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26 febbraio 2011
letteratura
templa serena, at last

Per gli studenti liceali l'epicureismo è la più facile delle filosofie antiche, perché didatticamente riducibile a formulette (come il famoso tetrafarmaco: non bisogna temere gli dèi, la morte non è un male, il piacere è facile da raggiungere, il dolore è facilmente sopportabile - ed era pure la mia versone di maturità!).

Una lettura attenta (e difficile) del De rerum natura di Lucrezio, se non limitata ai soliti brani (inni a Venere, pesti di Atene, elogi superomistici di Epicuro), svelerebbe che sotto c'è mooolto di più. E questo vale anche se si affronta l'Epistola ad Erodoto dello stesso Epicuro, ora pubblicata con nuovo, densissimo, commento; perché prima di arrivare alle consegueze etiche dell'epicureismo, c'è da passare per la canonica, la fisiologia, la psicologia e la cosmologia ed il sentiero, per quanto il buon Epicuro prometta di scrivere anche per i neofiti, non è privo di ostacoli. E così ci si immerge nel meraviglioso mondo degli atomi, del vuoto, degli infiniti mondi possibili, con 2.300 anni di anticipo rispetto ad onde e particelle. E questo solo con la forza del pensiero e dell'immaginazione.

Un monumento alle capacità umane.
19 dicembre 2010
letteratura
il rigore delle Erme

Che la società ateniese non fosse molto sensibile alle istanze femminili è cosa nota, ma l'ideologicamente datato lavoro di Eva C. Keuls, The reign of the phallus, va davvero un po' troppo oltre, parlando esplicitamente di fallocrazia, il cui simbolo sarebbero le famose Erme che s'incontravano ad Atene in ogni angolo di strada (se ne parlava qua).

Se da una parte il libro offre davvero un apparato iconografico davvero ammirevole (ci sono più di 350 immagini, quasi tutte di vasi) ed utilissimo per riflettere sulla raffigurazione classica del maschile e del femminile, dall'altra si avanzano teorie parecchio azzardate, e soprattutto campate in aria (la più curiosa è quella per cui l'offerta ad Esculapio che Socrate chiede ai suoi discepoli nella chiusa del Fedone platonico sarebbe in realtà il ringraziamento al dio per una inattesa erezione - una nuova interpretazione del rigor mortis, direi); la più azzardata di tutte è quella che, senza neanche una-dico-una fonte antica (ma tanto le fonti sono utilizzate dall'autrice  con eccessiva libertà, come quando, citando un passo del Per Eufileto di Lisia, si inventa letteralmente un ruolo giuridico specifico per la concubina che avesse dato un figlio al padrone, cosa che nel testo greco non c'è), ipotizza che le Erme furono mutilate dalle donne, in preda ad una rivolta anti-fallica ed anti-militaristica - un vago spunto verrebbe da un passo della Lisistrata di Aristofane che non viene neanche approfondito ma solo buttato lì.

Quando poi si afferma (p. 9) che gran parte dei classicisti sarebbero tali perché affascinati dal patriarchismo, si precipita, a scelta, o nel delirio o nel ridicolo, come se un ispettore di polizia che indiga su uno stupro dovesse necessariamente essere un violentatore seriale...
8 novembre 2010
letteratura
niente mercanti di grano

Ancora Lisia (poi basta, giuro), essenzialmente per leggere il commento di Carey all'orazione Per Eufileto (nell'antologia di sei orazioni pubblicata dalla Cambridge).

Nulla di eclatante (ormai l'orazione la so a memoria), ma un paio di spunti carini ci sono; le altre orazioni sono la sempre interessante Contro Simone (pare che la gente si prendesse a cazzotti per conquistare fanciulli), la Contro Alcibiade (per un caso di reticenza alla leva, più o meno), la Contro Filone, la Contro Diogitone (una causa di eredità in cui si smette di capirci qualcosa alla terza riga) e la classica Per l'ulivo sacro (perché ad Atene bisogna stare attenti a cosa si pota).
20 ottobre 2010
letteratura
sisters are doin' it for themselves

Sulla condizione femminile nel mondo antico si è scritto tanto, ma solo recentemente mi è capitato in mano l'intrigante La cittadina impossibile di Silvia Campese, dedicato alla 'donna nell'Atene dei filosofi' - Il sottotitolo è un po' fuorviante, visto che i 'filosofi' sono solo due, ma, dato che si tratta di Platone e di Aristotele, ci si può anche stare.

I due non ci vanno molto leggeri e, semplificando, si potrebbe dire che per Platone la donna è "fisicamente" e "politicamente" inferiore, mentre per Aristotele la donna è inferiore solo "biologicamente" (è venuta male, mica è colpa sua, poverina). Si parla anche di 'famiglia' e di 'matrimonio', due termini alquanto abusati al giorno d'oggi, ed è estremamente interessante vedere come l'allegra utopia platonica ne faccia prima a meno (nella Repubblica) e li recuperi poi (nelle Leggi), sempre schiacciando l'individuo al dominio di quel monstrum che è lo Stato.

Bel punto di partenza, pensiero occidentale.
26 giugno 2010
letteratura
nel nome del popolo

Visto che l'orazione Per l'uccisione di Eratostene di Lisia si è rivelata un buono spunto per approfondire il diritto greco, mi sono (ri)letto tutto Lisia, nell'edizione della Loeb, dove trovano spazio ben 34 testi (tra originali, spuri e qualche estratto via Dionigi di Alicarnasso); così ho ritrovato la vecchia Contro Eratostene fatta al liceo, l'intrigante Contro Simone, la sempre vivace Per l'invalido e altre meno note, ma significative perché, ad Atene, quando un cittadino veniva nominato a una qualche carica pubblica, doveva poi dimostrarsene degno di fronte ad un collegio giudicante, pena la decadenza della carica – e di solito Lisia gli scriveva il discorso.

Pensate un po' se oggi si dovesse dimostrare la 'dignità' di gente come Brancher...

16 maggio 2009
musica
eurovision 2009 - 3
20:51 Ci siamo quasi, tra un po' inizia la finale dell'Eurofestival, dopo le due semifinali (se ve le siete perse, se ne parlava qui e qui). Finalmente le acque si stanno muovendo anche in Italia e Repubblica.it, sempre al passo coi tempi, ha messo su un 'blog' per seguire l'evento (speriamo sia un buon segno e che la RAI si decida a far tornare il nostro paese in gara - nel 2011, alla meno peggio, perché mi pare che il regolarmento richieda che per partecipare un paese debba prima aver trasmesso l'edizione precedente). Quest'anno, inoltre, pure i paesi che di solito arrivano ultimi (Francia, Inghilterra, Germania e Spagna) hanno deciso di fare le cose sul serio e la lotta sarà dura, durissima...

21:05 Ommioddio! Dima Bilan! Prova che la Russia è un paese civile. Qui la prova che la Russia NON è un paese civile.

21:20 La Francia tenta l'impossibile con la sublime Patricia Kaas, che proprio non c'entra niente ma mette davvero i brividi.

21:27 Io continuo ad adorare la Svezia...

21:33 Sono tipo 44 anni che il Portogallo partecipa e non vince. La canzone non è terribile, ma la vedo difficile (potrebbe arrivare nei primi dieci, però)

21:43 E il buon Sakis (Grecia) non è caduto malgrado abbia fatto due salti azzardati. Atene 2010 non è impossibile.

21:53 Se Arash non avesse tirato fuori una chitarrina, l'Azerbaijan avrebbe vinto.

21:55 I Regina (Bosnia-Herzegovina) sono EPICI.

22:09 L'Estonia è oggettivamente affascinante, sarà per la lingua misteriosa (russo? esiste l'estone?). Sul blog di rep. , intanto, si sono resi conto che all'Eurofestival il ritmo è ben altra cosa rispetto agli sproloqui di un Bonolis.

22:18 Non potendo chiaramente puntare sulla canzone, la Germania mette sul palco la divina Dita Von Teese. Con un frustino! Best. tv. show. Ever.

22:23 Avevo sottovalutato l'Albania, ma nulla regge il paragone con la Norvegia di Alexander Rybak!

22:39 Ultime tre canzoni: l'Inghilterra vuole vincere (o per lo meno piazzarsi) e porta una canzone assolutamente 'perfetta' scritta da Andrew Lloyd Webber (per un giudizio sul quale rimando a quanto pensa il protagonista di questo romanzo); la Finlandia è fantastica e la Spagna non delude.

23:13 Sono anni che mi chiedo a cosa serva lo spettacolino dell'intermezzo.

23:18 Cominciano ad arriva i voti... in testa la Norvegia!

23:29
Hanno votato in 10 su 42... in testa Norvegia, poi Turchia, Armenia (!) e Inghilterra (!!)...

23:39 Ommioddio: a dare i voti dell'Inghilterra c'è Duncan dei BLUE!

23:46 Hanno votato più di metà dei paesi, in testa Norvegia (ormai ha vinto, direi), Islanda, Turchia, Inghilterra e Azerbaijan!

23:57 Hanno votato in 33... Norvegia, Azerbaijan, Islanda, Inghilterra e Turchia...

00:06 E la Norvegia ha matematicamente vinto! L'Islanda è seconda, l'Azerbaijan è terzo, la Turchia quarta, l'Inghilterra quinta (ottimo risultato), anche la Francia è ben piazzata, ultima (mi pare) la Finlandia... l'anno prossimo, tutti a OSLO!
17 dicembre 2008
vita scolastica
antistasi


In II liceo stiamo traducendo un'orazione di Andocide, Sui misteri. E' uno dei testi chiavi di uno scandalo che, nel 415 aC, scoppiò ad Atene, in piena guerra del Peloponneso, alla vigilia della partenza delle navi per una poi disastrosa spedizione in Sicilia, che avrebbe per sempre fiaccato la potenza ateniese.

Come noto, dei ggiovani mutilarono nottetempo le statue di Ermes che si trovavano ai lati delle strade di Atene e l'atto vandalico non fu letto come una 'ragazzata' ma come parte di una strategia della tensione per favorire un coup oligarchico, che avrebbe coinvolto anche Alcibiade, da poco nominato capo della spedizione militare.

Fatto sta che la città si risvegliò nel panico più assoluto (disperati proclami di innocenza, torture di liberi cittadini, defezioni improvvise di consiglieri, arresti sommari e quant'altro).

Come riferisce Andocide (pure lui uno degli accusati), un tale Dioclide raccontò che, la notte prima della mutilazione delle Erme, aveva visto circa 300 individui scendere dall'Acropoli, radunarsi in gruppetti vicino al teatro di Dioniso e confabulare misteriosamente.

Al mattino, resosi conto di quanto accaduto, denunciò una quartantina di questi 300 (quelli che diceva di aver riconosciuto al chiar di luna – peccato che fosse una notte di novilunio, pare – e infatti Dioclide fu condannato a morte, 'per falsa testimonianza', diremmo noi) che effettivamente vennero arrestati (per capire un po' meglio come andarono le cose, c'è un librettino di Canfora, molto ben fatto).

Questo solo per dire che ci sono posti, come l'Acropoli di Atene, in cui si fa la storia.
24 ottobre 2008
graeculi perfidi


Alla ricerca di libri da far leggere ai ggiovani durante le vacanze di Natale, ho trovato questo Atene segreta – Delitti, golosità, donne e veleni nella Grecia classica del compianto Umberto Albini che, malgrado usi parolacce (tipo 'baldracche' – scandalo!), principalmente attraverso testi di commedie ed orazioni, mostra un lato un po' più 'umano' dei greci ed innegabilmente divertente (come scoprire che ad Atene ci fossero teppistelli dediti al furto di mantelli - ora pare rubino gli iPod, ma certe cose sembrano non cambiare mai... ).
6 aprile 2008
vita scolastica
the wind is in from Africa - cheremone a Creta 1
Ahimé, niente wireless nell'hotel, quindi i post di 'Cheremone a Creta' tragicamente    non saranno in tempo reale... alle ore 18:29 di Creta siamo finalmente in albergo, dopo aver nell'ordine, lasciato una fanciulla a Roma (documento non valido) e due bagagli ad Atene (forse arriveranno domani).

Se non contiamo il fatto che tra ora legale e fuso orario siamo DUE ore avanti ai nostri tempi biologici, va tutto abbastanza bene (solite lamentele perché le stanze non sono tutte allo stesso piano o non è stato possibile ottenere stanze da 7.2 come volevano loro).

A Hiraklion (cittadina non molto 'ridente') pioviggina, ma l'arrivo all'aeroporto (sì, anche lui si chiama Nikos Kazantzikis!), a due o tre metri dal mare è stato notevole.

Alle 19 ci aspetta un primo giretto per la città, poi la cena  e poi si vedrà, anche se i miei fanciulli non partono con le migliori premesse: in un internet point all'aeroporto si sono messi a cercare siti moralmente discutibili, convinti che il numero 89 avesse qualche cripotosignificato erotico.

Stando alla mia guida della Lonely Planet, ci sarebbe un locale molto carino, chiamato Jasmin, così, sotto un'allegra e rinfrancante pioggerella ci siamo messi alla ricerca di questo posto, mentre la pioggerella assumeva sempre di più i lividi connotati del nubifragio. 

Dopo aver lasciato i più in un rifugio improvvisato (i. e. i tavoli di un bar coperti da un'umile tettoia) io ed un paio di miei maschietti (spinti più che dall'amor di patria dal desiderio di impressionare le quintine, temo) ci siamo messi sotto la pioggia alla ricerca di questo Jasmin (temo esistano tracce di una telefonata in cui sembrava cercassimo un bordello), per scoprire che, nell'ordine, a) non si chiama Jasmin ma Bossanova e b) è chiuso.

Affranti, abbiamo optato per il Pagopiion, altro localino da fichetti (ricavato da una vecchia fabbrica di ghiaccio, pare) in cui prima suonavano cose assai interessanti (una versione di Blue monday dei New Order un po' jazzeggiante che non avevo mai sentito prima) poi hanno capito che eravamo italiani e hanno messo Caruso.

La notte il collega di educazione fisica mi ha trascinato in un'esilarante ronda notturna per le stanze dalla quale devo ancora riprendermi... 
11 marzo 2008
musica
boyband 68
Clima etnico, visto che ad Atene ho trovato l'album di una boyband greca, tali 4Play (ho scoperto che si chiamano Giòrgos, Todorés, Chréstos e, non so perché, Teddy B).

A vederli paiono un filino truzzi, a sentirli paiono Tiziano Ferro. Nell'album c'è  Bye  bye bye degli *Nsync cantata in greco, il che è indescrivibile.



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permalink | inviato da cheremone il 11/3/2008 alle 0:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
11 marzo 2008
vita scolastica
fluorescent adolescent 6
(parti precedenti: 5, 4, 3, 2 e 1)

Il tentativo discoteca ha trovato un tragico epilogo; siamo andati a Glyfada dove i ggiovani mi hanno impedito di andare da Dunkin' Donouts (ne saranno puniti alla prima occasione).

Il mio collega ha trovato un locale un filino alternativo che era pronto ad aprire prima solo per noi, locale la cui trasparenza etica lasciava alquanto a desiderare, visto che il gestore ha tentato di corrompere il mio collega con la proposta di divedersi in ratio 3/7 i 10 euro dell'ingresso dei ragazzi. Da docente di specchiata onestà, ha rifiutato e alla fine i fanciulli sono entrati a 5 euro senza nostro arricchimento.

Il locale, un filino angusto, ci ha propinato un ora e mezza di quella che alcuni ggiovani chiamano 'musica' (personalmente ho trovato ridondante la presenza di 50 Cent nella playlist).

Verso l'una abbiamo esercitato la nostra autorità professorale e li abbiamo salvati da se stessi, portandoli fuori (dove ggiovani locali giocavano alle belle statuine per strada) per tornare in albergo dopo aver preso un gelato.

Una volta in albergo, alla nostra domanda 'possiamo lasciare le valigie qua domani mattina?', il custode ha risposto un inquietante 'I don't think so' che non ci ha proprio colmato di serenità, diciamo (fortunatamente la mattina dopo ci hanno lasciato mettere i bagagli nelle nostre stanze – buon avviamento alla lotta di classe visto che i ragazzi hanno notato che le nostre stanze erano meglio delle loro e ora invocano Proudhon).

Per l'ultima giornata ad Atene ci siamo trascinati in tram alla volta di Syntagma per comprare cartoline, gingilli et similia, per poi tonare in hotel dove dovrebbe (il condizionale è d'obbligo) esserci il pullman per l'aeroporto.

Il giro per Atene è andato bene, ed alla fine erano tutti sani e salvi, Nuova corsa verso l'hotel e da lì per l'aeroporto, tutto a buon fine. Ancora più incredibilmente, il volo è stato puntuale e persino i bagagli sono arrivati (tutti!). E' stato un po' più difficile trovare il pullman a Fiumicino ma ce l'abbiamo fatta. Non poteva mancare un ultimo aneddoto: Cheremone e collega si sono fatti vigili urbani nel momento in cui il pullman si era incastrato sull'Appia bloccandone il traffico.

Oggi, nell'altra scuola, mi mancavano un po'.

(mica finisce qua: ad aprile ci sarà una novità assoluta: Cheremone a Creta!)


7 marzo 2008
vita scolastica
fluorescent adolescent 4
La corsa mattutina si è svolta bene e siamo arrivati sulla spiaggia (dopo aver tentato un paio di volte di violare la proprietà privata) e, malgrado un principio d'infarto, sono sopravvissuto e i ragazzi non hanno dovuto riportarmi in albergo in braccio.

La giornata di oggi è stata dedicata ad Atene, in primis con la visita al museo archeologico dove ci ha accompagnati Dionisio, la stessa guida del 2005 (se ne parlava qui); un po' perché li avevo avvisati prima, un po' perché sono più grandi e un po' perché, a piccole dosi, Dionisio è eccezionale, i ragazzi sono stati attenti e in qualche caso anche affascinati da questo arzillo vecchietto che viaggia verso l'ottantina e che ha l'entusiasmo di un bambino di dieci anni.

Alcune sue teorie sono filologicamente discutibili, ma quando parla ai ragazzi dell'importanza dell'intelligenza e della libertà mi commuove sempre e sono contento di averlo fatto conoscere ai fanciulli.  

A pranzo siamo stati allla Placa, ma tre fanciulle del IV hanno, ahinoi, subito un furto (cellulare e soldi, deo gratias non dei documenti) e il mio collega ha trascorso un incantevole pomeriggio in un commissariato di polizia a porgere denuncia, mentre noi siamo saliti all'Acropoli, dove purtroppo i ggiovani erano un po' stracotti.

Il piano di stasera prevede di andare al Luna Park, ammesso che riusciamo a)  a capire dove scendere col tram b) a trovare il Luna Park stesso e c) a prendere il tram al ritorno.

I ggiovani sono anomali, a loro l'idea di fare nottata in spiaggia non dispiace.

Se sopravviveremo alla cosa, domani ci attendono Micene ed Epidauro.

PS gastronomico
Ho trovato la Cherry Coke



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permalink | inviato da cheremone il 7/3/2008 alle 18:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
6 marzo 2008
vita scolastica
fluorescent adolescent 2
La polemica sull'acqua è legata essenzialmente al fatto che, a differenza degli altri anni, questa volta l'albergo voleva farci pagare l'acqua per la cena.

Superato l'inconveniente ('ci pensiamo noi!' ha detto l'agenzia), prevedo che ci ridurremo a comprare bottiglie d'acqua al supermercato.

La prima buona notizia del giorno è stata quella del miracoloso ritrovamento di una valigia di un fanciullino che era rimasta a Fiumicino e che ci hanno portato in albergo.

Sebbene la distanza tra Atene e Delfi sia di 'soli' 180 km, noi ci mettiamo tipo quattro ore e mezza (il traffico di Atene è, notoriamente, incommensurabile) ma i ggiovani non se ne lamentano più di tanto, visto che dormono dopo i (temiamo irrefrenabili) bagordi notturni, mentre la guida ci intrattiene con la consueta tirata antiturca dei Greci (quest'anno c'è anche una revalanche della polemica greco-macedone, pare). I miei tentativi di rendere l'esperienza del viaggio un filino ino ino istruttiva si riducono alla distribuzione di un libricino che abbiamo preparato con le mappe di Delfi, Atene, Micene e  la mia ossessione (il sillabario della Lineare B).

Durante il viaggio, i ggiovani stessi tengono a condividere le seguenti informazioni: 'Celine Dion non gode della meritata attenzione da parte sua'; 'il dr. House è affascinante nonostante la sua età';  'i Finley sono meglio dei Pink Floyd'; io tento inutilmente di convincere i ggiovani che Madonna è una divinità e va   conseguentemente adorata (frasi come 'dovrebbe farsi venire qualche ruga per dimostrare la sua età' non sono opportune).

Alla fine arriviamo a Delfi...   
6 marzo 2008
fluorescent adolescent 1
Grazie alle nuove tecnologie (e al mio MacBookAir!), posso scrivere questo post dall'albergo di Atene, che è sempre lo stesso delle altre due volte (sulla porta 206 ci sono ancora le tracce del nostro passaggio!), mentre in tv c'è Berlusconi da Vespa (altra cosa che non cambia mai, sembra - le novità vengono dagli Stati Uniti, con  la vittoria di Hillary Clinton in Texas e Ohio).

Stamattina siamo partiti (alle 06.45!) alla volta di Fiumicino (volo alle 11:00 – tralascio i chilometri percorsi alla ricerca di una sala fumatori aperta) e siamo atterrati ad Atene intorno alle 14:20, visto che siamo decollati con mezz'ora di ritardo.

Da domani il percorso sarà lo stesso dell'altra volta, oggi invece siamo andati (e per me era la prima volta) a Capo Sounion, dove ci sono le rovine del tempio di Poseidone, a picco sul mare.

Pare che lord Byron abbia lasciato la sua firma su una colonna, il teppistello.

Solito svolgimento della serata, al bowling (questa volta mi è andata meno bene, ma questi del I sono grandi e grossi!) e poi in hotel, dove, e qui le cose si faranno curioso, pare ci vogliano fare pagare l'acqua...

Domani, Delfi.



23 agosto 2007
letteratura
grandia consumpsit moenia tempus edax


Tradizionalmente, la fine dell’impero romano (d’occidente) viene collocata al 476 dC, anno della deposizione di Romolo Augustolo.

I più sanno che tale data sa molto di scolastico e che altre cronologie sono possibili (l’espansione araba nel mediterraneo, come voleva Pirenne, la chiusura della scuola neoplatonica di Atene da parte di Giustiniano nel 529, il sacco di Roma da parte dei Visigoti di Alarico nel 410 e simili) per individuare la fine del ‘mondo antico’ e l’inizio del ‘medioevo’.

Il recente saggio di Giusto Traina è dedicato (in contro tendenza rispetto agli amanti della ‘lunga durata’) ad un singolo anno, il 428 dC, nel quale il regno d’Armenia finisce sotto il controllo della Persia, a Costantinopoli regna Teodosio II, a Ravenna il piccolo Valentiniano III, la Britannia sta per diventare anglo-sassone, dalla Spagna i Vandali di Genserico si apprestano a conquistare il nord Africa, nella capitale d’Oriente si insedia il vescovo Nestorio, Agostino ha da poco finito il De civitate Dei, Atene resta la ‘capitale’ del paganesimo e tante piccole cose cominciano a cambiare.

Un saggio affascinante (e con una bibliografia solidissima), che si legge come un bel romanzo (dire che ‘si  legge come un romanzo’ non ha mai molto senso, visto che esistono romanzi illeggibili, no?).
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