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23 dicembre 2010
musica
e fu così che scoprimmo gli oreo

Mentre il primo album dei Frankie Goes To Hollywood, Welcome to the pleasuredome, entrò direttamente nella storia della musica, il loro secondo lavoro, Liverpool, cadde presto nel dimenticatoio, portando allo scioglimento definitivo dei Frankies (la reunion del 2004, senza Holly, non vale, eh).

Dalle ceneri del quintetto, uscì presto fuori il cantante, Holly Johnson, i cui primi due singoli furono veramente ineccepibili (Love Train si apre con il verso "sei un'opera d'arte, sei la fontana di Trevi", mentre Americanos è il miglior trattato di sociologia sull'immigrazione ispanica negli Stati Uniti mai scritto).

L'album, Blast, uscito nel 1989 aveva i suoi momenti (Got it made e Heaven's here restano dei gioielli) ma non era il capolavoro che ci si aspettava - ora ne è uscita una 'edizione espansa', con i video dei singoli su dvd, un cd di remix (alcuni dei quali totalmente inediti) e qualche rarità (Holly che canta Love me tender di Elvis Presley ci ricorda che la sua voce era davvero notevole), in un'edizione filologicamente corretta di cui si sentiva il bisogno e che è il caso di procurarsi, at any price.
13 settembre 2010
musica
popbulimia


Sono appena uscite le ri-pubblicazioni dei primi due album di Jason Donovan (chi è? qui la sua biografia), Ten good reasons del 1989 e Between the lines del 1990, e c'è un po' da rimanere sopraffatti dalla mole di materiale (in tutto sono 75 brani).

Nella massa confusa trovano posto i suoi singoli prodotti da Stock, Aitken & Waterman (dodici, mi pare), i lati b, svariati remix e versioni strumentali (notevoli per la loro insignificanza), ed anche un secondo duetto con Kylie Minogue, All I wanna do is make you mine, di cui ignoravo l'esistenza, nonché la versione in spagnolo di Rhythm of the rain.

Preso a piccole dosi, aveva i suoi momenti.
20 agosto 2010
musica
soft cell; say hello, wave goodbye (1982)
Chi sono questi: Dave Ball e Marc Almond, il duo che ha fatto Tainted love e che per qualche anno (si sono sciolti nel 1984) è stato ai vertici delle classifiche di mezzo mondo, incidendo due-tre classici insuperabili. Marc Almond era una specie di Boy George sotto prozac.

La musica: synthpop all'ennesima potenza. La versione remixata nel 1991 è quella che mi conquistò, ma l'originale non è male.

Le parole: qui siamo dalle parti del premio nobel per la letteratura. Due amanti si ritrovano per dirsi addio in un locale chiamato Fenicottero Rosa, tipo (standing at the door of the Pink Flamingo / crying in the rain, uno dei primi versi più importanti della storia, tipo "nel mezzo del cammin di nostra vita"); sono entrambi eleganti (you in a cocktail skirt and me in a suit) ma non proprio a loro agio (but it just wasn't me). Che la coppia fosse improbabile sin dall'inizio si capiva (you and I, it had to be the standing joke of the year), ma ci hanno comunque provato (it was a kind of so-so love), ora è finita e al primo ritornello viene già da piangere, quando lui le dice che non c'è più nulla da fare e che è meglio fare finta di non conoscersi (take your hands off me / I don't belong to you, you see / take a good look at my face / for the last time / I never knew you, you never knew me / say hello, wave goodbye). Alla terza strofa le cose si fanno cattive e lui si sofferma sul trucco di lei che comincia a calare (I can see the make-up sliding down) e le rinfaccia di essere finta (tipo Rimmel, di De Gregori, ma con più cattiveria: hey little girl / you will always make-up / so take off that unbecoming frown). Ma ecco che poi si capisce che lui la ama ancora e che quello da cui sta fuggendo è quello che vuole di più (as for me, well / I'll find someone who's not going cheap in the sales / a nice little house wife / who'll give me the steady life and won't keep going off the rails) ed ammette che si trovera una mogliettina seria nella sua casetta di periferia. Una tragedia.

Cheremone’s corner: Marc Almond ha cominciato ad intrigarmi relativamente tardi, ai tempi del suo duetto con Gene Pitney (Something's gotten hold of my heart, 1989) e poi con l'album Tenement symphony (un disco perfetto, in cui rifa Il volto della vita di Caterina Caselli - si chiama The days of Pearly Spencer - e soprattutto Jacky di Jacques Brel). Successivamente si è un po' perso per strada (ha anche avuto un brutto incidente di moto) e si è dato al pop russo. Resta un'icona.

Pregnanza socio culturale: Discreta, anche se un po' di nicchia. Credo che tutti conoscano Tainted love, comunque.

La si trova qui: l'antologia essenziale di Marc Almond e dei Soft Cell è Memorabilia. La recente raccolta di remix ha anch'essa i suoi pregi.

Tragicamente, non riesco a trovare il video.
29 maggio 2010
musica
nothing left

I grandi gruppi, spesso, mettono le loro cose più belle come oscuri lati b. Questo è quello che ho scoperto sentendo, ventuno anni fa, il lato b di Lovesong, il secondo singolo da Disintegration dei Cure. Si chiamava 2 late, ed è una piccola cosa che dura solo 2:41 minuti e che è perfetta dall'inizio (so I'll wait for you where I always wait) alla fine (always too late). Disintegration, è, credo, l'album più importante della mia vita e i Cure ne sono stati spesso la colonna sonora (ne ho parlato, ad esempio, qui o qui). Riprendendo la ri-edizione dei loro album (che si era fermata a Kiss me kiss me kiss me), è appena arrivato anche l'album del 1989, Disintegration, appunto (cui hanno dedicato pure un sito apposito). Sull'album di per sé non so cosa dire, se non che è di una bellezza stravolgente e che rimane il picco artistico dei Cure, che mai hanno fatto un disco così coerente. Quanto alle singole canzoni, Lullaby e Lovesong saranno note ai più, Pictures of you mi fa piangere ogni volta che la sento e l'iniziale Plainsong ti porta altrove. In più, nella riedizione attuale, si trova una versione ampliata di Entreat (album uscito nel 1990 solo in Francia, poi edito anche altrove, che allora riportava le versioni dal vivo di 2/3 di Disintegration e che ora è completo) ed un cd di rarità, fatte di demo e simili. Poi le cose sono un po' complicate, perché pare che se si acquista il disco in formato digitale, le rarità del secondo disco sono altre rispetto a quelle del cd fisico.

E tra queste trova posto un bootleg di Faith registrato al Palaeur di Roma il 4 giugno del 1989, che Robert Smith dedica 'a tutti quelli che sono morti oggi in Cina'. Era il giorno del massacro di piazza Tienanmen, e io stavo lì, sotto il palco. Finiva, banalmente, la mia infanzia e le parole di una vecchia canzone di sette anni prima quella sera erano particolarmente importanti:

I went away alone / With nothing left / But faith

Credo di aver detto tutto il possibile sul perché i Cure occupino un posto speciale tra le cose del mondo.

12 aprile 2010
musica
some new romantic looking for the TV sound

E tutto cominciò con questo Duran Duran, quasi trent'anni fa. Se devo essere sincerissimo, i Duran Duran non mi hanno mai preso in maniera eccessiva, per lo meno fino a Do you believe in shame del 1989, che resta una delle cose più belle che abbiano mai fatto. A partire così dalla raccolta Decade, ho iniziato a ricostruire la loro carriera e a dare un nome alla colonna sonora della mia tarda infanzia/prima adolescenza. Duran duran, ora in riedizione con annesso dvd e secondo cd di demo e rarità, fu il loro primo album, quello di Planet earth (geni) e di Girls on film (canzone così così, video incredibile per l'epoca – oggi è più morigerato di una discussione a Uomini e donne). L'album non è invecchiato benissimo, va detto, ma non si può negare la manignificenza del loro primo singolo e del modo in cui Simon Le Bon balla (grazie alla EMI, il video va visto qua)

Rio è già ri-uscito, ora devo solo avere la ristampa di Seven and the ragged tiger e poi la trilogia è completa.

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