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22 novembre 2008
musica
the innocence of sleeping children


Il 2008 è stato un anno interessante per i Joy Division: è uscita un'antologia più o meno definitiva (ne parlavamo qui), c'è stato il film sulla vita di Ian Curtis (il notevole Control) e ora ho visto anche questo documentario che racconta la loro storia con interviste (ai membri sopravvissuti, al geniale Tony Wilson e ad altri) e filmati d'epoca e che, per la prima volta, dà voce alla veramente affascinante Annik Honoré, l'ultima donna amata da Ian (manca invece un'intervista con la sua vedova, Deborah - la sua storia, comunque, è in un libro). Tosto, e doveroso.
17 aprile 2008
cinema
lost control, again


Anton Corbijn
è uno che ama la musica (ha diretto magistralmente quasi tutti i video dei Depeche Mode) e in Control (se parlava qui) racconta la storia di Ian Curtis e dei Joy Division

Da vedere (e da ascoltare), magari non da soli, che è un filino deprimente.
13 ottobre 2007
musica
coming up
Mark Ronson feat. Amy Winehouse; Valerie: io pensavo fosse la canzone di Stevie Windwood a suo tempo campionata da Eric Prydz per Call on me, invece pare sia una cosa degli Zutons. Non male, comunque.

Mika; Happy ending: ennesimo singolo da Life in cartoon motion. Questa è quella che alla fine pare un ‘gospel’.

Craig David; Hot stuff: Grandioso ritorno, anche se la genialità della cosa è interamente legata al pesante campionamento di Let’s dance di David Bowie, va detto.

Subsonica; La Glaciazione: salutare ritorno all’elettronica dopo il non convincentissimo Terrestre. Il miglior gruppo italiano della storia, ovviamente.

Alison Moyet; The turn: è dai tempi degli Yazoo che io adoro la sua voce. Ogni tanto fa un nuovo disco, come questo. Qua c’è il nuovo singolo, One more time.
 
Paul Anka; Classic songs my way: nuovo album in cui Paul Anka riprende a modo suo (‘my way’) classici moderni (Mr. Brightside dei Killers! Ordinary world dei Duran Duran!) e meno moderni (My way, che d’altronde ha scritto lui, in duetto con – tenetevi forte – Bon Jovi).

AA. VV. ; Control – music from the motion picture: lo so che sembra che non parli d’altro (qui, qui e qui) ma mi è appena arrivata la colonna sonora del film Anton Corbijn su Ian Curtis. Il disco, notevole mais ça va sans dir, comprende tre strumentali dei New Order e qualche classico d’epoca (Iggy Pop, Roxy Music, Sex Pistols, Bowie, Kraftwerk, Velvet Underground), ma la cosa che spicca di più sono i Killers che rifanno Shadowplay dei Joy Division.

Carter USM; You fat bastard - the anthology: i Carter (USM starebbe per ‘unstoppable sex machine’, mi pare di ricordare) erano un duo inglese di un certo successo negli anni ’90, presto caduti nel dimenticatoio. Bisogna però dire che alcune cose, come The only living boy in New Cross ( che iniza con un grandioso ‘hello, good evening, welcome to nothing much’, qua sotto), sono dei classici.
6 ottobre 2007
musica
joy division - love will tear us apart (1980)
Chi sono questi: un quartetto inglese originario di Manchester. La loro brevissima carriera era incentrata intorno all'Haçienda e alla Factory, la casa discografica fondata da Tony Wilson. Il loro primo album fu Unknown pleasures (1979), l’ultimo Closer (1980). La storia finì presto, con il tragico suicidio del cantante Ian Curtis. Gli altri tre decisero di andare avanti e nacquero i New Order. Hanno scritto canzoni memorabili, come She’s lost control (che parla di epilessia, condizione di cui soffriva lo stesso Ian) o Atmosphere, oltre a questa Love will tear us apart.

La musica: è in assoluto la loro canzone più commerciale e diretta, perfetta sintesi di chitarra e tastiera e un ritornello di otto note semplicemente perfetto.

Le parole: mi sono sempre chiesto se il titolo voglia dire qualcosa come ‘l’amore ci separerà’ (cioè ci lasceremo) o ‘l’amore ci farà a pezzi’ (nel senso che ognuno di noi sarà distrutto dall’amore), comunque quello che conta è che non sia esattamente una canzone ‘allegra’. Dentro c’è tutta l’angoscia delle cose che finiscono, e una delle strofe più belle mai scritte: ‘c’è uno strano sapore nella mia bocca / ora che la disperazione prende il sopravvento’. Come una scure per il mare gelato dentro di noi, direi, citando Kafka.

Cheremone’s corner: Ho scoperto i New Order nel 1987 e da lì sono andato indietro, fino ad arrivare a Unkwon pleasures. Da quel momento, le canzoni dei JD sono la colonna sonora dei momenti cupi o di quelli in cui piace ricordare i momenti cupi. Quando muore qualcuno a cui voglio bene, metto Atmosphere e piango.

Pregnanza socio-culturale: per quanto tecnicamente i JD non abbiano mai venduto milioni di dischi, la loro influenza su tutto quanto è venuto dopo è semplicemente incommensurabile. Ora c’è anche un film sulla vita di Ian Curtis (e Love will tear us apart è l’epigrafe sulla sua tomba).

La si trova qui: nelle antologie Substance e Permanent.
24 settembre 2007
letteratura
my life is no holiday


E’ banale dire che, dovendo scegliere di quale membro dei Joy Division/New Order scrivere una biografia, uno opti per Ian Curtis.

Ma siccome esiste già il libro Touching from a distance (scritto dalla sua vedova, Deborah) e ora anche il film (Control), David Nolan ha scritto questo Bernard Sumner – Confusion, che è comunque scorrevole e interessante.

Tra le cose che non sapevo, ho scoperto che, prima che i New Order usassero Just like heaven dei Cure come base per All the way, i Cure avevano ripreso In-between days da Dreams never end, il brano che apriva il primo album dei New Order (Movement, del 1981).

E inoltre pare che i rapporti tra i membri dei New Order siano oggi così incantevoli che il batterista Stephen Morris colleziona carriarmati (!) e ne ha uno puntato sulla casa di Bernard.

Amichevole.
22 settembre 2007
musica
coming up
Holly Dolly; Dolly song: non ho capito bene di che si tratti, credo sia un mulo che canta una specie di polka. Peggio di Crazy Frog, ed inoltre è una produzione italiana.

The Sheilas; (I'm so) happy happy (you're mine): ommioddio, è di nuovo il 1988 ed è tornato il marchio SAW (i creatori della prima Kylie Minogue), ora con queste tre fanciulle (qui il sito) e una cosa che sembra un singolo delle Bananarama dei tempi d’oro. Puro genio. Qua sotto il video (attendo con impazienza una versione fatta da qualche drag queen; intanto qui cantano – con una certa difficoltà - It’s raining men)



Joy Division; Love will tear us apart: in attesa del film sulla vita di Ian Curtis (si chiama Control ed esce a ottobre), ripubblicano quella che Kurt Cobain definiva la più bella canzone mai scritta. Giustamente.

BWO; Fabricator: nuovo album per i Bodies Without Organs (di cui sono, ricordo sempre, il primo fan italiano). Tranne forse Happiness (che tecnicamente è reggae svedese), è un capolavoro, anche per via della copertina un po’ barocca.



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