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28 dicembre 2009
musica
cheremone's 2009 top 40 - 2

(qui le posizioni 40-31)

30/ Florence And The Machine; You got the love: la canzone, di Carole King, è da sempre un classico e Florence è una delle rivelazioni dell'anno:

29 / Depeche Mode; Peace: Wrong non mi aveva convinto molto, ma questo secondo singolo da Sounds of the universe ha ristabilito la mia fede nei DM (e il concerto all'Olimpico pure!)

28 / Emiliana Torrini; Jungle drum: i più pensano che l'unica cantante islandese sia Bjork e invece c'è anche questa fanciulla di mamma islandese e di papà italiano. Questa Jungle drum ha avuto un inverosimile successo in Germania e lo meriterebbe anche altrove:


27 / Daniel Merriweather; Red: non per fare quello che 've l'avevo detto', ma qui si diceva di tenerlo d'occhio. Red è stata la sua canzone:

26 / Calvin Harris; I'm not alone: qui il video e qui il ricordo di Popjustice.

25 / Mika; We are golden: il ritorno del fanciullo non è stato poi così trionfale, forse perché l'idea di vederlo in mutande che salta nella sua stanza non è parsa così attraente come avrà pensato il regista del video. La canzone resta carina e sì, pare Belinda Carlisle.

24 / Cheryl Cole; Fight for this love: proprio quando avevo finalmente cominciato ad apprezzare le Girls Aloud, ecco che si prendono un anno di pausa e Cheryl fa un disco da sola. Che merita.

(continua)

2 ottobre 2007
musica
compilazione


Siccome sono quarant’anni dalla prima trasmissione di Radio 1 della BBC, oggi mi è arrivata una compilation nella quale 40 artisti ‘di oggi’ rifanno 40 canzoni ‘di ieri’, esattamente una per anno (con qualche forzatura: ad esempio, Crazy for you di Madonna non è del 1991 ma fu solo ripubblicata in quell’anno e spero che la versione più familiare di Father and son di Cat Stevens non sia quella del 2005 con Ronan Keating). Tralasciando la ripresa di You’re sexy thing da parte degli Stereophonics (che non è venuta molto bene), ci sono un sacco di cose interessanti:

Mutya Buena rifà elegantemente Fast car di Tracy Chapman

I Groove Armada si dedicano a Crazy for you di Madonna e la cosa viene un po’, come dire, diversa


T
oxic di Britney Spears rifatta dagli Hard-Fi è a metà strada tra una parodia e un classico del III millennio


Fa piacere vedere che i Franz Ferdinand sono vivi e vegeti e rifanno Sound and vision di David Bowie


Calvin Harris che rifà Stillness in time di Jamiroquai pare Jamiroquai che rifà Acceptable in the ‘80s di Calvin Harris


Can’t stand losing you dei Police rifatta da Mika con Armand Van Helden a me pare insulsa, ma non perché ritenga ‘sacrilego’ rifare i Police, anzi


Lullaby dei Cure nelle mani degli Editors diventa ancora più epica e più nera, ed è una delle cose migliori qua dentro


Le Girls Aloud ripropongono fedelmente Teenage dirtbag dei Wheatus ma l’immagine di loro che ascoltano gli Iron Maiden (come il protagonista della canzone) non regge


Non so chi ha avuto l’idea, ma io non avrei lasciato che i Keane scegliessero Under pressure dei Queen...


Love is the drug dei Roxy Music era, ovviamente, un capolavoro anche prima ma ora che l’ha ripresa Kylie Minogue sono senza parole


Stranamente, la versione di Like I love you di Justin Timberlake da parte dei Maximo Park (che si pronuncia maxìmo, pare), non è male


Robbie Williams emerge dal letargo per Lola dei Kinks ed è sempre Robbie Williams


I Gossip hanno scelto Careless whisper di George Michael. Spettacolare


Gli Enemy optano per Father and son e ci riescono


La vecchia Betcha golly, wow degli Stylistics in mano alle Sugababes sorge a nuova vita


I più saranno curiosi cosa The Street sia riuscito a tirare fuori da Your song di Elton John. Beh, è praticamente uguale all’originale, tranne l’accento, e solo alla fine cambia un po'

18 agosto 2007
musica
coming up
Calvin Harris; Merrymaking at my place: qua dietro c’è una specie di ‘polemica’ che non ho capito molto. L’unica cosa certa è che la ‘polemica’ non è legata al fatto che Calvin a suo tempo remixò il singolo del ritorno delle All Saints.

The Gossip; Jealous girls: terzo singolo di Beth Ditto & Co. Qui c’è il video.

Hard-Fi; Suburban knights: già il titolo è incantevole. Il loro primo #1?

Linkin Park; Bleed it out: secondo singolo da Minutes to midnight; il rap di Mike Shinoda è più imbarazzante del solito.

Bedouin Soundclash; Street gospels: qui si parlava del singolo, ora arriva l’album.

Radu; Alone: con colpevole ritardo, ho scoperto che un altro (sito!) degli O-Zone ha fatto un disco solista; qui c’è il video di Whap-pa  ma al momento mi intriga molto Ya proshu, preoccupantemente ‘techno’. Da notare che la tracklisting dell’album su iTunes è sbagliata e che manca il suo capolavoro, Doi straini.

Eamon; Love & pain: i più lo ricorderanno per la fastidiosa Fuck it, per la terribile versione della stessa in italiano con uno degli Articolo 31 (‘J Ax’, pare si chiami) e per la ridicola cosa della controcanzone da parte della sua ‘ex’. Questo suo album è uscito, nell’indifferenza generale, a fine 2006 ma ora si cerca di rilanciarlo e pare che l’Italia sia, ahinoi, uno dei suoi mercati di riferimento, visto l’impegno della casa discografica che parla di ‘testi più meditati che sorprenderanno coloro che gli davano contro’.
2 giugno 2007
musica
coming up
Calvin Harris; The girls: fanciullo interessante, che si è fatto notare con Acceptable in the ‘80’s. Ora torna con un nuovo singolo, che pare un po’ monotematico. Qui una sua intervista

Shaggy; Church heathen: lo so che nel mondo ci sono un sacco di cose che non vanno, ma mi permetto di aggiungere al cahier de doléances il fatto che, 12 anni dopo Boombastic, Shaggy abbia ancora una ‘carriera’. Qui il nuovo video

The Clash; The singles: sono ormai cinque anni dalla morte di Joe Strummer e tipo trent’anni da London Calling. Ricordiamoli così.

Marc Almond: Stardom road: è tornato, e sta bene, dopo il brutto incidente automobilistico di qualche anno fa. In questo nuovo disco ripercorre le sue origini musicali (Strangers in the night!), con l’aiuto di Antony Hegarty e con una meravigliosa cover di I close my eyes and count to ten di Dusty Springfield, con la voce di Sarah Cracknell dei St. Etienne.

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