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6 aprile 2005
balkan blood, italian heart (ovvero: Cheremone, Nichi Vendola, le elezioni, Morrissey e molta confusione)

    Da più parti (!) mi si sollecita a fare un post che in qualche modo commenti i risultati delle regionali. Siccome penso sarebbe noiosa una pseudo analisi del voto su criteri sociologici o statistici e sarebbe banale un 'che bello! Ha vinto il centrosinistra! E Adinolfi resta casa!', mi sembra più originale fare qualche riflessione a partire da una canzone che non c'entra proprio niente, come Irish Blood, English Heart (il testo intero sta qua) di Morrissey, data che questa è ufficialmente la Morrissey-week, vista l'uscita di Live At Earl's Court e visti i miei intenti pedagogici nei confronti di jsp ;-). Continunando a spacciarmi per mezzo croato (vabbé ¼ croato), potrei dire di avere un Balkan Blood e un Italian Heart e quindi di ritrovarmi nella seguente strofa: There is no one on earth I'm afraid of / and no regime can buy or sell me ("non c'è nessuno al mondo di cui abbia paura / e nessun regime può comprarmi o vendermi").

    Ma soprattutto la strofa dopo: I've been dreaming of a time when / to be english is not to be baneful / to be standing by the flag / not feeling shameful, racist or partial ("Ho sognato un momento in cui / essere inglesi non volesse dire essere cattivi / e in cui si potesse stare a fianco della bandiera / senza provare vergogna e senza sentirsi razzisti o parziali"). Questa strofa mi colpisce tantissimo e, per quanto sia scritta con riferimenti ovvi agli Inglesi, potrebbe anche rappresentare bene quello che penso del nostro paese (per quanto gli italiani non possano davvero essere definiti baneful), quello che penso della P A T R I A. 
    E' sempre stato un concetto a me alieno, quello di Patria. Mi sono sempre vergognato di essere italiano, sin da quando ero piccolo avevo il mito del Giappone (la mia è la generazione di Candy Candy) e poi, crescendo, dell'Inghilterra (via Pet Shop Boys). 
    Ho per questo sempre trovato patetica l'esaltazione nazionalistica di un paese profondamente incivile, caotico, ignorante, confusionario, disorganizzato quale l'Italia e mi sono sempre chiesto per quali astrusi criteri questo paese fosse tra le 7 nazioni più industrializzate del mondo. Ho trovato ridicolo che un paese in cui le bandiere si tiravano fuori solo in occasione delle partite di calcio (per tutta l'estate del 1990 dalla mia finestra c'era l'Union Jack, non perché me ne fregasse qualcosa di Gary Lineker ma per reazione/provocazione da 18enne confuso) da qualche anno sia entrato in un, secondo me pericoloso loop, pseudo patriottico grazie al riscatto di un partito come AN, a un presidente della Repubblica fomentato dal tricolore e a una televisione che, improvvisamente, si è scoperta 'italiana'. 
    Cosa rappresenti la patria, cosa rappresenti il senso di appartenenza a una comunità nazionale è qualcosa che davvero non ho mai capito, o comunque qualcosa che non riguardava 'me'; ho sempre, forse superficialmente, pensato di essere parte di una cosa più ampia chiamata 'genere umano' e al massimo di avere una comunanza linguistica (e forse culturale in senso latissimo) con una cosa meno ampia chiamata 'italiani', qualcosa che però è sempre sentito molto contingente e non certo incarnazione di qualcosa che andasse oltre a un luogo comune. Mi sono poi vergognato quando cose come la Lega ottengono voti, ma non perché attacchino l'Unità Nazionale, ma perché rappresentano la summa del becero e del volgare, oltre che del razzista.     
    Ogni tanto però, quest'Italia da me bistrattata mi ha sorpreso. E' quello che è successo a queste elezioni ma non in generale perché ha vinto una coalizione in cui, più o meno, mi ritrovo (anche se mi vergogno un pochetto ad aver votato Marrazzo, ma Storace, non suo padre, davvero corrisponde al sintagma 'picchiatore fascista' - tutti hanno rimosso la rissa che fece in Parlamento anni fa? - e quindi la scelta era obbligata), ma nell'italianissimo particulare: la vittoria di Nichi Vendola (su cui il saggio Sciltian). Io non sono come Fitto abbia governato la Puglia (non so quasi neanche dove sia, la Puglia e magari Fitto è stato un presidente di regione eccezionale) e non so davvero bene neanche quale fantastico programma sia stato presentato da Vendola, anzi i suoi legami (di cui ho letto sul Corriere o sul Riformista, non ricordo) con il tizio della pasta un po' inquietano, ma la vittoria di Nichi Vendola mi ha colpito per un fatto specifico, quello della sua omosessualità. L'idea che un omosessuale (!) che si definisce comunista (!!) e cattolico (!!!), cioè 'comunista-e-cattolico' (!!!!) abbia vinto (pur di poco, ma anche se avesse perso ha avuto comunque più di 1 milione di voti, non tutti, direi, di gay-comunisti-cattolici) in una regione del sud (il posto che, per il luogo comune, è fermo al medioevo) è davvero storico. Il fatto che un milione centossessantacinquemila cinquecento trentasei persone non abbiamo pensato che Vendola fosse, GP2 docet, 'oggettivamente disordinato' e quindi incapace di governare una regione continua a sembrarmi incredibile. Il fatto che in un paese che io per primo ho sempre creduto ignorante e bigotto potesse accadere una cosa del genere secondo me è un miracolo. Non perché credo che Vendola sia 'antropologicamente superiore' a Fitto perché omosessuale (e dichiarato; pare che fare il politico da omosessuale nascosto non sia né un rischio né una rarità), né credo che la gente lo abbia votato solo perché omosessuale (anche se forse qualcuno l'ha fatto e non penso che abbia ipso facto sbagliato). Credo che la gente sia stata abbastanza intelligente da pre-scindere dall'omosessualità dichiarata di Vendola e di votarlo perché convinta di fare la scelta migliore. Sarebbe successo anche 10 anni fa? O anche solo cinque? Nel parlamento italiano ci sono Grillini (DS) e Titti De Simone (Rifondazione), entrambi omosessuali, ma mi pare (forse sbaglio) che siano stati eletti con voti ottenuti al proporzionale e non in un colleggio maggioritario, come a dire, se ho ragione, che di solito i partiti evitano di schierare un omosessuale dichiarato al maggioritario perché, come me, credevano alla storiella dell'italia bigotta e ignorante. Vendola ha dimostrato che l'Italia (solo la Puglia?) è un paese civile e (forse) una Patria in cui sono contento di stare. 
    Tornando a Morrissey, la canzone poi ripete Irish blood, English heart, This I'm made of / There is no one on earth I'm afraid of e aggiunge And I will die with both of my hands untied ("E morirò con entrambe le mani libere"). 
    In queste elezioni l'Italia si è dimostrata 'libera'? Direi di sì e, paradossalmente, ha dimostrato che non esiste un 'regime', come invece blaterano alle volte molti del centrosinistra, visto che un 'regime' che perde le elezioni sarebbe  un regime, si potrebbe dire, 'all'italiana'. Nel nostro regime la gente, ancora, ragiona e vota. E' un buon segno. 
    Ancora Morrissey: I've been dreaming of a time when / The English are sick to death of Labour, And Tories / And spit upon the name Oliver Cromwell / And denounce this royal line that still salute him / And will salute him forever ("Ho sognato un momento in cui / gli Inglesi saranno stufi marci dei Laburisti e dei Conservatori" / e sputeranno sul nome di Oliver Cromwell / e  denuncerano pubblicamente questa stirpe reale che ancora lo ammira / e lo ammirerà per sempre). Oltre che essere un appello a votare i LiberalDemocratici, credo rappresenti il sogno di un paese normale. 
    E un paese normale potrebbe anche essere la mia patria (con la minuscola, concedetemelo).




permalink | inviato da il 6/4/2005 alle 23:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
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