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25 luglio 2010
letteratura
lax

Visto che Imperial bedrooms è il seguito di Meno di zero, mi è parso doveroso riprendere in mano il primo romanzo di Bret Easton Ellis e di leggerlo in inglese, cosa che mi mancava (e qui Kindle si è rilevato utilissimo).

Resta lo stesso senso di vuoto di vent'anni fa. Spettacolare.
23 giugno 2010
vita scolastica
siamo tutti italianisti

Io avevo il secondo turno di assistenza, quindi sono arrivato a scuola verso le 11:15 e ho poi passato la maggior parte del tempo a capire come funziona l'utilissimo software del ministero per la verbalizzazione degli esami (si chiama, non so perché, 'conchiglia'), per cui stamattina non ho potuto guardare con moltissima attenzione le tracce dello scritto d'Italiano. Ma ora si rimedia (le tracce stanno qua – dove si scopre con sorpresa che 'lingua ladina' e 'lingua tedesca' hanno la stessa prova, in tedesco):

L'analisi del testo proponeva un Primo Levi 'minore', impegnato in una riflessione sul senso della lettura; il brano è bellino, ma temo che i ggiovani non abbiano necessariamente colto il riferimento a Borges (“non nel senso borgesiano di autoantologia”) e alla Bibbia (si cita Deuteronomio 6 7: “stando in casa, andando per via, coricandosi e alzandosi”, con conseguente analogia tra lettura e Torah); la domanda di approfondimento (“Proponi una tua interpretazione complessiva del brano e approfondiscila con opportuni collegamenti al libro da cui il brano è tratto o ad altri testi di Primo Levi. In alternativa, prendendo spunto dal testo proposto, proponi una tua «antologia personale» indicando le letture fatte che consideri fondamentali per la tua formazione”) era a rischio, perché di Primo Levi solitamente si conosce solo Se questo è un uomo, che poco si presta all'argomento 'lettura' – a meno che lo studente non abbia davvero letto tutto il libro e ricordi la magistrale pagina in cui Levi cerca di ricostruire a memoria il canto XXVI dell'Inferno di Dante (“fatti non foste per viver come bruti / ma per seguire virtute e canoscenza”, frasi che in un lager risultavano davvero aliene) – per evitare forzati e sgradevoli collegamenti, i più avranno optato sull'intrigante idea di una “antologia personale” - io avrei messo Il giovane Holden di Salinger e American psycho di Bret Easton Ellis e sarei stato verosimilmente bocciato.

Il primo saggio breve aveva come tema “Piacere e piaceri”, non mi è parso molto stimolante ma si reggeva in piedi – un po' scandalosa l'assenza di Epicuro dal dossier. Grazie a dio, c'era Leopardi.

Il secondo saggio breve, “La ricerca della felicità” era bellissimo, ma prevedo catastrofi: l'ambito del saggio era sotto la voce “socio-economico” e, come faceva intendere il riferimento alla Costituzione italiana e l'articolo de La stampa, il tema doveva essere impostato sui meccanismi economici dietro il concetto di felicità e sul legame tra benessere economico, libertà sociale e felicità – secondo me, i ggiovani non se ne saranno accorti, ma forse neanche le commissioni...

Il terzo saggio breve è invece quello che ho trovato assolutamente più discutibile, nella scelta, nella contestualizzazione e nell'impostazione; il titolo era un pretenzioso “Il ruolo dei giovani nella storia e nella politica”, seguito da un giornalistico “parlano i leader” che si poteva anche evitare. Quattro i testi proposti: discorsi di Mussolini, Togliatti, Moro e un passo della Centesimus annus di Giovanni Paolo II (testi compresi tra il 1925 ed il 1991, un po' poco per il ruolo dei giovani nella Storia). La scelta di un discorso di Mussolini, presentato come leader alla pari di due padri costituenti come Moro e Togliatti potrebbe anche sembrare offensiva, se poi a questo si aggiunge la totale de-contestualizzazione del discorso stesso, le cose si fanno gravi, se non scorrette. Il testo mussoliniano recita: «Ma poi, o signori, quali farfalle andiamo a cercare sotto l’arco di Tito? Ebbene, dichiaro qui, al cospetto di questa Assemblea e al cospetto di tutto il popolo italiano, che io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto. (Vivissimi e reiterati applausi — Molte voci: Tutti con voi! Tutti con voi!) Se le frasi più o meno storpiate bastano per impiccare un uomo, fuori il palo e fuori la corda; se il fascismo non è stato che olio di ricino e manganello, e non invece una passione superba della migliore gioventù italiana, a me la colpa! (Applausi). Se il fascismo è stato un’associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere! (Vivissimi e prolungati applausi — Molte voci: Tutti con voi!)». Quello che mi ha turbato in modo particolare è il 'tutto quanto è avvenuto' di cui Mussolini si definisce, orgogliosamente, responsabile politicamente. Il discorso è del 3 gennaio 1925 (e questo è precisato agli studenti), il 'tutto quanto è accaduto' è, cosa che gli studenti potrebbero sapere di loro ma che non viene specificato, è l'omicidio di Giacomo Matteotti, cioè il preciso momento storico in cui il Fascismo passa da “passione superba della migliore gioventù italiana” (e molto è stato scritto sul sostanziale tradimento del giovanilismo fascista da parte del fascismo fattosi sistema) a Dittatura. Su come poi questo c'entri con i giovani e la politica, non saprei. Oltre a questo, una sorta di catechismo comunista di Togliatti che fa quasi tenerezza per la sua ingenuità, un discorso di Moro non sempre chiarissimo ma bellino e il testo di GP2, tratto da un'enciclica che nulla c'entra coi giovani (la Centesimus annus è un discorso di dottrina sociale, scritto in ricordo della Rerum novarum di Leone XIII, il testo in cui la Chiesa condannava tanto il liberismo sfrenato quanto il comunismo materialista). Se si voleva dimostrare che gli Italiani sono catto-fascio-comunisti e votano la DC, la scelta è stata azzeccata. Qualunque altra cosa si volesse dimostrare, no.

Mi sono sfogato sul terzo saggio breve, ma il quarto merita il suo spazio, e che passerà alla storia come 'il tema sugli UFO'. Mi limito a dire, oltre che Star Trek si scrive come l'ho scritto io, che un'affermazione come “logica e metodo scientifico non sembrano efficaci nello studio degli UFO per i quali qualsiasi spiegazione è insoddisfacente e/o troppo azzardata” butta nel cesso quattro secoli di pensiero razionale e mi fa, letteralmente, paura. Rimando a una persona ragionevole, che tra l'altro ha notato pure lui la svista ortografica.

Il tema storico era decisamente bello, ma impossibile (dubito che uno studente arrivi a studiare il Trattato di Osimo del 1975) ed eccessivamente specialistico. Pare infatti che sia stato scelto da qualcosa come lo 0,6% degli studenti. Peccato, perché meritava.

Il tema di ordine generale muoveva da una superflua citazione aristotelica (tra l'altro non è chiaro da dove derivasse, ed il collegamento esplicito tra musica e catarsi non mi pare mai così esplicito nei testi, ma potrei sbagliare) per chiedere agli studenti di riflettere su “funzioni, scopi e usi della musica nella società contemporanea”, anche con “personali esperienze di pratica e/o di ascolto musicale”. Tema alla portata di tutti, ad enorme rischio di banalità ma forse anche capace di offrire qualcosa di valido.

Ora greco...

17 giugno 2010
letteratura
centone ellisiano

Meno di zero: capolavoro

Le regole dell'attrazione: capolavoro

American psycho: capolavoro assoluto

Acqua dal sole: capolavoro

Glamorama: capolavoro

Lunar park: uhm... una specie di sub-Stephen King che poteva anche evitare di scrivere

Detto questo, ho finito Imperial bedrooms di Bret Easton Ellis. Essenzialmente è il seguito di Meno di zero, e si ritrovano Blaire, Clay, Julian e gli altri. E come al solito quest'uomo scrivo come dio. Qui c'è molto di Glamorama e un pizzico di American psycho. E non ditemi che sta riscrivendo sempre lo stesso libro, perché è un libro talmente importante che va riscritto ogni volta. Capolavoro. Assoluto.

15 giugno 2010
letteratura
so many people died last year
Mi è arrivato, via Kindle sull'iPad, Imperial bedrooms di Bret Easton Ellis. Ora leggo.
17 marzo 2010
vita scolastica
il mare ispira ai borghesi pensieri profondi

Non so da voi, ma quando andavo a scuola io, circa 100 giorni prima dell'esame di maturità si faceva una sega collettiva di tre giorni e si andava da qualche parte (noi ad Arcinazzo, mi pare – il mio III dell'anno scorso andò in Spagna), motivo per il quale, verso febbraio e marzo, i corridoi delle scuole (e a Roma anche via del Corso) si riempiono di 18-19enni che vanno in giro brandendo una scatola di scarpe a chiedere soldi per 'i 100 giorni del III B'.

Ho sempre pensato fosse una tradizione nazionale ma in provincia le cose sono diverse, e nella scuola di quest'anno 'i 100 giorni' sono quella giornata in cui, dopo sega collettiva (questa rimane) i ggiovani, vestiti elegantissimi, vanno a pranzo fuori coi professori (sì, sembrava mostruso anche a me).

Così stamattina, sbollita la mia furia per non aver potuto leggere la seconda parte dell'agone tra Bdelicleone e Filocleone e dopo aver organizzato in I un Trivial Pursuit di greco (siamo in cogestione!) con domande del tipo 'quale epiteto omerico indica che Atena fosse chiaramente una divinità preindoeuropea?' (domande inventate dai miei alunni, eh), siamo andati a pranzo, professori e alunni.

Il ristorante era a Santa Severa, proprio sulla spiaggia. Guardando le onde, con a sinistra il vecchio castello e davanti un mare che sembra sterminato, mi è venuta in mente una pagina di Glamorama di Bret Easton Ellis, che non c'entra niente col mare ma che dice tanto sul mio III e su quello che c'è al di là del mare:

I'm drinking a glass of water in the empty hotel bar at the Principe di Savoia and staring at the mural behind the bar and in the mural there is a giant mountain, a vast field spread out below it where villagers are celebrating in a field of long grass that blankets the mountain dotted with tall white flowers, and in the sky above the mountain it's morning and the sun is spreading itself across the mural's frame, burning over the small cliffs and the low-hanging clouds that encircle the mountain's peak, and a bridge strung across a pass through the mountain will take you to any point beyond that you need to arrive at, because behind that mountain is a highway and along that highway are billboards with answers on them -- who, what, where, when, why -- and I'm falling forward but also moving up toward the mountain, my shadow looming against its jagged peaks, and I'm surging forward, ascending, sailing through dark clouds, rising up, a fiery wind propelling me, and soon it's night and stars hang in the sky above the mountain, revolving as they burn. The stars are real. The future is that mountain.


PS

sta per arrivare Cheremone in Sicilia 2...
3 maggio 2009
letteratura
La musica dal vivo è una roba da squatter


Già il fatto che il titolo sia lo stesso di una canzone di Irene Grandi poteva essere indicativo del fatto che stavolta Culicchia è proprio uscito di senno. Brucia la città è, come notano altri, una italianizzazione di Bret Easton Ellis, cioè esattamente quello che scrivevo io a vent'anni, prima di capire che non ero la risposta italiana a Bret Easton Ellis.

Altri indizi dell'insulsaggine della cosa sono il fatto che, in un romanzo del 2009, Johnson Righeira sia definito uno della 'Torino che conta', e che l'io narrante trascorra due terzi di libro alla ricerca di un raro 12” techno  e solo a p. 276 provi con internet.

Considerato che pure il libro prima era discutibile, mi sto cominciando a preoccupare che il miglior scrittore italiano di questa generazione si stia perdendo per strada e solo a tratti, nel marasma di un nichilismo che sa di già detto, si ritrovi l'autore che conoscevo.
19 agosto 2008
cinema
not an exit


American psycho di Bret Easton Ellis è, semplicemente, il romanzo più importante mai scritto e il protagonista (e io-narrante), Patrick Bateman, è il personaggio più importante della letteratura contemporanea, perfetto esempio della 'civiltà occidentale'.

Detto questo, ho rivisto il film, che segue fedelmente il libro, sovrapponendo alcuni episodi (la recensione dei Genesis che introduce un menage a trois un filino violento) ed enfatizzandone altri (le due scene dei biglietti da visita sono incantevoli).

A rendere il tutto ancora più interessante è il fatto che a un certo punto Jared Leto dei 30 Seconds To Mars sia preso ad accettate.
3 maggio 2007
vita scolastica
de scriptoribus
    Come si diceva qui, oggi ho dovuto portare i ggiovani al Teatro Argentina, all'incontro con il mio mito Giuseppe Culicchia.
    Da buon
stalker, ci ho anche scambiato qualche chiacchera prima, abbiamo brevemente parlato de Il paese delle meraviglie e del suo rapporto con Tondelli. Poi purtroppo è cominciato l'incontro, i miei ggiovani erano beatamente indifferenti ed ho capito che la cosa non sarebbe andata da nessuna parte quando una delle prime domande del pubblico è stata "che messaggio avete voi scrittori per noi ggiovani?", dove non so dire se mi hanno fatto più male dentro le parole 'messaggio', 'voi scrittori' o 'noi ggiovani' (quest'ultime, se proprio devo scegliere).    
    Per il resto,  Culicchia ha parlato dei  libri che lo hanno formato, tipo Fiesta di Hemingway o Meno di zero di Bret Easton Ellis e di come funziona il 'mestiere' di scrittore.
    Purtroppo nessuno si è messo a parlare male di Moccia e la cosa è finita lì. Poteva andare mooolto peggio...

<-nuovo libro di Culicchia!


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