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4 marzo 2011
politica estera
povera è la terra

Nel 1999 stavo a Sarajevo, e ho avuto l'occasione di conoscere Jovan Diviak, il generale bosniaco che disertò per difendere la città dall'attacco dei Serbi, oggi arrestato in Austria, leggo qua. Ci portò sulle colline intorno alla città, in un sentiero in mezzo ai boschi ("non uscite dalla traccia, perché ci sono le mine"), a vedere le postazioni da cui partivano i colpi di mortaio e a raccontarci storie di guerra, e della sua associazione per gli orfani di Sarajevo, per cui avevano gli zaini pieni di giocattoli.

Al ritorno, sulla nave c'è un ragazzo bosniaco che parla un po' italiano e un po' inglese e che ci racconta della guerra, e dice che Diviak mandava i suoi soldati sotto i colpi dei cecchini, solo per guadagnare qualche metro.

War, war is stupid, si diceva.
14 dicembre 2010
musica
walking feels familiar

Venuto un po' fuori dal nulla, Performance and cocktails (1999), il secondo album degli Stereophonics (uno degli ultimi prodotti dell'ondata del britpop degli anni '90), finì con l'avere un successo davvero inaspettato, per quanto meritato.

Preso da un impulso irrefrenabile, ho comprato la riedizione dell'album, che aggiunge 13 brani, di cui cinque canzoni dal vivo di registrazione inedita (in posti come l'Hippodrome, altra cosa che rievoca tempi più lieti).

La copertina resta meravigliosamente evocativa, con lo sguardo perso nell'oppio della fanciulla e il mondo che va avanti, intorno.

Cose come Just looking e Pick a part that's new giustificano da sole l'acquisto ed il materiale ora aggiunto conferma l'idea che, ad un certo punto, il gruppo colse perfettamente lo zeitgesit.

Peccato che poi si siano persi per strada...
5 settembre 2010
musica
we love and we never tell

Non so bene perché, ma solo adesso esce in Europa il Greatest hits dei Culture Club apparso negli Stati Uniti cinque anni fa (la nuova versione ha però un allegato dvd con i video e soprattutto un concerto del 1983). Ma dato il recente passaggio romano di Boy George e lo spettro (?) di una nuova reunion dopo la catastrofe del 1999, giova ricordare che, sotto il mascara, ci sono alcune cose veramente notevoli, come Do you really want to hurt me, Karma Chameleon e una delle più belle canzoni mai scritte, Victims:

Premesso che, sui 17 brani della raccolta, è un po' dura andare oltre il nono, questo è comunque un disco da avere.
30 gennaio 2010
musica
boyband 80
A cavallo tra il 1999 ed il 2002 c'erano gli A1, cioè quattro fanciulli non particolarmente graziosi né particolarmente bravi a ballare, come dimostra il loro primo video, Be the first to believe, che pare sempre sul punto di trasformarsi in un porno gay.

Giunti al secondo album, impararono a muoversi in maniera un po' più coordinata e a sembrare un po' più virili (di poco, eh):


Con il terzo e ultimo album, toccarono vette di perfezione, e questa Caught in the middle resta meglio dell'intera carriera di Bob Dylan (copyright PopJustice):

Di lì a poco, lo scioglimento, stranamente senza che si dovesse attivare una linea telefonica di emergenza per evitare tracolli adolescenziali. Da un po' sono tornati insieme e stanno provando a rappresentare la Norvegia (!) all'Eurofestival. E sembrano i Coldplay alle prese con About you now delle Sugababes:

Incredibile.





20 dicembre 2008
blur vs cheremone
E' abbastanza recente la notizia che i Blur si sono rimessi insieme e che a luglio terranno un paio di concerti ad Hyde Park. Visto che i Blur (1991-2003) sono stati la colonna sonora della mia vita, ecco, in ordine cronologico, 12 momenti fondamentali:

UNO: E' l'estate del 1991, sono in Inghilterra per la seconda volta. E' l'anno in cui non mi limito a Londra ma mi spingo fino alla Scozia. I Blur pubblicano il loro primo album (comprato non ricordo dove, credo a Bath), quello che contiene There's no other way. Sono i tempi di Madchester, e i Blur sono uno dei gruppi più promettenti della risposta della capitale ai venti acidi del nord (sì, l'espressione 'venti acidi' è fastidiosa):

DUE: E' il 1993, i Blur pubblicano il loro secondo album, Modern life is rubbish (che compro da Messaggerie Musicali, a via del Corso). Io sono all'università, e una canzone come For tomorrow dice tutto quello che c'è da dire:

TRE: Il loro terzo album (Parklife) esce nel 1994. Per me è un anno un po' confuso. Mi ricordo però la successione dei singoli: Girls & boys (con annesso remix dei Pet Shop Boys – inoltre io sto studiando tedesco, quindi mi compiaccio quando capisco 'du bist sehr schon') e la loro esibizione a Un disco per l'estate, To the end (capolavoro assoluto – singolo comprato da Disfunzioni musicali), Parklife (la canzone ufficiale del 'britpop') e la meravigliosa End of a century:

QUATTRO: Concerto dei Blur al Palladium! Estasi! Estasi!

CINQUE: Estate del 1995; sono di nuovo a Londra, quando Blur e Oasis si sfidano, pubblicando un singolo lo stesso giorno. Gli Oasis scelgono Roll with it (il loro brano più debole fino a quel momento), i Blur Country house (allora salutata come eponimo dello zeitgeist, ora un po' pacchiana) ed entrano al #1 della classifica inglese:

SEI: L'album è The great escape. Dentro c'è The universal, che è così bella che fa piangere (e il video omaggia Arancia meccanica):

SETTE: I Blur fanno un concerto in Italia, solo che è a Firenze. Trascino un amico fin lì. Ri-estasi! Ri-estasi!

OTTO: E' il 1997, tempo di dottorati in giro per l'Italia. Compro il loro quinto album (l'eponimo Blur) a Torino, mi pare. Dentro c'è Song 2:

NOVE: Primavera del 1999; compro Tender (ricordo chiaramente di averla ascoltata la prima volta mentre aspettavo m. sotto l'università, ai tempi del lettore cd portatile); l'album si chiama 13 e contiene No distance left to run, che dice un po' tutto sulla mia vita a quel punto; per me è l'estate di Sarajevo e New York:

DIECI: Esce Best of Blur, che compro via internet su Zivago (loro si sbagliano, e non mi mandano l'edizione su due cd ma quella singola, che viene regalata a dimanche, che adora Music is my radar).

UNDICI: Le cose cambiano per tutti; Graham Coxon esce dai Blur, io comincio a lavorare in Svizzera e loro fanno lo strano Think Thank, il cui primo singolo si chiama Out of time. Inizia la guerra in Iraq:

DODICI: Nel frattempo, Damon Albarn ha fatto due dischi coi Gorillaz, io sono andato in Mali e poi c'è andato anche lui, a farci un disco splendido. Poi ha fatto un'opera lirica, in cinese. E' il 2008, Graham e Damon hanno fatto pace. C'è ancora la guerra in Iraq.
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