui). Un compito un po' imbarazzante.

Dalla prima proposta di saggio breve/articolo di giornale vengo a scoprire che il 2009 è 'l'anno europeo della creatività e dell'innovazione' (eh?), mentre la seconda traccia è la solista fuffa su internet, un po' meglio impostata del solito.

Arrivati alla terza tracccia ci si chiede quale banalità manchi all'appello (L'amicizia? La si può far rientrare nell'ambito dei social newtork di cui sopra. La pace e la libertà? Vedi oltre): l'Ammore, con la maiuscola. Ed ecco una traccia aperta da Bevilaqua, con un Dante e un Catullo che fanno tanto Bacio Perugina, un Leopardi 'minore', un Cardarelli (!) e un sempre incisivo Gozzano, più tre opere d'arte che tanto nelle fotocopie si vedono male.

Devo invece ammettere che la quarta traccia ('Origini e sviluppo della cultura giovanile') era solo apparentemente ggiovanilistica (una foto dei Nirvana! Un rave party! Facebook!), visto che partiva un testo fondamentale di Hobsbawm e si muoveva su coordinate intriganti. Dato che è un tema che ho studiato qualche anno fa, avrei fatto questo.

Un po' impegnativo il tema storico, mentre quello di carattere generale era, appunto, di carattere generale.

Domani, latino!

23 gennaio 2009
vita scolastica
'test internazionali'
Credo sia la cosa più trash mai vista: un ministro della repubblica non sa che quello che tutti chiamano 'esame di maturità' si chiama da anni 'esame di stato', mette un filmato su YouTube per dirlo, legge le materie della seconda prova (latino!) come fosse Onda Verde e farnetica cose sulla terza prova, prospettando il ricorso a fantomatici 'test internazionali'. Fosse finto, sarebbe divertentissimo:
2 agosto 2008
SOCIETA'
cose
Puntuale come il dibattito sulle 'case chiuse', c'è un editoriale su quanto sia inutile l'esame di stato alla fine delle superiori; tra i tanti motivi addotti, Salvati dice anche che 'tutti sanno' che Presidente e professori esterni normalmente provengono da scuole vicine a quella in cui si svolge l'esame, e dunque da contesti socio- culturali analoghi. Ciò è falso, visto che chi insegna in una scuola x non può, di norma, essere commissario esterno nello stesso distretto scolastico. Sarebbe carino che le critiche (anche condivisibili, eh) avessero fondamento, no? E' meglio (malgrado il titolo) quest'altro editoriale, di Scurati.

Pare ci sia lo 0.48% di possibilità che tra Obama e McCain finisca pari (non 'pari', proprio pari, 269 voti elettorali a 269).

I Killers hanno cominciato a cantare in giro nuove canzoni, come questa.

Ci sono due video per Viva la vida dei Coldplay; il più bello è questo, in cui rifanno Enjoy the silence dei Depeche Mode.
4 luglio 2007
vita scolastica
bignardi.style.it
Un bel post per chi deve decidere che fare una volta 'maturo'.
3 luglio 2007
vita scolastica
ho visto cose che voi umani.... - 7
Oggi ho scoperto un sacco di cose sulla possibile presenza di un anapesto in un trimetro giambico tragico:

Pare che Eschilo lo usi solo in prima sede per i nomi propri e per i nomi di persona, Sofocle tende invece ad usarlo anche in sedi distinte dalla seconda ma principalmente per nomi di persona, mentre Euripide lo usa un po' come gli pare e una volta (fr. 641 3 Nauck) anche seguito, orrore orrore, da un tribraco - esiste, giuro, un'intera bibliografia in materia.

Ma il vero orrore sta nei forum di repubblica dove, a partire da un articolo di Pietro Citati, si discute degli stipendi degli insegnanti (solita chiacchiera da ombrellone, sul modello del 'riaprire le case chiuse?' o 'qual è la canzone-tormentone di quest'estate?').

I commenti peggiori sono quelli che iniziano con le fatidiche tre parole 'sono un insegnante', notoriamente foriere di nulla di buono.

2 luglio 2007
vita scolastica
ho visto cose che voi umani... - 6
Sono talmente vecchio che  ai miei tempi l’esame non aveva la terza prova e non si portavano tutte le materie all’orale (teoricamente, una scelta dal candidato e una dalla commissione, de facto entrambe scelte dal candidato – io fui ben lieto di portare italiano e latino).

Dello scritto di italiano ricordo di aver fatto la traccia di indirizzo (pure il tema era diverso, c’era una traccia di letteratura, una di storia, una generale e una di indirizzo, senza ‘saggi brevi’ e modernità simili) sulla tragedia greca – l’insegnante ci aveva fatto leggere tutta La nascita della tragedia di Nietzsche  l’anno prima, senza che ci capissimo granché, va detto.

Come versione di greco ci capitò un brano di Epicuro, facilotto (tranne il pezzo in cui, tra i piaceri della vita, elencava, allo stesso livello, ‘pesci e fanciulli’). Consolato dai risultati degli scritti, affrontai con relativa tranquillità gli orali, che andarono più o meno così:


Italiano: la commissaria (esterna; all’epoca avevamo solo un membro interno, che mi riteneva decerebrato, credo) esordì, con un forte accento meridionale, con l'inquietante ‘vediamo una cosa che non abbiamo ancora chiesto a nessuno: Foscolo!’. Dopo un attimo di panico (comincia con ‘Foscolo nacque nel’ per poi dire subito ‘a Zacinto!’, avendo immediatamente rimosso la data di nascita), me la cavai benino, forse perplimendo la commissione con la mia teoria su Foscolo come Edipo represso (a me pare tuttora ovvio: rapporto perverso con Napoleone, ossessione con la madrepatria, la madre e la Patria, Le Grazie come prova dell’autocastrazione finale). Poi mi chiesero ‘i crepuscolari’ e ricordo di aver detto qualcosa su Gozzano e la rima Nietzsche/camice, tipo, e di aver anche bofonchiato il nome di un altro crepuscolare (‘Mo-mo-moretti?’). Il commissario pensò bene di interrogarmi su Dante e, nella sua mente, di fare un paragone tra un canto che avevamo fatto e uno che non avevamo fatto, cosa che, quindi, non gli riuscì un granché bene. Grazie a dio, a nessuno venne in mente di chiedermi Carducci.

Latino: dopo averci minacciato per giorni che avrebbe chiesto Seneca, la tizia mi chiese Lucrezio e ricordo chiaramente di aver letto un brano (in metrica) che citava i per me tuttora misteriosi ‘soffitti a cassettoni’ e di aver miracolosamente ricordato, a esplicita domanda, i verbi che reggono l’ablativo (utor, fruor, vescor e simili). Non soddisfatta della mia performance grammaticale, mi chiese, veramente, sant’Agostino e ricordo di aver parlato de Le confessioni e, forse, del De civitate dei.

Ora sto dall'altra parte, e l'effetto è strano.
30 giugno 2007
vita scolastica
ho visto cose che voi umani... - 4
Pare che non tutti i ggiovani sappiano che la tesi di laurea di Marx era sugli atomisti Leucippo e Democrito (motivo per cui il marxismo è, essenzialmente, l'esito moderno dell'epicureismo con un un po' di Hegel e qualche parolone economico per fare scena). In compenso, ascoltano Johnny Cash, il che è una buona cosa.

(pare che l'esame debba essere interdisciplinare)

29 giugno 2007
vita scolastica
ho visto cose che voi umani... - 3
E fu sera e fu mattina. Terzo giorno.

Pare che non tutti i ggiovani sappiano che habuere (con la prima e lunga) non è l'infinito di habeo (ci mancherebbe altro!) ma neanche la 'forma sincopata' di habuerent (con la prima e lunga) bensì la variante di livello stilistico alto (caratteristica della poesia esametrica di ascendenza enniana e della prosa storica di colorito epico di un Sallustio, un Livio e un Tacito) della forma di perfetto in -erunt (con e breve), usata spesso in poesia (Plauto, Lucrezio, Virgilio e Orazio).

La forma poi più comune in -erunt con e lunga deriva, pare, da una contaminazione tra quella in -erunt con e breve e quella in -ere con e lunga.

Giova infine ricordare che la -r- è originaria indoeuropea e non deriva da rotacismo (come è invece il caso della desinenza dell'infinito, per cui age-re < *age-se).

(scherzo, eh!)


23 giugno 2007
vita scolastica
maturità 2007 - 4 (!!!)
Non pensavo sarei arrivato a scrivere un altro post sugli Esami di Stato ma, un filino fuori tempo massimo, sono stato chiamato a fare il 'commissario esterno' (di greco!)... sto quindi preparando domande per la III prova (ma 'Cheremone' non è nel programma liceale... ) e mi sto rileggendo l'Antigone di Sofocle...
14 novembre 2004
sciopero?

A pelle, l'idea di scioperare non mi convince, un po' perché un mio sciopero alla fine non danneggerebbe la signora Moratti ma i miei alunni (per quanto possa fare pena come insegnante, se ci sono io possono imparare più cose che se non ci sono) e un po' perché, immaturamente ma comprensibilmente, gli alunni sono contenti se gli insegnanti scioperano (la scuola è l'unica 'azienda' i cui 'utenti' vogliono che gli insegnanti siano in sciopero, contrariamente a quanto capita per chi prende il treno o va alla posta - il che dimostra ipso facto che la scuola non è una 'azienda' e che loro non sono 'utenti', no?). 

Ho espresso questi miei banali dubbi alla mia vicepreside (che secondo me è un mito nonché un punto di riferimento); mi ha detto che lei stessa ha avuto le stesse perplessità per 18 anni di insegnamento ma che ora non ne può davvero più e che quindi sciopererà.

Se sciopera lei, sciopero pure io.

Segue una lista di cose orrende che accadono nel mondo della scuola e che ho notato nei soli due mesi in cui sono stato in una scuola 'vera':

Sono due mesi che io (e altre 83.999 persone. giuro) non ricevo o stipendio perché al Ministero hanno fatto casino

Il sistema dei debiti/crediti è davvero mostruoso


Siamo a metà novembre e io sono un 'supplente temporaneo' perché non sono ancora state definite le 'supplenze annuali' (attese per settembre. lo scorso, settembre). Il che vuol dire che prima o poi mi cacceranno, facendo cambiare insegnante alle mie classi. A Natale, praticamente. La stessa situazione vale per altri 3.999 insegnanti, solo nel Lazio. giuro.

L'Esame di Stato con la commissione interna è una pantomima o un gioco di ruolo, fate voi

Le nuove graduatorie hanno enormemente penalizzato chi, come me, ha dedicato due anni della propria vita alla Scuola di Specializzazione per l'Insegnamento Secondario. Chi, cioè, fa l'insegnante per scelta, non perché si lavora poco.

Indi, io domani sciopero. Altri infiniti motivi in questo libro.
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