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14 maggio 2011
musica
eurovision 2011 - 3
20:58 Notando che qui si dà per favorita la Francia (e quella cosa in corso che pare un dialetto italiano), dopo le due semifinali (1 e 2) ci si prepara alla serata finale, tifando Svezia e un po' Inghilterra.

21:00 Uhm. La cosa su Rai Due pare gestita da Raffaella Carrà (che va ringraziata, perché ha sono anni che fa mobbing per far tornare in gara l'Italia) e Bob Sinclar ed i due discutono in francese - o, meglio, la Carrà lo parla bene ma davvero non capisce quello che risponde lui. Se continua così, torno sulla tv romena.

21:15 La Finlandia continua a non convincermi e a precipitare nel palloso.

21:17 La Carrà ha appena detto che il cantante della Bosnia-Erzegovina ha scritto l'inno nazionale del paese - in realtà lo è stato fino al 1998, poi l'hanno cambiato perché troppo bosniaco e poco erzegovino. Adoro i balcani.

21:23 C'è un certo entusiasmo per la Danimarca. Secondo me ingiustificato.

21:30 La Carrà sbaglia la traduzione del titolo della canzone dell'Ungheria, What about my dreams. La canzone potrebbe piacere a Bob Sinclar.

21:35 Nulla potrà riscattare i Jedward da cose come questa.

21:41 Mentre canta l'Estonia (anche questa potrebbe vincere, eh), ci si riprende dall'esibizione della Svezia. Eric Saade (di padre libanese e madre svedese, dice la Carrà) è sempre impeccabile ed io ho pure scoperto perché non ha rotto tutti e tre i vetri ma uno solo: pare che non ci fosse abbastanza tempo per preparare il palco per l'esibizione successiva. Il fatto che non abbia 'emozionato' Bob Sinclar depone a suo favore.

21:57 La Francia ha, come dicevamo, scelto una canzone in corso (Sognu) ed optato per una pettinatura selvaggia forse evitabile. Siamo dalle parti di Bocelli, con un po' più di pathos. La scelta del dialetto è nobile, comunque.

22:01 Nessuno ricorda che l'ultima partecipazione italiana (4° posto, eh) fu con i Jalisse. L'Italia ha vinto due volte, con la Cinquetti di Non ho l'età e Toto Cutugno (Insieme 1992, una cosa sulla Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio, tipo) e non credo vincerà col giovane sanremese che fa jazz, anche se i voti delle giurie potrebbero premiarlo. Il destino ha voluto che si succedessero canzoni in pseudo-italiano, italiano e cantate da una che ha il nome italiano (la Svizzera - questa è la loro cosa migliore dai tentativi fallimentari di Paolo Meneguzzi).

22:09 La canzone dei Blue, I can, è esattamente come uno si aspetta sia una canzone dei Blue, solo che sono passati tipo 10 anni. Non hanno stonato, ma non si sono spogliati (anzi, erano vestiti una via di mezzo tra Willy Wonka ed un autista dell'ATAC), quindi non dovrebbero vincere - ho scoperto che si può votare solo cinque volte per ogni utenza, quindi bisogna calibrare con attenzione i voti ed evitare i facili entusiasmi e votare, chessò, la Germania.

22:33 Mancano tipo cinque canzoni e l'Azerbaijan mi convince sempre di più.

22:49 Ci sono previsioni che danno l'Inghilterra vincitrice! La Serbia si conferma graziosissima. Pare inoltre che i voti saranno dati non in ordine casuale ma in modo da creare più suspence, basandosi su come i vari paesi hanno votato nelle due semifinali (la fase è sempre molto interessante, perché si può capire quale sarà il prossimo paese invaso dalla Russia - chiedete alla Georgia di qualche anno fa),

23:13 Stop al televoto!

23:28 La Russia (c'è Dima Bilan!) dà 12 all'Azerbaijan e 1 alla Svezia....

23:31 Danimarca in testa, Italia 0

23:32 Inghilterra in testa!

23:34 Grecia in testa...

23:26 Azerbaijan in testa... Italia quinta...

23:38 Grecia in testa...

23:39 Ucraina in vetta, Svezia seconda...

23:41 Svezia prima...

23:50 Azerbaijan primo... colpa di San Marino, che dà pure 12 all'Italia...

00:05 L'Azerbaijan non si schioda...

00:12 Italia seconda (!)

00:17 Italia terza, Carrà distrutta

00:21 E' finita! La Svezia è terza, l'Italia seconda (davvero incredibile!) e, dopo anni di tentativi, l'Azerbaijan ha vinto l'Eurofestival del 2011!!!!!!
15 aprile 2011
musica
let it rain
Mai capito perché, ma quando piove io mi bagno e divento più impresentabile del solito - alle boyband invece succede regolarmente il contrario:

Prova 1:

Prova 2:

Prova 3:

(era solo per dire che i Blue hanno fatto un secondo video per l'Eurofestival - manca un mese!)
12 marzo 2011
musica
bleurovision
Tra due mesi c'è l'Eurofestival e qui non si vede l'ora. Al momento le cose più interessanti sembrerebbero essere: il ritorno di San Marino, quello dell'Italia (con il fanciullo di Sanremo che farebbe del jazz), il tizio russo (video), i risibili Jedward (per l'Irlanda), la sempre bellissima Dana International (per Israele,) il ritorno della vincitrice dell'anno scorso, Lena.

Ma la cosa migliore sarà sicuramente il ritorno dei Blue (ne parlavamo qui, poi la cosa sembrava sospesa, ma la carriera solista di Lee è andata a rotoli, per cui sono di nuovo insieme):

Se non stonano e cantano a torso nudo, vincono.
8 marzo 2011
musica
lost religion

Ogni paio d'anni arriva un nuovo disco degli REM e uno si chiede sempre quand'è che hanno fatto per l'ultima volta un album significativo (New adventures in hi-fi? Tipo 15 anni fa?). E ogni volta si dice che è un 'ritorno in forma', poi uno lo compra, lo ascolta un paio di volte e poi non ci pensa più, fino a che non arriva un nuovo disco degli REM.

Ora è uscito Collapse into now (il titolo è splendido - non si discute - e pare l'abbia pensato Patti Smith, che qui canta in Blue) ed al primo ascolto l'impressione è la stessa. Poi magari sedimenta un po', e salta fuori che è un capolavoro.

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permalink | inviato da cheremone il 8/3/2011 alle 17:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
26 dicembre 2010
musica
boyband 89
Questi ce li siamo tenuti da parte per chiudere degnamente il 2010. Una legge non scritta delle boyband vuole che, fra i 4-5 membri, ce ne sia uno segretamente gay, che si svela poi verso la fine della carriera (Stephen dei Boyzone o, fuori tempo massimo, Duncan dei Blue e Lance degli *Nsync).

Questi Boy Banned (qui il sito) non si pongono il problema, visto che sono direttamente tutti gay. E, a rendere le cose un po' inquietanti, sono prodotti dall'Eurocreme che, fino a ieri, faceva solo film porno e che ora si è data anche alla musica (e non sono la prima boyband gay della storia, visto che qualcuno ricorda i terrificanti Marilyn's Boys, cosa che avrebbe dovuto mettere sull'avviso i produttori sull'improbabilità del progetto). A giugno li hanno mandati al gay pride di Berlino, con risultati un po' imbarazzanti:

Pare abbiano un secondo singolo in uscita, Street lights.
2 maggio 2010
musica
ad meliora

Più o meno un anno fa, si annunciava la riunione dei Blue; è dunque con sommo orrore che scopro che la cosa al momento è sospesa, in quanto Lee Ryan ci tiene prima a mostrarci di essere un artista per se. Per ottenere questo scopo, ha appena pubblicato Secret love (una canzone talmente avanti coi tempi che sembra uscita nel 2001 – che non è per forza un male, eh), nel cui video non è chiaro se sia più imbarazzante lui che tenta di fare Justin Timberlake o i ballerini.

Aspetto con impazienza la nuova Breathe easy, comunque.

18 luglio 2009
musica
coming up
JLS; Beat again: in settimana ci sono stati due 'eventi' nell'universo delle boybands – in primis, Duncan dei Blue ha dichiarato di essere bisessuale (!) e poi è uscita questa nuova boyband, che al momento non mi convince molto. Giudicate voi.

Michael Jackson; The collection: il mondo è, giustamente pieno di antologie di MJ (una, due e tre, tanto per dire) e ora questo cofanetto dovrebbe rappresentare l'ultima spiaggia, visto che raccoglie tutti i suoi cinque album (sì, pure Invincible).
16 maggio 2009
musica
eurovision 2009 - 3
20:51 Ci siamo quasi, tra un po' inizia la finale dell'Eurofestival, dopo le due semifinali (se ve le siete perse, se ne parlava qui e qui). Finalmente le acque si stanno muovendo anche in Italia e Repubblica.it, sempre al passo coi tempi, ha messo su un 'blog' per seguire l'evento (speriamo sia un buon segno e che la RAI si decida a far tornare il nostro paese in gara - nel 2011, alla meno peggio, perché mi pare che il regolarmento richieda che per partecipare un paese debba prima aver trasmesso l'edizione precedente). Quest'anno, inoltre, pure i paesi che di solito arrivano ultimi (Francia, Inghilterra, Germania e Spagna) hanno deciso di fare le cose sul serio e la lotta sarà dura, durissima...

21:05 Ommioddio! Dima Bilan! Prova che la Russia è un paese civile. Qui la prova che la Russia NON è un paese civile.

21:20 La Francia tenta l'impossibile con la sublime Patricia Kaas, che proprio non c'entra niente ma mette davvero i brividi.

21:27 Io continuo ad adorare la Svezia...

21:33 Sono tipo 44 anni che il Portogallo partecipa e non vince. La canzone non è terribile, ma la vedo difficile (potrebbe arrivare nei primi dieci, però)

21:43 E il buon Sakis (Grecia) non è caduto malgrado abbia fatto due salti azzardati. Atene 2010 non è impossibile.

21:53 Se Arash non avesse tirato fuori una chitarrina, l'Azerbaijan avrebbe vinto.

21:55 I Regina (Bosnia-Herzegovina) sono EPICI.

22:09 L'Estonia è oggettivamente affascinante, sarà per la lingua misteriosa (russo? esiste l'estone?). Sul blog di rep. , intanto, si sono resi conto che all'Eurofestival il ritmo è ben altra cosa rispetto agli sproloqui di un Bonolis.

22:18 Non potendo chiaramente puntare sulla canzone, la Germania mette sul palco la divina Dita Von Teese. Con un frustino! Best. tv. show. Ever.

22:23 Avevo sottovalutato l'Albania, ma nulla regge il paragone con la Norvegia di Alexander Rybak!

22:39 Ultime tre canzoni: l'Inghilterra vuole vincere (o per lo meno piazzarsi) e porta una canzone assolutamente 'perfetta' scritta da Andrew Lloyd Webber (per un giudizio sul quale rimando a quanto pensa il protagonista di questo romanzo); la Finlandia è fantastica e la Spagna non delude.

23:13 Sono anni che mi chiedo a cosa serva lo spettacolino dell'intermezzo.

23:18 Cominciano ad arriva i voti... in testa la Norvegia!

23:29
Hanno votato in 10 su 42... in testa Norvegia, poi Turchia, Armenia (!) e Inghilterra (!!)...

23:39 Ommioddio: a dare i voti dell'Inghilterra c'è Duncan dei BLUE!

23:46 Hanno votato più di metà dei paesi, in testa Norvegia (ormai ha vinto, direi), Islanda, Turchia, Inghilterra e Azerbaijan!

23:57 Hanno votato in 33... Norvegia, Azerbaijan, Islanda, Inghilterra e Turchia...

00:06 E la Norvegia ha matematicamente vinto! L'Islanda è seconda, l'Azerbaijan è terzo, la Turchia quarta, l'Inghilterra quinta (ottimo risultato), anche la Francia è ben piazzata, ultima (mi pare) la Finlandia... l'anno prossimo, tutti a OSLO!
2 maggio 2009
musica
boyband 73
E' un po' che la rubrica 'boyband' langue, ma la notizia merita lo spazio necessario. Era il maggio del 2001 ed il mondo conobbe Simon (quello che, incredibilmente, avrebbe poi avuto una carriera solista quasi dignitosa), Lee (quello carino, con la voce squittente), Tony (quello inutile) e Duncan (all'inizio senza doppio mento), grazie a una cosa chiamata All rise:

Perfetti (e questo senza contare il video di Too close, in cui, a un certo punto, Lee si, er , 'tocca il pacco'). Poi fecero la grandiosa One love:

Il primo momento basso fu raggiunto nel duetto con Elton John (in particolare nel video, in cui giocano a pallone per far vedere che sono maschi) e poi con Guilty (scritta da Gary Barlow dei Take That – praticamente il seguito di Back for good).

Tutto fu loro perdonato per Breathe easy (mi rifiuto di riconoscere l'esistenza di A chi mi dice – ah, a un certo punto fecero pure una canzone in francese):

Poi si sciolsero (ne parlavo qui) e con Curtain Falls raggiunsero vette inimmaginabili (qui un vecchissimo post che confrontava il loro canto del gigno con quello dei Take That... )

E ora, la notizia: i Blue sono tornati.
9 aprile 2008
vita scolastica
the wind is in from Africa - cheremone a Creta 4
Giornata fastidiosamente piovosa, quella in cui ci mettiamo in pullman alla volta di Gortina.

Il posto mi intriga, qui per la prima volta i Greci misero per iscritto delle leggi, nel VI secolo aC, mentre nel resto d'Europa vivevano sugli alberi, o quasi.

Le foto delle epigrafi che avevo visto davano l'impressione che uno se le potesse trovare davanti, invece sono in una sorta di corridonio con cancelli sui tre lati, per cui solo con qualche sforzo si riesce a leggere qualche parola (ma tanto sono in un dorico indecifrabile).

Sono un po' deluso e non mi consola l'assaggiare il Calippo alla fragola, di cui i miei sono entusiasti.

Sempre a Gortina c'è il platano sotto il quale, secondo la tradizione, Zeus si unì con Europa, generando Minosse e facendo iniziare tutto.

La pioggia è sempre più battente ma Festo è comunque affascinante e la sua posizione, sul pendio di una collina, è notevole, mentre la visita alla vicina Agia Trida è un po' troppo affrettata.

A pranzo andiamo a Matala (la spiaggia sulle cui coste approdò Zeus con Europa, poi si trasformò in aquila e la portò a Gortina), e qui si deve aprire una lunga parentesi.

Prima di partire avevo comprato Blue di Joni Mitchell e a un primo, distratto ascolto, mi era parso un disco 'mediterraneo'; sfogliando la guida della Lonely Planet, scopro che Matala viene citata in una canzone, Carey.

Scopro anche che, tra gli anni '60 e gli anni '70, la spiaggia di questa baia, con le sue grotte naturali (prima sito neolitico, poi cimitero romano), era sede di una comunità hippy (dove a un certo punto visse la stessa Joni Mitchellla storia sta qua), prima che il regime dei colonnelli (i soldiers della canzone) cacciasse tutti a randellate; e allora, dopo il consueto, e lauto pranzo, me ne vado a vedere la spiaggia, con Carey sull'iPod e una scritta sul molo, Life is today, tomorrow never comes, davanti agli occhi.

La canzone comincia proprio con The wind is in from Africa, perché dall'altra parte del mare ci sono la Libia e l'Egitto (Creta è tutta orizzontale, da est a ovest, ed è larga al massimo una settantina di km, così, andando da Hiraklion a qui, è come se si passasse dal nord al sud del mondo) ed ecco spiegato il titolo di questi post.

Per quanto bello sia il posto, Joni Mitchell dice che se ne deve andare, che non si sente a casa, che ha le unghie sporche e le dà fastidio la sabbia tra i piedi (la sabbia di Matala non è esattamente sottile, ecco).

Prima però chiede al suo amico Carey di accompagnarla al Mermaid Café (che pare esistesse davvero), per salutarsi davanti ad una bottiglia di vino (gli dice anche get out your cane, che a me suona tanto get out of your cave, che mi sembra più adatto), mentre la notte è una volta stellata e stanno suonando della musica, sotto la luna di Matala.

Questa, più o meno, è la canzone (la si può sentire qua).

Non so perché, il posto mi affascina, forse perché adoro i posti che hanno una storia.

Non resisto, e coinvolgo i soliti temerari ('cosa sono i figli dei fiori?', chiedono) nella scalata delle grotte ed è bello vederli salire, sperando che non caschino in mare e contento di averli portati in un posto speciale.


1 aprile 2008
vita scolastica
salso mare
Da piccolo, ricordo mi piacque abbastanza il film di Scorsese, L’ultima tentazione di Cristo (tranne la scena un po’ insulsa in cui Gesù si cavava il cuore e lo mostrava ai discepoli, che pareva un po’ gran guignol, tipo Mel Gibson) e ancora di più il romanzo da cui era tratto, di Nikos Kazantzakis.

Anni dopo comprai una maglietta che mi piaceva tanto con su scritto ‘non spero nulla, non temo nulla, sono libero’ che pare sia l’epitaffio sulla tomba di Nikos Kazantzakis.

Domani si parte con il I alla volta di Creta che è, guarda un po’, la patria di Nikos Kazantzakis.

Come colonna sonora, non i 4Play ma Blue di Joni Mitchell, che (vergogna!) non avevo mai sentito e che è spettacolare e curiosamente mediterraneo.


22 dicembre 2007
musica
tutti più buoni, no?
Come ai tempi dei Blue con Elton John, una delle boyband più trash della storia (gli US5) si affianca a un cantante un po’ attempato (la canzone stavolta è Too much heaven dei Bee Gees, e l'attempato è uno di quest'ultimi, Robin Gibb).

Qui il video, da cui mi pare che uno che prima era biondo e liscio ora ha i capelli neri e ricci.

Ma è Natale, per cui sarò buono e non dirò niente.

(vabbé, dirò che sta circolando una foto delle Tatu un po' 'discutibile')
14 febbraio 2005
boyband 33

So perfettamente che dovrei fare altro (tipo: capire perché il viaggio con il IV in Grecia sarà un'odissea via nave e non un sereno viaggio in aereo, preparare il suddetto viaggio, preparare il corso di recupero di latino e greco per il V, trovare un modo per far interessare il IV a geografia che non sia la violenza o la minaccia, scrivere una lettera di protesta alla GS perché hanno finito la Diet Pepsi e hanno solo due gusti di Haagen Dazs, smetterla di ordinare testi su Ibs per la approfondire la tesina SSIS su Sarajevo e simili) ma trovo molto più divertente riflettere sui testi di un paio di canzoni, quelle con cui le boybands si congedano alla fine della carriera, quando lo scioglimento è imminente o decidono di prendersi 'un periodo di pausa'.

 

            Mi vengono dunque in mente la vecchia Never Forget dei Take That (il loro ultimo singolo con Robbie) e la più recente Curtains Fall dei Blue.

 

            Il testo dei TT si apre con l'inquietante constatazione che non sono più dei giovanotti (Been on this path of life for so long) e con la drammatica immagine della fine imminente (Finding a paradise wasn't easy but still / There's a road going down the other side of this hill). Struggente e lirico il ritornello, con un accorato riferimento alle origini della boyband stessa (Never forget where you've come here from, cioè discoteche gay di infimo livello, giova ricordare), la consapevolezza che tutto è finto e precostruito (Never pretend that it's all real) e l'immagine simbolica del passaggio di testimone ad altri (Someday soon this will be someone else's dream, cioè dei 5ive). Un bellissimo inserto centrale (con tanto di coro di bambini) sottolinea i grandi successi (We've come so far and we've reached so high - il duetto con Lulu, immagino), confuta l'idea dell'invecchiamento avanzata prima (And we're still so young and we hope for more) e, con una autoanalisi kafkiana, si chiude con una amara constatazione: We're not invincible, we're not invincible - No.

            Anche i Blue ammettono le dubbie frequentazioni iniziali (We come from humble beginnings) ma affermano baldanzosamente di aver superato la notte della ragione (But we made it though the night), ribadendo l'idea, falsa, di aver sfondato il mercato americano (It´s like a game of truth or dare - l'espressione non è inglese ma appunto angloamericana). All'improvviso, si rendono conto che le cose non stanno così e che il gioco sta finendo: But the story's getting old. Riflettendo sul tempo trascorso nella boyband, si scopre che esso ha avuto funzioni catartiche (Together we faced the cold outside ... Together we faced our final fears), in netto contrasto con l'immagini lieta che di solito li caratterizza. Il ritornello poi è una struggente constatazione della fine imminente (We´ll be ready when the curtain might fall), nonché una bellissima autoaffermazione: in un pirandelliano universo di ruoli, noi Blue non ci siamo mai piegati ed abbiamo sempre mantenuto la nostra integrità: We all got a part we must play / And I've done it, but I've done it my way; non manca un'appassionato riferimento alle difficoltà che hanno dovuto superare: And we made a lot of sacrifice / Undid a lot of ties / Fought a lot of fights / To get where we are now. Perché, allora, tutti ci chiediamo, prendersi un 'periodo di pausa'?

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