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gaze at the moon until I lose my senses

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16 febbraio 2011
musica
pas d'eau

Era da secoli che si aspettava un disco che mettesse insieme il meglio di Claudia Brucken, attraverso le sue varie incarnazioni, con i Propaganda e gli Act quand'ero piccolo e poi con pezzi di OMD, Erasure e Depeche Mode. Combined è semplicemente questo, algido e teutonico come si deve. Questa è l'epocale Snobbery and decay:
17 novembre 2010
musica
non proprio apeiron ma quasi

Tenuto conto che sono stato fisicamente al concerto a Roma e che dal sito ufficiale avevo anche comprato il cd/mp3 con l'intero concerto (e uno, volendo, si può comprare tutte le date), l'arrivo di questo Tour of the universe (il titolo è un po' pretenzioso, ma hanno comunque fatto 102 concerti in tre continenti) dei Depeche Mode non ha suscitato in me il dovuto entusiasmo.

Il tutto comprende la data di Barcellona (quasi un anno fa) su due cd audio (dove mancano però quattro brani) ed un dvd (che è ovviamente la cosa migliore, visto che Dave Gahan sa muoversi su un palco).

Quanto alle canzoni, c'è molto dell'ultimo album (ma non Peace), un po' di Black Celebration e parecchio dei loro due dischi più importanti, Music for the masses e Violator.

Detto questo, va comunque comprato e mostrato ai vostri figli, per far loro vedere che fenomeno sanno essere i Depeche Mode.
28 dicembre 2009
musica
cheremone's 2009 top 40 - 2

(qui le posizioni 40-31)

30/ Florence And The Machine; You got the love: la canzone, di Carole King, è da sempre un classico e Florence è una delle rivelazioni dell'anno:

29 / Depeche Mode; Peace: Wrong non mi aveva convinto molto, ma questo secondo singolo da Sounds of the universe ha ristabilito la mia fede nei DM (e il concerto all'Olimpico pure!)

28 / Emiliana Torrini; Jungle drum: i più pensano che l'unica cantante islandese sia Bjork e invece c'è anche questa fanciulla di mamma islandese e di papà italiano. Questa Jungle drum ha avuto un inverosimile successo in Germania e lo meriterebbe anche altrove:


27 / Daniel Merriweather; Red: non per fare quello che 've l'avevo detto', ma qui si diceva di tenerlo d'occhio. Red è stata la sua canzone:

26 / Calvin Harris; I'm not alone: qui il video e qui il ricordo di Popjustice.

25 / Mika; We are golden: il ritorno del fanciullo non è stato poi così trionfale, forse perché l'idea di vederlo in mutande che salta nella sua stanza non è parsa così attraente come avrà pensato il regista del video. La canzone resta carina e sì, pare Belinda Carlisle.

24 / Cheryl Cole; Fight for this love: proprio quando avevo finalmente cominciato ad apprezzare le Girls Aloud, ecco che si prendono un anno di pausa e Cheryl fa un disco da sola. Che merita.

(continua)

5 dicembre 2009
musica
coming up
 
Depeche Mode: Fragile tension / Hole to feed: spiace ammetterlo, ma Sounds of the universe non è stato il capolavoro che mi aspettavo. Per questo terzo singolo si sono comunque impegnati, con ben 10 remix disponibili...

Timbaland; Shock value 2: fin quando ospita Nelly Furtado o Justin Timberlake, uno ci può anche stare, ma quando si arriva ad ospitare il cantante dei Nickelback è un po' troppo, no?

17 giugno 2009
musica
touring the universe

Come sempre (era la terza volta), un'esperienza mistica.

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permalink | inviato da cheremone il 17/6/2009 alle 1:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
13 giugno 2009
musica
the music that's flooding my mind
Ho fatto una ricerchina ed ho appurato che, tra lati b, versioni dal vivo e remix, ho 391 (trecentonovantuno!) canzoni dei Depeche Mode; dovendo farne una cernita per il concerto di martedì, queste solo le 18 canzoni (in ordine alfabetico) dei DM che tutti dovrebbero sentire almeno una volta nella vita:

Behind the wheel è il terzo singolo da Music for the masses; i primi cinque secondi sono semplicemente perfetti e il brano è una delle loro grandi canzoni 'on the road'. Qui il video, girato in Italia.

Blasphemous Rumours, da Some great reward, è il preciso momento in cui i DM si sono dati al misticismo. Il testo è uno di quelli che, quando si hanno 12 anni (!) restano impressi, con l'idea di Dio ed il suo 'perverso senso dell'umorismo'

Enjoy the silence, secondo singolo da Violator, è forse la loro canzone più famosa, e a ragione:

Everything counts è apparsa originariamente in Construction time again, ma la versione definitiva è quella del live 101, con il pubblico che va avanti da solo per tipo dieci minuti. Epica la rima career / Korea.

Halo non è forse tra le loro canzoni più note (non fu un singolo, anche se ebbe un video, quasi felliniano) ma per me resta una delle loro cose più importanti (and when our worlds they fall apart / when the walls come tumbling in / though we may deserve it / it will be worthy, e non dico altro):

In your room viene da Songs of faith and devotion, il disco che mi ha accompagnato nell'estate del 1993 ed il loro album più cupo, quello in cui alla fede ed alla devozione mancava la speranza. Struggente.

It's no good sta su Ultra, quando i DM rimasero in tre. Il video è un po' pacchiano e non l'ho mai capito, ma la canzone è una delle più belle (anche se sembra il diario di uno psicopatico).

Just can't get enough è talmente bella che nemmeno le Saturdays sono riuscite a rovinarla. Fu il loro primo singolo nella top ten inglese, nel 1981 (!)

Master and servant (sempre da Some great reward) è a metà strada fra l'inno al sadomasochismo e la critica al thatcherismo, e proprio qui sta la sua grandezza (anche se da piccolo non la capivo un granché).

Never let me down again da Music for the masses è nella top 5 delle canzoni più importanti di tutti i tempi:

Nothing to fear mi sa che la conosco solo io – è un brano, solo strumentale, tratto da A broken frame del 1982. Non essendoci un testo, uno si immagina le parole, ma non servono, perché la musica è perfetta.

Peace è la canzone che riscatta il recente Sounds of the universe e dimostra che, dopo quasi trent'anni di carriera, i DM hanno parecchio da dire. Qui il video.

Personal Jesus (notoriamente ripresa da uno straordinario Johnny Cash e da un meno ispirato Marilyn Manson)  anticipò di qualche mese l'uscita di Violator (l'album perfetto) e fece sì che i DM non fossero più percepiti come un gruppo 'anni 80':

Precious si avvicina, per perfezione, ad Enjoy the silence e pare il corrispondente musicale de Il dio delle piccole cose...

Route 66 è una vecchia canzone degli anni '40 (l'hanno rifatta pure i Rolling Stones), il cui testo segue, essenzialmente, il percorso della strada attraverso gli Stati Uniti (well it goes to Saint Louis, down to Missouri). A pelle, i DM c'entrano poco, ma la loro versione (soprattutto nel remix dei Beatmasters, che la fonde con Behind the wheel) è qualcosa di indescrivibile.

Shout è una cosa vecchissima (viene dal primo album, Speak & Spell, ed era originariamente il lato b di New life). Non so perché, ma a me pare un capolavoro.

Ogni adolescente vorrebbe un genitore come quello di Cat Stevens in Father and son ed un ragazzo o ragazza come quello di Somebody, e non importanta quanto il testo sia melenso:

E per finire, Useless:
13 giugno 2009
musica
coming up
Depeche Mode; Peace: in attesa della data all'Olimpico (il 16!), esce il secondo singolo da Sounds of the universe...

Blur; Midlife: A beginner's guide to: vista la recente riunione, un nuovo greatest hits, che stavolta non si limita ai classici ma scava un po' più a fondo. Qui un post sui Blur e su perché sono importanti.

Aqua; Back to the '80s: qui si diceva che solo un video avrebbe potuto salvare la canzone; purtroppo, non è così.
2 maggio 2009
musica
coming up
Alcazar; Disco defenders: dopo un po' di cambiamenti (a un certo punto divennero quattro, ora sono di nuovo tre, ma una delle fanciulle è cambiata) gli svedesi Alcazar (quelli dell'assolutamente perfetta Crying at the discothequequi la versione originale, che si chiamava Spacer ed era del 1979) sono di nuovo fra noi. Il nuovo album è un doppio, con inediti ('now', tra cui Baby, scritta dai Pet Shop Boys) e 'greatest hits' ('and then', in cui massacrano Don't you want me degli Human Leaguequi lo faceva Mandy Smith). Questo è il nuovo singolo, Burning, che pare risentire un po' troppo di Hung up di Madonna:

Depeche Mode; Sounds of the universe: se ne parlava qui, ma ora mi è arrivata l'edizione speciale, che contiene, oltre ad altre cose un po' fatue, un librone fotografico di Anton Corbijin, un ulteriore cd di rarità/inediti (tra cui Oh well, la prima canzone scritta da Martin e Dave, insieme), un dvd e soprattutto un cd di demo (prima volta in assoluto per i DM), che è, direi, la cosa più interessante, visto che offre lo stato embrionale non solo di nuove canzoni ma anche di cose vecchie, come Little 15 o Walking in my shoes. Notevole, e non solo perché il tutto fa bella figura di sé in salotto.
18 aprile 2009
musica
coming up
Tinchy Stryder feat. N-Dubz; Number 1: probabilmente farà storcere il naso ai puristi del grime (su cui ormai mi sono informato, dopo il precedente brano del fanciullo) ma Tinchy non ne sbaglia una:

Depeche Mode; Sounds of the universe: la mega edizione da collezionisti mi deve ancora arrivare, per cui al momento mi accontento dell'edizione di iTunes e, ad un primo ascolto, colpisce l'attenzione, oltre al singolo Wrong, Peace, il cui testo dovrebbe essere speranzoso ma la cui esecuzione sembra la cosa più drammatica che abbiano mai fatto. Per il resto, temo sembri il terzo album solista di Dave Gahan, ma magari mi ricrederò...
28 febbraio 2009
musica
coming up
The Saturdays; Just can’t get enough: Comic Relief è una cosa inglese di beneficenza, per la quale i cantanti fanno un singolo 'scemo' (esempi massimi: Absolutely fabulous dei Pet Shop Boys e i Boyzone che rifanno Billy Ocean) per raccogliere fondi e mostrare il loro lato 'ironico'. Quest'anno qualcuno ha pensato potesse essere opportuno coivolgere le Saturdays (la nuova girl-band la cui caratteristica principale è che ognuna di loro è abbinata a un colore – le Spice Girls almeno avevano una 'personalità' individuale) e di farle rifare una vecchissima canzone dei Depeche Mode. E qui sta il problema: circa i 2/3 dei singoli dei DM (Master and servant, Behind the wheel, Personal Jesus, Condemnation e simili) hanno a che fare con a) il sadomasochismo, b) la religione e c) il sadomasochismo e la religione, cose insomma con cui un naso rosso e un balletto à la Macarena hanno poco a che fare:

Depeche Mode; Wrong: e visto che siamo in tema DM, questa è la prima esecuzione pubblica (così suona come una decapitazione) del nuovo singolo, che pare porre un problema essenziale (dov'è il 'ritornello'?) ma che fa comunque vedere alle ragazze di cui sopra come si fanno le cose:

Morrissey; Years of refusal: mi è arrivato ieri l'album, con allegato dvd, in cui c'è una chiacchierata tra Morrissey e Russell Brand che ha dell'incredibile. E l'album di per sé è notevole.

R. E. M. ; Murmur: altro disco da avere assolutamente. Si tratta dalla riedizione del primo album degli REM,  che ha ormai 25 anni (!). Murmur è il disco di Radio free Europe – il che già basterebbe - , inoltre c'è un secondo cd che riporta un concerto del 1983, nella cui scaletta si trovano classici a venire, come Gardening at night o Just a touch. Pochi dischi suonano ancora rivoluzionari dopo tre decenni. Questo è uno di quelli:
29 gennaio 2009
SOCIETA'
cose
Il nuovo singolo di Britney Spears è così osceno che non può essere trasmesso prima delle 22, sembra (il punto è che la frase 'if you seek Amy' all'orecchio suona 'ef iu si chei em i', cioè un non elegantissimo 'fuck me'; a La Stampa non l'hanno capito, e scrivono cose senza senso, come che il ritornello 'celerebbe tranelli hot', qualsiasi cosa voglia dire in italiano).

Pare che le blande Saturdays (chiaramente una brutta copia delle Girls Aloud) faranno una cover di Just can't get enough dei Depeche Mode (che intanto annunciano le canzoni dell'imminente Sounds of the universe)

Pensavo che un titolo che metteva insieme 'La Fattoria' e 'imbarazzo' indicasse imbarazzo per un programma come 'La Fattoria', invece pare che abbia a che fare col Brasile, paese col quale, scopro, abbiamo rapporti 'non amichevoli' (potremmo sempre dichiarargli guerra, no?)

Qualcuno ricorda i 'LibroGame', quei romanzi in cui, ad ogni pagina, era il lettore a scegliere fra due o tre opzioni il seguito della storia? Beh, ora l'hanno fatto (in chiave porno soft, mi pare di capire) su YouTube:
6 gennaio 2009
musica
cheremone's 2008 top 40 - 5
(ultima parte del meglio del 2008: le posizioni 40-32, 31-24, 23-15 e 14-6)

5 / Coldplay; Viva la vida: epica canzone e splendido video, in omaggio a Enjoy the silence dei Depeche Mode:

4 / Basshunter; Walk on water: chissà come sarebbe un Basshunter remix di Viva la vida...

3 / Madonna; Miles away: non c'è niente da fare, è sempre sovrana:

2 / Duffy; Mercy: la storiella per la quale sarebbe la figlia segreta di Tom Jones è inconsistente, mentre Mercy resta uno dei brani migliori dell'anno. Qui il video.

1 / Rihanna; Take a bow: a cavallo tra 2007 e 2008, Rihanna ha pubblicato qualcosa come una decina di singoli e, se Umbrella (soprattutto il maestoso Lindbergh palace remix) ha dominato il 2007, in vetta alla classifica del 2008 non può che esserci la struggente Take a bow:
7 ottobre 2008
musica
music for the universe
Credo in parte per il disastro commerciale del secondo album di Dave Gahan, fatto sta che i DEPECHE MODE tornano con un nuovo album a primavera.

E con quello che chiamano 'tour dell'Universo', che sarà a Roma e Milano il 16 e 18 giugno 2009.

PS
E i Cure sono a Roma questo sabato (!). OMG.

2 agosto 2008
SOCIETA'
cose
Puntuale come il dibattito sulle 'case chiuse', c'è un editoriale su quanto sia inutile l'esame di stato alla fine delle superiori; tra i tanti motivi addotti, Salvati dice anche che 'tutti sanno' che Presidente e professori esterni normalmente provengono da scuole vicine a quella in cui si svolge l'esame, e dunque da contesti socio- culturali analoghi. Ciò è falso, visto che chi insegna in una scuola x non può, di norma, essere commissario esterno nello stesso distretto scolastico. Sarebbe carino che le critiche (anche condivisibili, eh) avessero fondamento, no? E' meglio (malgrado il titolo) quest'altro editoriale, di Scurati.

Pare ci sia lo 0.48% di possibilità che tra Obama e McCain finisca pari (non 'pari', proprio pari, 269 voti elettorali a 269).

I Killers hanno cominciato a cantare in giro nuove canzoni, come questa.

Ci sono due video per Viva la vida dei Coldplay; il più bello è questo, in cui rifanno Enjoy the silence dei Depeche Mode.
17 aprile 2008
cinema
lost control, again


Anton Corbijn
è uno che ama la musica (ha diretto magistralmente quasi tutti i video dei Depeche Mode) e in Control (se parlava qui) racconta la storia di Ian Curtis e dei Joy Division

Da vedere (e da ascoltare), magari non da soli, che è un filino deprimente.
1 novembre 2007
musica
non solo vanilla ninja, pare
E’ la serata degli EMA (European Music Awards, per chi non è addentro) di MTV da Monaco, pare (motivo per cui ho deciso di seguire lo ‘spettacolo’ sull’emtivì tedesca).

Le ‘nominations’ quest’anno sono più inverosimili del solito (e non mi riferisco a ‘artista italiano’ ma a cose come ‘ultimate urban’, cioè Rihanna) e sarebbe carino se vincessero persone significative (i. e. non Avril Lavigne).

Per convincerci che si tratti di un ‘evento’, già un’ora prima dell’inizio fanno una specie di anteprima che inizia con la nuova pettinatura di Joss Stone e le sue profonde osservazioni sul cioccolato tedesco (‘I like it’) e prosegue con un filmato sulla Germania nel quale tutti parlano di ‘birra’ e c’è poi (siccome siamo da quelle parti) uno dei Rammstein che non pare entusiasta di discutere il concetto ‘Tokio Hotel’ (i quali poi si fanno piovere addosso mentre cantano Monsoon – perché il ‘monsone’ è un vento che porta pioggia, pare).

A condurre hanno chiamato il tristissimo Snoop Dogg (che qui vedevamo impegnato a racimolare qualche centinaio di dollari) che al momento parla poco e presenta i Foo Fighters (Dave Grohl pare inquietantemente uno dei Finley).

A proposito di categorie poco limpide, esiste una cosa che premierebbe il miglior ‘Inter act’ (internazionale? interattivo? interclassista?); visto che vincono i Tokio Hotel su gente come i Depeche Mode, non si deve trattare di un premio importante (va detto che ora Bill ha imparato a bofonchiare quattro parole in inglese, cosa che alla finale del Festivalbar non gli veniva).

Il primo grande momento della serata si ha quando Mika canta Grace Kelly in un’ambientazione che pare un incrocio tra Nightmare before Christmas di Tim Burton e Alice nel paese delle meraviglie.

Il miglior discorso di ringraziamento per un premio ('Artists’ choice', tipo) è quello di Amy Winehouse, che non dice assolutamente niente e poi canta (e pare quasi sobria).

Fastidioso il duetto fra uno dei Black Eyed Peas e Nicole delle Pussycat Dolls, ma almeno lei ha la dignità di vestirsi un po’ (ma poco, eh) meglio del solito.

La vittoria dei Bushido (miglior gruppo tedesco) fa sì che possa vedere solo in differita J-Ax ringraziare quelli che ‘spingono’ la sua ‘roba’, cosa che però non attenua il mio malessere a scoprire che uno così sia meglio di, chessò, Elisa.

Per finire, l’unico premio che sembra davvero rappresentare qualcosa di nuovo e non va ad Avril Lavigne: il premio ‘New sounds of Europe’ va agli estoni Bedwetters (preoccupantemente simili ai My Chemical Romance, ahimé) che chiudono la serata.

(qui gli EMA del 2004 e qui quelli del 2005 - mi sa che ho rimosso quelli del 2006)
1 settembre 2007
musica
coming up
Bloodhound Gang: Screwing you on the beach at night; mi era sfuggito che i talora volgarotti BG (tecnicamente, una boyband!) avessero fatto un nuovo singolo per l’estate 2007. Si chiama, er, ‘scoparti in spiaggia di notte’ e nel video il buon Jimmy Pop risulta un po’ più grasso del solito. Pare sia una parodia di Wicked games di Chris Isaak, comunque.

Billiam; beautiful ones: ne parlavamo, un po’ basiti, qui. Ora è arrivato il video ed è, come dire, così brutto da essere bello.

Dave Gahan; Kingdom: costa ammetterlo, ma questa cosa della ‘carriera solista’ per il cantante dei Depeche Mode non convince. Questo è comunque il primo singolo dall’album Hourglass, in uscita a ottobre

Duran Duran; Red carpet massacre; ok, l’album esce a novembre (e come dicevamo qua, c’è di mezzo Justin Timberlake). Qui un’anteprima.

T–Rex; Hot love: sono 30 anni dalla morte di Marc Bolan ed è quindi tempo di celebrazioni, come attesta la ripubblicazione della leggendaria Hot love, un #1 inglese del 1971. Gli Oasis hanno costruito un’intera carriera partendo da cose loro, tipo Get it on (presente Cigarettes & alcohol?):

25 agosto 2007
musica
human league - don't you want me (1981)
Chi sono questi: storico gruppo elettronico inglese, in giro più o meno dal 1977 (questo è il loro trentennale), con varie formazioni (gli Heaven 17 derivano da una loro costola). Al centro della ‘cosa’ c’è Philip Oakey, accompagnato da due fanciulle. Nei primi anni ’80 hanno fatto cose meravigliose (oltre a Don’t you want me, meritano un posto negli annali almeno Being boiled - la cosa più Kraftwerk non fatta dai Kraftwerk - , The Lebanon e Together in electric dreams, tecnicamente ad opera del solo Oakey con Giorgio Moroder)

La musica: decisamente elettronica, ma d’altronde questi erano dei puristi. Pare che gli Human League rimasero sconvolti quando i loro vicini di studio (i Pet Shop Boys che stavano lavorando a Behaviour) usarono una vera chitarra (Johnny Marr, per la cronaca). Pare infine che originariamente non volessero pubblicare Don’t you want me perché ‘troppo commerciale’.

Le parole: qui c’è materiale per un film o per un romanzo; in breve, Phil va da una delle ragazze e le ricorda che, senza di lui, lei non sarebbe nessuno (facevi la cameriera quando ti ho incontrato) e che deve quindi tornare con lui (non scordarti che sono stato io a portarti dove sei adesso e posso toglierti tutto!); lei però gli ribatte che i tempi sono cambiati, che sono stati bene insieme (i cinque anni che abbiamo avuto sono stati tanto divertenti) ma che ora lei se la cava da sola e che non ha bisogno di lui (adesso è ora che viva la mia vita). Ma lui non sa rassegnarsi e, pateticamente, la supplica (ma davvero non mi vuoi?). Struggente.

Cheremone’s corner: Per quanto all’epoca di questa canzone avessi solo 9 anni, mi ricordo chiaramente che ne rimasi estasiato; gli Human League prima e i Depeche Mode (via Martin L. Gore) poi mi convinsero che ogni gruppo dovesse necessariamente avere un elemento sessualmente ambiguo (in realtà era tutto prodotto di una cosa post-moderna chiamata ‘new romantic’, ma all'epoca non lo sapevo).

Pregnanza socio-culturale: senza gli Human League non sarebbero esistiti i Depeche Mode (pare che il primo disco comprato da Vince Clark sia stato Being boiled). Il che mi sembra sufficiente. Inoltre, Robbie Williams ha rifatto Louise.

La si trova qui: questa è la raccolta migliore in giro; l’album fondamentale resta Dare.

29 maggio 2007
musica
johnny cash - san quentin (1969)
Chi è questo: tecnicamente, un cantante country; in realtà, il più importante cantautore uscito dagli Stati Uniti d’America e l’unica, vera rock-star. La sua carriera ha attraversato cinquant’anni nei quali ha cantato davvero di tutto, canzoni comiche (A boy named Sue), canzoni drammatiche (Hurt), canzoni che solo lui poteva cantare (The man in black), canzoni di chiesa (We’ll meet again this side of heaven) e, come comprensibile, anche un certo numero di canzoni orrende. Il punto essenziale è che ha sempre cantato di cose vissute in prima persona, dalla droga (Cocaine blues), al carcere (Folsom prison blues) alla fede in Dio (ci sono parecchi suoi album di canzoni religiose, tra cui il recente My mother’s hymns book).

La musica: la canzone è registrata dal vivo nel 1969, quando Johnny Cash tenne un concerto nel carcere californiano di San Quentin, dove aveva cantato già altre volte. La canzone, scritta per l’occasione, è un piccolo classico: batteria di sottofondo, chitarra acustica e la voce, caldissima. Ma quello che conta è il testo e, ancora di più, la reazione dei carcerati.

Le parole: Comincia con ‘San Quentin, per me sei stata un inferno in terra’ e il pubblico subito esplode, dando via ad una semisommossa sedata a corpi di manganello. ‘San Quentin, odio ogni tuo centimetro’. ‘Signor parlamentare, lei non può capire’. ‘San Quentin, credi che sarò diverso, fuori di qui?’. ‘San Quentin, possa tu marcire e bruciare all’inferno, possano le tue mura crollare ed io sopravvivere’. ‘Possa tutto il mondo scordarsi della tua esistenza e sapere che non sei servita a niente’. Al che seguono 1 minuto e 20 secondi di sommossa, con Johnny Cash che chiede alle guardie (‘se mi vogliono ancora parlare’) un bicchier d’acqua. Quando poi, come bis alla fine del concerto, ricanta la canzone, con i carcerati che ancora rumoreggiano, uno capisce il senso di un disco dal ‘vivo’. Dentro questa canzone c’è la vita, in tutta la sua crudezza.

Cheremone’s corner: Come tutta la mia generazione, ho conosciuto Johnny Cash via Rick Rubin, il produttore che, negli anni ’90, lo ha fatto risorgere commercialmente e criticamente con la serie di album American recordings. Dalle cover di Personal Jesus dei Depeche Mode e Hurt dei Nine Inch Nails al suo catalogo, il passo è stato breve. The man in black non è una canzone, è un manifesto di vita e Johnny Cash è un profeta. E la risposta dei carcerati a San Quentin mi mette i brividi ogni volta.

Pregnanza socio-culturale: Non credo servisse un film (Walk the line) per rendergli giustizia. Qualsiasi discorso sugli Stati Uniti deve necessariamente parlare di Johnny Cash, sennò sono vuote parole, à laZucconi. Più amenamente, è sua la voce del coyote che guida Homer in una puntata dei Simpsons.

La si trova qui: in svariate antologie, ma vale la pena procurarsi l’intero album Live at San Quentin, meglio se con annesso dvd.

27 maggio 2007
musica
coming up
    Non molte cose interessanti, c’è comunque un nuovo singolo degli Scissor Sisters (Kiss you off), mentre ha una distribuzione più ampia l’album degli Infernal (From Paris to Berlin), meritevole di attenzione per lo meno per la presenza di Self control (la canzone di Raf) e per il fatto che I won’t be crying campiona pesantemente Strangelove dei Depeche Mode.
    Esce poi il disco del musical basato sulle canzoni dei Boney M, di cui parlavamo qui, ed è ufficiale che il nuovo singolo di Justin Timberlake sarà Summer love.
    Qua sotto, così, senza una ragione, ci sono dei vecchietti inglesi che cantano My generation degli Who
4 maggio 2007
musica
depeche mode - personal jesus (1989)
Chi sono questi: Tre ‘fanciulli’ inglesi (all’inizio quattro, poi tre, poi di nuovo quattro, da qualche anno tre – è complicato, ma non è colpa mia): nel nucleo originario c’era Vince Clark (che poi è andato a scoprire Alison Moyet e con Andy Bell ha fatto gli Erasure) ma se n’è andato subito (1981). Gli altri sono Alan Wilder (fuori dal 1995), Andrew Fletcher, Martin L. Gore (l’autore del 99.9% delle canzoni) e Dave Gahan. All’inizio erano allegrotti e poppettari, nel 1986 si sono fatti cupi (l’album Black celebration) e da allora lo sono rimasti, conquistando nel frattempo il mondo (gli album più venduti restano Violator del 1990 e Songs of faith and devotion del 1993). Hanno avuto anche ‘qualche’ problema di droga e di morte clinica per due minuti (a Los Angeles, nel ‘96). It’s no good del 1997 è un capolavoro. L’ultimo album (Playing the angel) è del 2005, ed è un po’ meglio del precedente Exciter. Qui il loro sito. Vederli dal vivo resta un’esperienza mesmerizzante.

La musica: A denti stretti, bisogna ammettere che la ‘chitarra’ non stona. Notevole la batteria.

Le parole: Ci si potrebbe scrivere una tesi di laurea. Diciamo che parla dei telepredicatori americani, quelli che se alzi la cornetta e li chiami ti promettono la felicità. E quindi in realtà potrebbe parlare di uno spacciatore che contatti per telefono. Intrigante.

Cheremone’s corner: Singolo comprato appena uscito in quella che poi sarebbe diventata una libreria Mondadori a piazza Cola di Rienzo (nel 1989, quando il concetto di ‘cd singolo’ lasciava perplessi molti negozianti), concerti al Palaeur (1990 e 1993), il fatto che Songs of faith and devotion sia uscito esattamente quando ne avevo bisogno. Violator resta nella mia top 3 degli album perfetti. I DM non sono un gruppo, sono una religione.

Pregnanza socio-culturale: Notevole. Non solo Personal Jesus ha portato i DM alla conquista del mondo, ma negli ultimi anni è stata ripresa dal compianto Johnny Cash ed è alla base di Beware of the dog di Jamelia. Purtroppo è stata rifatta anche dai Marylin Manson. I Depeche Mode piacciano anche ad alcuni 15enni della mia classe, senza che io gliene abbia mai parlato: l’altro giorno una fanciulla scriveva su un foglio all I ever wanted / all I ever needed is here / in my arms (da Enjoy the silence)

La si trova qui: in svariate antologie (tra cui il recente Best Of – Volume 1) e nell’album da cui è tratta (Violator)



12 novembre 2006
musica
depeche mode!

Direi che continua la serie di dischi un po' inutili, come la nuova raccolta dei Depeche ModeThe best of - vol. 1 - inutile solo perché ci sono già in giro le più complete raccolte Singles 81>85Singles 86>98 e Remixes 81>04, non perché le 18 tracce non siano i n d i s p e n s a b i l i. Eccole qua:


Personal Jesus: il primo singolo (1989) da Violator passerà alla storia perché è, gasp!, una canzone che potremmo anche definire rock. Non male, iniziare una raccolta con una canzone che parla di telepredicatori evangelici e/o di spacciatori. L'ha rifatta qualche anno dopo anche Johnny Cash, uno che ne capiva molto sia di Gesù sia di droga.


Just can't get enough: è il loro terzo singolo e il primo grande successo (1981!), scritto da Vince Clarke, che poi se ne sarebbe andato per fare cose con Alison Moyet prima (gli Yazoo) e Andy Bell poi (gli Erasure). Un Classico Degli Anni Ottanta.


Everything counts: oltre alla curiosa rima career /Korea, è probabilmente la cosa più marxista che i DM abbiano mai scritto. Il ritornello di solito va avanti per ore, come nel live 101.


Enjoy the silence: la migliore canzone mai scritta da essere umano; fortunatamente, qui è nella versione originale, non nel remix fatto da uno dei Linkin Park (quello che non sa rappare)


Shake the disease: se uno dovesse indicare il precisio istante in cui i DM hanno smesso di assomigliare ad altri contemporanei e sono diventati i DM, è questo.


See you: canzoncina molto poppy, dal secondo album (A broken frame, 1982). Visto come la cantano, uno ha il sospetto che non sia una banalotta canzone d'amore


It's no good: secondo estratto da Ultra (1997), dimostra che anche rimasti in tre (se n'era andato Alan Wilder) i DM sono sempre i DM. Secondo me è un capolavoro.


Strangelove: primo singolo da Music for the masses (1987), ha conquistato l'America, malgrado il video fosse mooolto europeo (Bauhaus, tanto per usare paroloni). Da questo punto in poi, i DM sarebbero stati inarrestabili.


Suffer well: non male; al momento è l'unico singolo scritto dal cantante (Dave Gahan) e temo che sia qui dentro più che altro per dargli qualche diritto d'autore. Notevole il video, con Martin L. Gore in abito da sposa.


Dream on: primo singolo da Exciter (2001). Sì, tecnicamente è una canzone acustica.


People are people: questa me la ricordo da piccolo, avevo 12 anni e c'era qualcosa che m'intrigava in questa canzone. Da allora, li ho seguiti con devozione.


Martyr: l'unico inedito, inciso l'altr'anno ma non compreso nell'ultimo album (Playing the angel). Ennesima canzone a sfondo religioso (da citare per lo meno Condemnation e tutto l'album del 1993, Songs of faith and devotion). Migliora di ascolto in ascolto.

Walking in my shoes: canzone deprimentissima.


I feel you: cioè i DM diventano metallari.


Precious: bellissima.


Master and servant: si può fare una canzone che parla della Thatcher e del sadomasochismo? Sì.


New life: cosa vecchiotta, praticamente il loro secondo singolo. Inclusione un po' filologica, direi.


Never let me down again: e vabbé, questo per me è sparare sulla croce rossa. LA canzone.


Malgrado la raccolta sia anche disponibile in una edizione speciale con annesso dvd (23 video, un documentario con commenti sulle canzoni), secondo uno dovrebbe comprarsi l'intera discografia e farla finita...

6 aprile 2006
soundtracking america

Sto preparando una playlist dell'iPod per il viaggio in America... 


Al momento dentro ci sono Conquering America dei Bodies Without Organs (il titolo spiega tutto), Route 66 dei Depeche Mode (la strada del titolo non passa per Atlanta ma fa molto U. S. A.), Home and dry dei Pet Shop Boys (perché parla di transatlantic miles), Amerika dei Rammstein (perché we're all leaving in America), Penn Station Suicide dei Trances Arc (perché loro sono di Atlanta e perché la stazione è citata nel Giovane Holden), tutta la colonna sonora di Transamerica (per via di Dolly Parton), American idiot dei Green Day, American pie di Don McLean, American life di Madonna (anche perché l'avevo comprato proprio ad Atlanta, tre anni fa), Strange fruit di Billie Holiday (grande protest song) e China girl di David Bowie...

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