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1 giugno 2011
letteratura
gcsche?

Se non ho capito male, in Inghilterra la scuola superiore ha due livelli, uno chiamato GCSE (che si fa dai 14 ai 16 anni) e poi gli A Levels (17-18). I fanciulli, sempre se non ho capito male, hanno alcune materie fisse (chessò, inglese e matematica) ed alcune materie che scelgono loro; fra queste vi sono il latino ed il greco.

Sempre preso dalla curiosità di vedere come in altri paesi si studiano le lingue classiche, ho letto quello che credo sia uno dei testi più adottati, Greek to GCSE di John Taylor (no, non il bassista dei Duran Duran).

L'impianto didattico non è basato sul metodo naturale, ma è più affine a quello tradizionale, affrontato però con ritmi moooolto più veloci (imperfetto, futuro sigmatico ed aoristo I e II nella Parte 1 del corso), e molta meno attenzione ai fenomeni fonetici (per non parlare degli accenti, introdotti a metà corso e comunque non approfonditi - si propone anzi la tradizionale pronuncia inglese, per la quale si leggono le parole secondo le regole dell'accentazione latina); ci sono un po' di mostruosità morfologiche (dire che i verbi iniziali in e possono avere l'aumento in eta o in ei senza spiegarne le ragioni un po' mi turba), parecchia attenzione al lessico (che forse può essere la chiave del tutto) ed il punto resta lo stesso: i fanciulli leggerebbero Esopo, Omero (adattato in prosa) ed un po' di vicende di Alessandro Magno in pochi mesi, che è molto più di quanto si riesca a fare nella nostra scuola...
1 aprile 2011
musica
omg! it's 1982!

A Natale era uscita una specie di prima versione dell'album (solo in digitale), ora è arrivata la versione definitiva di All you need is now dei Duran Duran, il disco prodotto da Mark Ronson (i DD hanno però mancato di un 18 mesi il momento in cui Mark Ronson era ancora cool). Non c'è ombra di dubbio che sia la loro cosa migliore, per lo meno dal 1993: la voce di Simon è spettacolare, il suono è di quattro ragazzini che si divertono e Other people's lives e Girl panic! paiono prese di peso da Rio senza sembrare retro. C'è del miracoloso.
31 dicembre 2010
musica
gotta go home
Spiace lasciare il 2010 con la notizia della scomparsa di Bobby Farrell dei Boney M (che proprio ieri ricordavamo qui, per via di Barbra Streisand dei Duck Sauce).

Ora, va detto che il suo apporto creativo era inesistente (non scriveva le canzoni) e  che quello vocale (pare che la voce maschile non fosse la sua) fosse per lo meno discutibile,  ma è innegabile che l'immagine dei Boney M sarà per sempre legata a lui.

Se le vicissitudine contrattuali (pare che tutti e 4, lui e le tre ragazze, fossero legalmente autorizzati ad esibirsi col nome 'Boney M', come se Andy Taylor potesse andare in giro sotto il nome 'Duran Duran') e le case discografiche non avessero spremuto, spesso in maniera indecorosa, il loro catalogo, il nome dei Boney M sarebbe nel pantheon della musica pop, a fianco degli Abba.

Per quelli della mia generazione, poi, abbiamo imparato ad amare i Boney M senza sapere neanche chi fossero, visto che la sigla di Anna dai capelli rossi è Rivers of Babylon (prova) e Dolce Remì è Brown girl in the ring...
11 novembre 2010
musica
dopo di me il diluvio

Nel 1988 i Duran Duran diedero di testa, decisero di pubblicare un album senza la loro foto in copertina (inaudito, per quella che tecnicamente era una "boyband", ma l'avevano già fatto con Rio) e soprattutto decisero di chiamarsi Duranduran.

Il risultato fu Big Thing (ora riedito con dvd di un concerto al Palatrussardi di Milano e più remix di All she wants is di quanto si possa umanamente sopportare) che, al ri-ascolto, non è così terribile come mi pareva di ricordare.

E poi contiene Do you believe in shame, che resta per me la loro canzone più bella, e importante ('cos I believe a little part of you inside of me will never die), scritta per la morte di un amico di Simon:
12 ottobre 2010
musica
in exploitation's name

Dopo tre dischi (il debutto, Rio e Seven and the ragged tiger) letteralmente capaci di definire un'epoca, i Duran Duran si persero un po' per strada, per riapparire, nell'autunno del 1986, ridotti a tre (Simon, Nick e John), sulle note, fastidiosette, di "no-no-notorious", il primo singolo dell'omonimo album, ora elegantemente ripubblicato (con lati b, remix d'epoca, brani dal vivo e un dvd del tour '87-'88).

Notorious
, purtroppo, è un album iper-prodotto, plasticoso e poco convincente, inizio di un periodo non facile per il gruppo ma capace comunque di mettere insieme Skin trade, che resta un gioiello. Il resto, vale più come documentario che altro.
16 luglio 2010
musica
boyband 86
La notizia del giorno (se per 'giorno' si intende 'ieri') è che, quindici anni dopo i tragici eventi dell'estate del 1995, Robbie Williams è tornato coi Take That (qui c'è un grandioso post di popjustice su come la stampa inglese ha vissuto il fatto). Nel contempo, a ottobre uscirà In and out of consciuosness, il secondo 'greatest hits' di Robbie, stavolta nella forma di una raccolta completa di singoli (39!), di cui due inediti, scritti con Gary Barlow (tra cui un duetto, Shame). In attesa di ascoltare le novità, questo chilometrico post si propone di riassumere le tappe essenziali della carriera dei Take That, insieme e da soli. Armiamoci quindi di santa pazienza e prepariamoci....

Tappa Uno: i Take That debuttano sulla copertina di Smash hits con un titolo tipo “riportiamo il sesso nel pop”, all'epoca del loro primo singolo, Do what u like, nell'estate del 1991. Il video è talmente spaventoso che se ne vergogneranno per tutta la vita. Non lo si può incorporare, ma va visto. Il fatto che il singolo abbia raggiunto un ammirevole #82 nella classifica inglese indicava chiaramente che bisogna operare qualche cambiamento.

Tappa Due: Could it be magic, il settimo (!) singolo da Take that & party!, è il momento più alto mai toccato da una boyband:

Tappa Tre: Pray, in cui rifanno il video di Save a prayer dei Duran Duran (id est mezzi nudi su una spiaggia) e Relight my fire – con Lulu! E' il 1993-1994:

Tappa Quattro: conquista del mondo: Back for good.

Tappa Cinque: fine del mondo. Robbie lascia, escono Never forget (su cui uno storico post), How deep is your love e il primo Greatest hits. Qui l'annuncio dello scioglimento, da Baudo a Sanremo.

Tappa Sei: carriera solista di Gary, di Mark e di Robbie. I due inutili, Jason e Howard, si astengono.

Tappa Sette: Robbie fa Angels. E' il 1997:

Tappa Otto: Gli altri rinunciano alla carriera solista, mentre Robbie conquista l'universo, con cose tipo Supreme:


Tappa Nove: Robbie si perde un po' per strada e crede di essere Sinatra. Poi si ritrova e fa Feel e Come undone. Finisce il sodalizio con Guy Chambers e i primi segnali (Radio) sono un po' preoccupanti.

Tappa Dieci: Robbie fa ancora un paio di grandi canzoni, come Advertising space e She's Madonna, coi Pet Shop Boys:


Tappa Undici: nel frattempo, arrivano i Take That 2.0, con Patience e due album. A me paiono un po' melensi ma vendono milioni di dischi.

Tappa Dodici: l'ultimo album di Robbie, Reality killed the video star, è un po' deludente. Il resto è storia...

29 aprile 2010
musica
ah, dice 'pull my shirt off and pray', non 'pomma shadow away', come credevo da piccolo

Più o meno all'apice della loro carriera (ai tempi di Arena e subito dopo aver pubblicato A view to a kill, il loro ultimo singolo con la formazione originaria per i successivi vent'anni), i Duran Duran andarono letteralmente a pezzi: Andy e John si cimentarono nei discutibilissimi Power Station (qui il video di Some like it hot), mentre Simon, Nick e un sempre più refrattario Roger misero su gli Arcadia, che pubblicarono un solo album, So red the rose nel dicembre del 1985. Adesso è arrivata la versione definitiva del loro album, con annesso cd di rarità (anche se forse cinque version di Election day sono più di quanto uno possa desiderare) e dvd con i video e vari 'making of'. A 25 anni dai fatti, mentre alcuni dischi invecchiano bene, questo resta un po' sospeso in tempi più sereni, ma rimane comunque un raffinatissimo gioiello, semisconosciuto, nella corona della storia dei Durans.


17 aprile 2010
musica
'this time la luna' dimostra inequivocabilmente che simon le bon è il più grande autore della sua generazione

E dopo l'album di debutto ed il successivo Rio, anche Seven and the ragged tiger subisce il trattamento 2cd + dvd e – bang! - è di nuovo il 1983 ed i Duran Duran sono più famosi di Gesù Cristo.

L'album originale è quello di Union of the snake (un'anticipazione di quello che succederà con The wild boys) e The reflex, nonché di New moon on monday (il loro singolo più trascurato, insieme alla geniale Meet el presidente), ma il resto non era granché neanche allora.

Il secondo cd comprende un paio di versioni della classica Is there something I should know, lati b, altri remix e brani dal vivo (tra cui una notevole New religion), ma il pezzo forte è, ovviamente, il dvd, che contiene il concerto poi pubblicato su Arena l'anno dopo.

12 aprile 2010
musica
some new romantic looking for the TV sound

E tutto cominciò con questo Duran Duran, quasi trent'anni fa. Se devo essere sincerissimo, i Duran Duran non mi hanno mai preso in maniera eccessiva, per lo meno fino a Do you believe in shame del 1989, che resta una delle cose più belle che abbiano mai fatto. A partire così dalla raccolta Decade, ho iniziato a ricostruire la loro carriera e a dare un nome alla colonna sonora della mia tarda infanzia/prima adolescenza. Duran duran, ora in riedizione con annesso dvd e secondo cd di demo e rarità, fu il loro primo album, quello di Planet earth (geni) e di Girls on film (canzone così così, video incredibile per l'epoca – oggi è più morigerato di una discussione a Uomini e donne). L'album non è invecchiato benissimo, va detto, ma non si può negare la manignificenza del loro primo singolo e del modo in cui Simon Le Bon balla (grazie alla EMI, il video va visto qua)

Rio è già ri-uscito, ora devo solo avere la ristampa di Seven and the ragged tiger e poi la trilogia è completa.

11 ottobre 2009
musica
coming up

PetShop Boys; Beautiful people: il terzo singolo da Yes non è forse lascelta più azzeccata (dov'è More than a dream? E All over theworld?) ma viene accompagnato, oltre che da un demo di BeautifulPeople e da un raro remix di Up And Down, dalla versione a 7”(finora inedita) della vecchia Fugitive, una delle cose migliori che abbiamo mai fatto. Lo si può comprare qui.

BobDylan; Christmas in the heart: va bene che è per beneficienza ma unalbum natalizio di Bob Dylan mi mette paura, per almeno un paio dimotivi: a) è OTTOBRE e b) l'ultima volta che provò a fare musicacristiana i risultati furono imbarazzanti. Speriamo bene...

DuranDuran; Rio: mi è appena arrivata la superchiccosa riedizione del 2°album dei DD, Rio. Siamo di fronte a una cosa fantastica che, su duecd, offre l'album rimasterizzato, le versioni di 5 canzoni apparseoriginariamente nell'edizione statunitense del disco, quattro demooriginali, quattro lati b e cinque remix. Pur ammettendo di esseresfuggito per poco alla duranmania (avevo 10 anni!) ho ricordivivissimi di Simon Le Bon in mezzo a una giungla nel video di Hungry like the wolf e penso tuttora che Save a prayer sia un CAPOLAVORO. La riedizionepermette inoltre di apprezare cose sfuggite ai più, come le treversioni qui presenti di Hold back the rain. Se dovete salvare unsolo album dagli anni '80, che sia questo.

Madonna;Celebration: la scelta delle canzoni dell'antologia su doppio cdaveva qualche lacuna che la versione su due dvdin parte colma, anche se mancano i due video di American Life, Fevere altro. Cose come Hung up, Cherish, Like a virgin e soprattutto lostraordinario video di Justify my love rendono l'acquisto comunqueessenziale.

26 febbraio 2008
televisione
sanremo 2008 - 2
Si riparte, sperando di non crollare dal sonno (domani poi mi devo alzare prestissimo per andare a una cosa un po’ sessista), notando che Simon Le Bon non ci sta molto con la testa (o forse è l’inviata di Repubblica): qui leggo che “i Duran Duran (...) ricordano che l'ultima volta all'Ariston fu ventitrè anni fa”; evidentemente hanno rimosso di aver fatto un album di cover (Thank you) e di aver cantato White Lines, a Sanremo, nel 1995.

Kylie Minogue ha due singoli in uscita, uno per il mercato europeo (Wow) e uno per il resto d'Europa (In my arms), e quindi mi sono arrivati un sacco di nuovi remix da ascolatare (notevole quello ad opera dei CSS per Wow). Tanto per dire che uno non ha tempo di sentire la canzone di Amedeo Minghi...

Rosario Morisco
: ma i soldati non dovrebbero, chessò, farsi la barba?

Una delle cose classiche di Sanremo (come la valletta bionda e la valletta mora) è il momento in cui Loredana Berté dà di testa. Diciamo che il sobrio vestitino non aiuta, e che la lamentala contro i direttori d'albergo è spassosa...

Uno si distrae un attimo (a leggere gli sviluppi delle primarie americane) e si ritrova una specie di tarantella e a sperare nei Finley.

Mentre c'è un insensato stacchetto di Chiambretti con una famiglia disfunzionale, scopro che anche secondo il Corriere i DD sono stati a Sanremo per l'ultima volta 25 (!) anni fa. Oh, ecco i Finley. Oh no, è una ballatona. Direi che è ora delle ninne.

Mi devo essere addormentato e devo aver sognato un gruppo di preti che cantava We are the champions dei Queen in latino e non può essere vero.
1 dicembre 2007
musica
coming up
Turisas; Rasputin: se ne parlava già qui. Altre possibili canzoni da rifare in chiave death metal potrebbero essere: Take a chance on me degli Abba, La filanda di Milva e Don’t cry for me Argentina.

Arctic Monkeys; Teddy picker: una canzone che evoca Save a prayer dei Duran Duran (and if you’re bothered, I don’t want your prayers / save it for the morning after) non può passare inosservat, no? - anche se altrove avevano già citato Rio.

Rufus Wainwright; Rufus Does Judy At Carnegie Hall: il buon Rufus ha portato alle estreme conseguenza la sua passione/ossessione per Judy Garland  ed ha rifatto il di lei storico concerto alla Carnegie Hall. Questa ne è la registrazione ed è, oggettivamente, somewhere over the rainbow.

U2; The Joshua Tree: sono passati vent’anni dal disco che fece diventare gli U2 gli U2. Ora lo ripropongono con questa nuova edizione. Il cappellino di The Edge in copertina resta comunque fastidioso, anche vent’anni dopo.

10 novembre 2007
musica
coming up
Duran Duran; Falling down: il video della canzone pare fare ‘scalpore’ e ‘scandalo’, ciò a 26 anni di distanza da Girls on film. Vabbé.

Kylie Minogue; 2 hearts: sgradevolmente simile alla fase anni ’20 di Christina Aguilera. Non proprio quello che ci aspettavamo, diciamo.

Linkin Park; Shadow of the day: la canzone è un capolavoro e cambierà la vita di chiunque l’ascolti. Anche un bambino di tre anni noterebbe che è la copia di With or without you degli U2, però.

Spice Girls; Greatest hits: alla fine, eccolo qua. Che dire? Wannabe e Viva forever sono capolavori, il resto fa molto anni ’90 e la nuova Headlines è una palla.

ABBA; The album: il classico disco del 1978 (quello con Take a chance on me e Thank You for the music, ora in ben tre versioni) ritorna in una nuova edizione con allegato dvd, nel quale i quattro sono meravigliosamente più kitsch del solito.

Artisti Vari; In the mind of Jamie Cullum: compilation (mooolto jazz) del mio mito Jamie Cullum, in cui si diverte a mettere insieme le sue fonti di ispirazione (Nina Simone, ma anche Pharrell Williams). Ci sono anche due suoi inediti.
13 ottobre 2007
musica
coming up
Mark Ronson feat. Amy Winehouse; Valerie: io pensavo fosse la canzone di Stevie Windwood a suo tempo campionata da Eric Prydz per Call on me, invece pare sia una cosa degli Zutons. Non male, comunque.

Mika; Happy ending: ennesimo singolo da Life in cartoon motion. Questa è quella che alla fine pare un ‘gospel’.

Craig David; Hot stuff: Grandioso ritorno, anche se la genialità della cosa è interamente legata al pesante campionamento di Let’s dance di David Bowie, va detto.

Subsonica; La Glaciazione: salutare ritorno all’elettronica dopo il non convincentissimo Terrestre. Il miglior gruppo italiano della storia, ovviamente.

Alison Moyet; The turn: è dai tempi degli Yazoo che io adoro la sua voce. Ogni tanto fa un nuovo disco, come questo. Qua c’è il nuovo singolo, One more time.
 
Paul Anka; Classic songs my way: nuovo album in cui Paul Anka riprende a modo suo (‘my way’) classici moderni (Mr. Brightside dei Killers! Ordinary world dei Duran Duran!) e meno moderni (My way, che d’altronde ha scritto lui, in duetto con – tenetevi forte – Bon Jovi).

AA. VV. ; Control – music from the motion picture: lo so che sembra che non parli d’altro (qui, qui e qui) ma mi è appena arrivata la colonna sonora del film Anton Corbijn su Ian Curtis. Il disco, notevole mais ça va sans dir, comprende tre strumentali dei New Order e qualche classico d’epoca (Iggy Pop, Roxy Music, Sex Pistols, Bowie, Kraftwerk, Velvet Underground), ma la cosa che spicca di più sono i Killers che rifanno Shadowplay dei Joy Division.

Carter USM; You fat bastard - the anthology: i Carter (USM starebbe per ‘unstoppable sex machine’, mi pare di ricordare) erano un duo inglese di un certo successo negli anni ’90, presto caduti nel dimenticatoio. Bisogna però dire che alcune cose, come The only living boy in New Cross ( che iniza con un grandioso ‘hello, good evening, welcome to nothing much’, qua sotto), sono dei classici.
1 settembre 2007
musica
coming up
Bloodhound Gang: Screwing you on the beach at night; mi era sfuggito che i talora volgarotti BG (tecnicamente, una boyband!) avessero fatto un nuovo singolo per l’estate 2007. Si chiama, er, ‘scoparti in spiaggia di notte’ e nel video il buon Jimmy Pop risulta un po’ più grasso del solito. Pare sia una parodia di Wicked games di Chris Isaak, comunque.

Billiam; beautiful ones: ne parlavamo, un po’ basiti, qui. Ora è arrivato il video ed è, come dire, così brutto da essere bello.

Dave Gahan; Kingdom: costa ammetterlo, ma questa cosa della ‘carriera solista’ per il cantante dei Depeche Mode non convince. Questo è comunque il primo singolo dall’album Hourglass, in uscita a ottobre

Duran Duran; Red carpet massacre; ok, l’album esce a novembre (e come dicevamo qua, c’è di mezzo Justin Timberlake). Qui un’anteprima.

T–Rex; Hot love: sono 30 anni dalla morte di Marc Bolan ed è quindi tempo di celebrazioni, come attesta la ripubblicazione della leggendaria Hot love, un #1 inglese del 1971. Gli Oasis hanno costruito un’intera carriera partendo da cose loro, tipo Get it on (presente Cigarettes & alcohol?):

30 giugno 2007
musica
coming up
Q. Come riprendersi dall’idea di un nuovo singolo di Avril Lavigne (When you’re gone)?
    A. Comprando il nuovo album degli Ash, Twilight of the innocents.

Detto questo, scopro che la mia boyband tedesca preferita (gli US5 - qui altro su di loro) ha un nuovo singolo in giro (Rhythm of life), di cui qua c'è il video:
 


Da notare le seguenti cose:

1. il campionamento di Wild boys dei Duran Duran (!)

2. l'inquietante presenza di un sub-Timbaland che 'reppa'

3. la canzone scopiazza troppo, anche per gli standard degli US5, Everybody (Backstreet's back)  dei Backstreet Boys

4. Quello di loro che prima aveva i capelli rasta ora pare uno dei Tokio Hotel.

18 novembre 2006
musica
coming up

Innanzitutto, la cosa dei Duran Duran che fanno una canzone con Justin Timberlake pare vera


Andando oltre, ecco le novità della settimana:


Emma Bunton, Downtown: lei è ormai l'unica Spice Girl ancora presentabile. La canzone è il capolavoro di Petula Clark (correva il 1964), recentemente usata nella prima puntata della terza stagione di Lost. Il tutto viene pubblicato per beneficienza. Non può fallire.


Faithless, Bombs: ritornano in grandissima forma. Qui si può scaricare, gratis e legalmente, un remix del primo singolo da To all new arrivals. Notevole.


Red Hot Chili Peppers, Snow: è quasi Natale e pubblicate una canzone che si chiama 'neve' e che verosimilmente parla di cocaina. Andate via, per favore. E non tornate mai più.


Take That, Patience: indicare l'esatto momento in cui i TT hanno smesso di essere presentabili è stato quando hanno pubblicato Sure. Era tipo il 1994. Questa canzone, per quanto ascoltabile, resta 


The Beatles, Love: il nuovo 'progetto', approvato dai Beatles superstiti e dalle vedove dei defunti, affidato allo storico produttore George Martin e, non si sa perché a suo figlio, è alla base di uno 'spettacolo' del Cirque du Soleil in scena a Las Vegas. Avete paura? Fate bene...


Oasis, Stop the clocks: Uscendo la stessa settimana dei Beatles, realizzano un loro sogno. Secondo Luca Sofri, queste sono le loro canzoni essenziali: Live forever, Don't look back in anger, Wonderwall, Stand by me, Stop crying your heart out, Little by little, Who put the weight of the world on my shoulders e Let there be love. Solo tre sono presenti in questa raccolta.


U2, 18 singlescontinuiamo con le antologie inutili. Ci sono già due raccolte da avere (una dal 1980 al 1990 e una dal 1990 al 2000). Qui si aggiunge poco, e vogliamo ricordare che la loro ultima grande canzone è del 1991 o continuiamo a illuderci che ci sia qualcosa oltre all'ego di Bono?


Westlife, The love album. La cover di Nothing's gonna change my love for you di Glenn Medeiros non è compresa nell'album ma è solo  sul singolo The rose, mentre quella di Total eclipse of the heart di Bonnie Tyler sì. C'è qualcosa di perverso nell'esserne incuriositi?

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