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6 gennaio 2011
letteratura
segmenti fonici tautosillabici

Non avevo mai pensato (crassissima ignoranza, merito il cilicio) che la struttura atomica della realtà in senso democriteo/epicureo/lucreziano possa per analogia essere spiegata con la struttura delle singole parole, fatta di lettere che cambiano forma, numero e posizione e che quindi le res ed i verba hanno in comune più di quanto potesse sembrare.

Per rimediare, si può leggere la Metafisica di Aristotele o l'ugualmente stimolante (e difficilotto, eh) Lucrezio - le parole e le cose di Ivano Dionigi. Impegnativo, ma intrigante.
21 novembre 2010
letteratura
maestri

Un mio vecchio studente, che fa brillantemente filologia classica all'università, mi ha detto che qualche giorno fa, a 76 anni d'età, è morto Domenico Musti, il mio (e di centinaia di altri) professore di Storia Greca.

Le lezioni di Musti erano, per uno studente del I anno, un'esperienza devastante, in cui non si capiva niente ed un dottorando interveniva sempre citando (a sproposito) Vitruvio, qualunque fosse l'argomento trattato (ai miei tempi si parlava della democrazia ateniese e del complesso sistema di misthoi adottato per favorire la partecipazione democratica dei cittadini).

Il manuale, poi, era un volumone corposo con le pagine gialle, in cui tutto scorreva lineare e chiaro fino a che non si arrivava al temuto capitolo XI (L'Alto Ellenismo) in cui ci si perdeva nel meraviglioso mondo delle guerre di successione ad Alessandro Magno, fra diadochi ed epigoni che si chiamavano tutti uguale e se ne usciva, come dire, provati.

Il corso monografico era, appunto, sui misthoi e Musti ci fece leggere la Costituzione degli Ateniesi di Aristotele e ancora ne so pezzi a memoria.

L'esame fu quello che affrontai con più terrore ma poi con particolare serenità (mi ricordo che un'assistente mi chiese non ricordo quale "guerra sacra", ma all'epoca le sapevo tutte), anche nel momento della "domanda col professore".

Ricordo solo che mi chiese di tradurre e commentare un passo aristotelico e che mentre parlavo lui mi ascoltava, interessato.

Al momento non lo sapevo, ma era una cosa di cui essere orgogliosi.

E onorati di averlo avuto come Professore.
20 ottobre 2010
letteratura
sisters are doin' it for themselves

Sulla condizione femminile nel mondo antico si è scritto tanto, ma solo recentemente mi è capitato in mano l'intrigante La cittadina impossibile di Silvia Campese, dedicato alla 'donna nell'Atene dei filosofi' - Il sottotitolo è un po' fuorviante, visto che i 'filosofi' sono solo due, ma, dato che si tratta di Platone e di Aristotele, ci si può anche stare.

I due non ci vanno molto leggeri e, semplificando, si potrebbe dire che per Platone la donna è "fisicamente" e "politicamente" inferiore, mentre per Aristotele la donna è inferiore solo "biologicamente" (è venuta male, mica è colpa sua, poverina). Si parla anche di 'famiglia' e di 'matrimonio', due termini alquanto abusati al giorno d'oggi, ed è estremamente interessante vedere come l'allegra utopia platonica ne faccia prima a meno (nella Repubblica) e li recuperi poi (nelle Leggi), sempre schiacciando l'individuo al dominio di quel monstrum che è lo Stato.

Bel punto di partenza, pensiero occidentale.
25 settembre 2010
letteratura
mi devo essere perso il cinismo

Mentre questo libro era un po' impegnativo, La filosofia ellenistica di Anthony A . Long è un pochino più chiaro (solo un pochino, perché quando parla dei meccanismi della conoscenza nello stoicismo diventa un po' delirante). Il grosso del lavoro è dedicato ad epicureismo, scetticismo e stoicismo, presentati con dottrina e, quasi sempre, con chiarezza espositiva; parecchi sono gli spunti interessanti, come l'idea di Posidionio per la quale la parte irrazionale dell'anima può essere 'curata' solo da ciò che tiene presente l'irrazionale stesso, come la musica o la tragedia, in una intrigante rilettura della catarsi di Aristotele e in una conseguente rivalutazione delle tragedie di Seneca.
10 febbraio 2008
politica interna
parole a caso
Settimana di ‘didattica alternativa’ a scuola (non chiedetemi cosa sia né perché la si faccia), il che vuol dire che devo ‘solo’ preparare un corso di sostegno di traduzione, un paio d’ore di recupero di metrica e un mini corso di approfondimento, e quindi ho un po’ più di tempo del solito per seguire la ‘politica’ italiana.

E’ curioso notare che repubblica.it ha ormai smesso di avere qualcosa di affine a una ‘redazione’ e si limita a rilanciare i comunicati stampa in una cosa che chiamano ‘diretta’ dedicata al discorso di Veltroni.

E così scopriamo che Diliberto alle 12:14 produce raffinate analisi politiche del tipo ‘Veltroni e Berlusconi sono i promessi sposi della politica italiana: dopo le elezioni faranno il governo insieme’ (citazione assai dotta, per cui uno si chiede chi sia l’Innominato e chi don Rodrigo e chi fra Galdino, no?), un pensiero talmente complesso che gli servono 57 minuti per aggiungere (alle 13:11) che ‘per evitare questo patto scellerato bisogna dare più forza alla sinistra’ (me lo immagino che ci pensa per quasi un’ora, prima di avere l’illuminazione).

Pecoraro Scanio, di contro, alle 12:17 sviluppa il concetto di ‘inciucio’, parola che mai ci saremmo aspettati da lui, visto che le pagine che Google produce alla ricerca ‘pecoraro scanio inciucio’ sono appena 12.100 (Mastella ne ha 76.600, comunque).

Per motivi a me ignoti, in questa 'diretta' c'entrerebbe qualcosa Storace, che alle 10:50 si dice 'non interessato' al PdL (scusate se non so se è il Popolo delle Libertà, il Partito delle Libertà o il Partito dei Lavoratori) mentre alle 12:29 si dice 'disponibile a un accordo elettorale'.

Detto questo, penso sia meglio tornare ad Aristotele.
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